Come Raccontare una Storia

In questo Articolo:I Fondamentali della NarrazioneCome Usare la Voce e il CorpoMigliorare la tua NarrazioneRiferimenti

Quando si tratta di raccontare una barzelletta, narrare una favola, o provare a persuadere qualcuno con una storia di vita vissuta, saper padroneggiare l’arte della narrazione è una dote molto importante. Mentre alcuni la possiedono per natura, altri devono applicarsi e impararla. Niente paura, quindi, perché potrai imparare a raccontare meglio una storia grazie alla premurosa guida di wikiHow! Partiamo senza indugi col punto 1.

Parte 1
I Fondamentali della Narrazione

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    Coinvolgi chi ti ascolta. Dai il via al racconto interpellando la tua platea o facendo qualcosa che catturi l’attenzione. Poni una domanda, anche se retorica, che sia attinente alla conclusione, al colpo di scena o al contesto della storia che stai per raccontare. In alternativa, puoi piazzare una frase a effetto, di quelle impossibili da ignorare (così prenderai tutti all’amo; immagina di dover scrivere l’equivalente di uno di quegli iperbolici titoli di giornale). Convoglierai l’attenzione degli ascoltatori sulla tua storia e vorranno sentirne di più.
    • Esempio di “amo” per una favola: “Ti sei mai chiesto perché le falene inseguono la fiamma?”
    • Esempio per una storiella divertente: “Vi devo raccontare l’aneddoto DEFINITIVO sui coinquilini. Diciamo solo che c’è di mezzo una toilette...”.
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    Costruisci la scena. La tua narrazione dovrebbe accompagnare chi ti ascolta in un’esperienza immersiva. Tramite il tuo racconto, gli ascoltatori dovrebbero sentirsi trasportati al centro dell’azione. Inizia perciò dando loro un contesto entro cui orientarsi. Continua poi aggiungendo particolari che dipingano l’azione e permettano alla tua platea di provare ciò che tu hai provato. Presta attenzione alla cura del linguaggio: usa parole mirate a scatenare precise reazioni emotive.
    • Per una favola: “C’era una volta, quando nel mondo la magia ancora esisteva e gli animali parlavano…”.
    • Per una storia comica: “Come ben sapete, io sono il classico tipo tranquillo che si rilassa accarezzando il proprio branco di gatti. Purtroppo, il mio coinquilino era, invece, il tipico amante dei party spacca-fegato…”.
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    Fai montare la tensione e poi rilasciala. L’arte del narrare segue un percorso definito; di base, si tratta di far montare la tensione lungo il racconto, su su fino all’apice del climax, da dove poi si precipita fino alla conclusione. Ricorda però che rilasciare la tensione nei momenti giusti è molto importante per raccontare una storia bilanciata. Senza questi snodi tensivi, la tua storia sembrerà troppo precipitosa o eccessivamente simile a una lista di eventi. La vita include momenti di tranquillità tra le cose che ci succedono. Così anche le storie ben raccontate. Puoi stemperare la tensione, dunque, descrivendo una scena, o infilando strategicamente qualche dettaglio di importanza secondaria, o una battutina se stai raccontato un aneddoto divertente.
    • Favola: “La Falena si avvicinò all’alto e bianco pilastro dove risiedeva Fiamma, splendente nella sua gloria di fuoco. La Falena sentì qualcosa muoversi all’altezza dello stomaco e fu preda dell’amore. Ma certo gli eroi non corrono in soccorso delle loro principesse nello stesso giorno in cui s’innamorano, e Falena spese molte notti di luna prima di innamorarsi perdutamente di Fiamma”.
    • Aneddoto divertente: “Quell’anno ci trasferimmo in questo nuovo quartiere, decisamente suggestivo e… ehm… tagliente. Quindi… me ne stavo sul chi vive più o meno ogni secondo della giornata. Ottimo per la pressione, sapete”.
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    Concentrati sull’essenziale. Come detto sinora, includere dettagli per immergere gli ascoltatori nella storia è un processo fondamentale. Tuttavia, dovresti evitare che il tuo racconto risulti sconclusionato. Ecco perché è altrettanto importante concentrarsi sull’essenziale. Tralascia i dettagli inutili e mantieni solo quelli prettamente attinenti con la storia.
    • Il tempo è tiranno, quindi seleziona i dettagli che al massimo grado contribuiscano ai fini della narrazione o a descrivere una scena, ma regolati sempre in base alle reazioni di chi ti ascolta. Se iniziano a sembrarti annoiati, metti il turbo e sintetizza il necessario.
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    Cura la logica nella concatenazione degli eventi. Qui è dove la tua padronanza della storia e l’esercizio diventano importanti. Hai presente quelle persone che iniziano a raccontare una storia e partono per la tangente e a un certo punto non si raccapezzano più e continuano con vari “Oh, ho dimenticato di aggiungere una cosa…”? Ecco, non essere una di quelle persone. Non fermarti per fare il punto: ciò distrugge l’attenzione degli ascoltatori. Racconta la storia con una narrazione fluida e logica.
    • Se ti dovesse capitare di dimenticare un dettaglio importante, recupera con nonchalance senza interrompere il flusso della narrazione. Per esempio: “Adesso, non è che il Pifferaio Magico fosse proprio nel torto a insistere tanto per avere dei soldi dagli abitanti della città. Devi sapere che il borgomastro non aveva rispettato il patto che avevano stipulato”.
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    La storia è finita, amen. È imbarazzante quando chi ti ascolta non capisce se la storia è finita o no, quindi dalle una conclusione chiara e definitiva. Ci sono tantissimi modi per farlo, alcuni dei quali sono i seguenti:
    • Fai una domanda e datti una risposta. “Che razza di follia era? Se c’è una cosa di cui sono certo, è che non ci riproverò mai più”.
    • Morale della favola. “E questo, signori e signore, mi sembra un ottimo motivo per cui non dovreste mai portare il vostro gatto sul posto di lavoro”.
    • Usa il tono di voce adeguato. Adegua la velocità del discorso, il volume e il tono di voce al progredire della storia. Accelera e incalza fino al climax; a quel punto rallenta e abbassa fino alla conclusione.

Parte 2
Come Usare la Voce e il Corpo

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    Crea i personaggi. Dai una personalità a ciascuno dei personaggi che compaiono nella tua storia. Più reciterai i loro ruoli e meno dovrai ricorrere alle parti narrative; renderai inoltre l’esperienza di ascolto più immersiva. Gioca con accenti, stili di discorso, voci. Aggiungerai un’ulteriore ventata comica alla storielle divertenti facendo un po’ il buffone o calcando la mano sulle voci stereotipate.
    • Per esempio, scimmiotta la voce di tuo padre rendendo la tua più profonda e burbera, aggiungendo alla storia anche dialoghi extra del tipo: “[Parte rilevante della storia…] e ora vado fuori a costruire una scrivania. O un pezzo di scrivania. Magari mi metterò comodo sul divano a guardare un programma TV dove costruiscono una scrivania”.
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    Rendi la tua narrazione “grande” o “piccola”. Adegua la tua voce all’effetto che vuoi ottenere in un determinato punto della storia. Cambia tono e volume per rendere il racconto rilassante o eccitante. Accelera la velocità e alza la voce mano a mano che ti avvicini al momento clou. Rallenta quando affronti la conclusione.
    • Dovresti fare un po’ di pratica anche con le cosiddette “pause drammatiche”. Un momento di silenzio, accompagnato dallo sguardo giusto, può raccontare più di mille parole.
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    Racconta anche col viso. Se vuoi davvero diventare un abile narratore, devi saper padroneggiare le espressioni facciali a tuo piacimento per poterle impiegare come valore aggiunto nel racconto. Sul tuo volto, infatti, dovrebbero scorrere tutti i personaggi e le emozioni della storia. Se desideri imparare quest’arte alla scuola dei veri maestri, guarda più video che puoi delle performance di John Stewart o Martin Freeman (ne trovi a bizzeffe su YouTube).
    • Ricorda, le espressioni facciali coprono una variegata tavolozza cromatica. Puoi trasmettere emozioni molto complesse usando l’espressione giusta.
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    Anche le mani parlano. Saper “parlare” anche con le mani può segnare la differenza tra un narratore legnoso – e assai noioso – e colui che ipnotizza la stanza con la sua storia. Le mani trasmettono emozioni, focalizzano l’attenzione degli ascoltatori, creano una sensazione di dinamicità e azione. Se non partecipi alla narrazione col corpo, cerca per lo meno di farlo con le mani.
    • Ovviamente, non esagerare. Ad esempio… non colpire nessuno, non rovesciare il tuo drink. Soprattutto, non rovesciartelo addosso.
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    Un po’ di recitazione non guasta. Se l’occasione lo consente, usa il tuo corpo per inscenare le azioni che stai raccontando. Non devi recitare l’intera storia, ma solo alcuni punti chiave; sottolineerai l’importanza di un passaggio e attirerai l’attenzione degli ascoltatori. Il consiglio vale anche per i racconti comici.
    • Esistono gesti da “antologia” universalmente riconosciuti ai quali puoi ricorrere. Pensa al sopracciglio sollevato di Groucho Marx o a Rodney Dangerfield, il quale ha regalato al mondo il classico tic dell’imbarazzo: tirarsi il colletto della camicia con due dita. Grandi comici come Conan O’Brien e Robin Williams usano ripetutamente gesti presi dalla “tradizione”.

Parte 3
Migliorare la tua Narrazione

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    Pratica. Esercitati ripetendo una storia qualche volta prima di raccontarla ad altre persone. Poi fai pratica davanti a qualche amico prima di andare di fronte a persone più importanti. Devi domare la tua storia e addomesticarla; ciò significa sentirti sicuro nel raccontarla, conoscere i momenti esatti in cui concedersi una pausa drammatica o cambiare tono.
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    Memorizza la tua storia. Assicurati di saper raccontare tutta la storia dall’inizio alla fine e dalla fine all’inizio, quindi concentrati quando la racconti. Ciò ti servirà a non perdere per strada pezzi importanti della trama. Ma soprattutto ti aiuterà a mantenere la storia coerente nel tempo, particolare da non sottovalutare se dovrai raccontarla più volte.
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    Sii genuino. Non trasformare i tuoi racconti in epopee da marinaio. Hai presente, no? Quelle storie che diventano sempre più iperboliche ogni volta che le senti, dove i dettagli virano verso il mito e i personaggi si trasformano in improbabili macchiette. Gli ascoltatori disconnettono il cervello quando attacchi con una di queste storie. Ammaina le vele della fantasia e mantieni autentico il tuo racconto se vuoi che la gente continui a goderselo.
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    La storia giusta nel posto giusto. Dovresti salire sul pulpito del narratore solo quando le circostanze lo permettono, laddove possibile. Anche le storie migliori sono destinate a fallire, se sei costretto a fermarti in continuazione a causa di fattori esterni. Un ambiente senza troppe distrazioni e rumori è l’ideale per raccontare qualcosa. Se qualcuno cerca di rubare l’attenzione, ridirigila immediatamente su di te.
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    Consenti l’interazione. Gli ascoltatori non chiedono altro che di venire inclusi attivamente nella narrazione. Puoi porre loro delle domande o trovare altri modi per coinvolgerli; se saprai farlo nel modo corretto, potrai dirti un buon narratore.
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    Sii empatico con gli ascoltatori e reagisci di conseguenza alle loro emozioni. Questa è un’abilità importantissima da coltivare. Se iniziano ad annoiarsi, sintetizza o velocizza la narrazione. Se noti che una parte del racconto li ha catturati, lavora su quella e ampliala. Se ridono, falli ridere ancora di più. Non è facile, ma saper raccontare una storia seguendo le fluttuazioni emotive degli ascoltatori ti renderà un narratore difficile da dimenticare.

Consigli

  • Coinvolgi gli ascoltatori. Porre domande retoriche è un ottimo modo di procedere. Ad esempio: “Riccioli d’Oro si sentiva davvero stanca dopo aver camminato tutto il giorno nei boschi. Vorresti un bel posto dove riposare dopo aver vagato per tutto quel tempo, non è vero? Già, anche Riccioli d’Oro lo desiderava tanto”.

Cose che ti Serviranno

  • Un pubblico
  • Materiale scenico (facoltativo)

Informazioni sull'Articolo

wikiHow è una "wiki"; questo significa che molti dei nostri articoli sono il risultato della collaborazione di più autori. Per creare questo articolo, 12 persone, alcune in forma anonima, hanno collaborato apportando nel tempo delle modifiche per migliorarlo.

Categorie: Presentazioni

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