Sembra che non si possa seguire un notiziario senza apprendere storie di crimini, scontri e persino violenze da parte della polizia motivate dall'odio razziale. Ma che cosa è il razzismo e che cosa si può fare per combatterlo? Informandoti su questo fenomeno e imparando a riconoscere che cosa comporta, saprai reagire in caso dovessi affrontare questo problema di persona, essere testimone di discriminazioni e gesti razzisti oppure quando il razzismo diventa un argomento di discussione nei media.

Parte 1 di 4:
Reagire Quando Sei Vittima di Odio Razziale

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    Considera che non è necessario avere una reazione esagerata. Come le molestie, così i piccoli e reiterati gesti di discriminazione razziale, benché non intenzionali (noti come "micro-aggressioni"), probabilmente non sembrano un grosso problema agli occhi degli altri, ma se danno fastidio, vanno fermati.[1]
    • Secondo alcuni studi, ogni giorno avvengono micro-aggressioni di carattere discriminatorio, ma quasi sempre gli autori negano di aver commesso qualcosa di sbagliato o che i loro gesti siano motivati da odio razziale.[2] Questo atteggiamento induce le vittime a dubitare della natura di tali gesti o temono che, pur denunciando le aggressioni, queste ultime non vengano riconosciute come tali.
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    Allontanati. Se sei vittima di una micro-aggressione o di una forma più palese di ostilità razziale, fai prevalere le tue esigenze: decidi di andare via. Non sentirti costretto a reagire di fronte al tuo aggressore.
    • Non spetta alla vittima "correggere" il suo aggressore. I discorsi sul razzismo sono estenuanti, emotivamente pesanti e molto impegnativi, perciò se ti trovi in questo genere di situazioni, allontanati. Tuttavia, se vuoi rispondere a chi ha sbagliato, hai tutto il diritto di farlo.[3]
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    Puntualizza sulle parole o sul comportamento dell'aggressore. Invece di accusare una persona di essere razzista, rischiando di metterla sulla difensiva, individua l'esatto motivo per cui il suo comportamento o le sue parole sono pericolose.[4]
    • Per esempio, invece di dire: "Mi hai offeso", rispondigli: "Questa frase è piuttosto offensiva". Utilizzando "questa frase" anziché "tu", sposti l'attenzione dall'autore alle sue parole.
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    Sii diretto con i tuoi coetanei. Non sei obbligato ad accettare o reagire di fronte ai gesti di odio razziale rischiando di causare attriti tra i tuoi coetanei. Il razzismo è sempre sbagliato e hai tutto il diritto di esprimerti al riguardo.
    • Se qualcuno ha un comportamento razzista, spiega perché è dannoso. Scegli quale approccio utilizzare: riconosci che le persone tendono a mettersi sulla difensiva quando si comportano male, perciò più sarai garbato, più saranno propense ad ascoltare il tuo parere.
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    Impara ad affrontare i commenti o i comportamenti razzisti quanto ti trovi in un gruppo di persone. Quando qualcuno fa o dice qualcosa di offensivo, il tuo approccio in merito potrebbe essere più o meno efficace a seconda di vari fattori. Considera i tuoi rapporti all'interno del gruppo quando definisci razzista un certo comportamento: vuoi comunicare a tutti i presenti il tuo modo di pensare o preferisci preservare il rapporto con una persona che involontariamente potrebbe aver commesso qualcosa di offensivo?
    • Segnalando un gesto discriminatorio di fronte ad altre persone, invece di parlarne in privato, comunicherai a tutto il gruppo che non tolleri un simile comportamento nei tuoi confronti. Tuttavia, tieni conto che, criticando l'autore di fronte ai suoi amici, potresti metterlo sulla difensiva.
    • Se pensi che il suo comportamento non era intenzionale e non vuoi ferire i suoi sentimenti oppure preferisci mantenere un rapporto con lui, in un primo momento sorvola sulla questione, dopodiché chiedigli se potete parlare in privato. Tuttavia, tieni presente che esistono molti inconvenienti durante questa attesa: l'autore di un determinato gesto potrebbe dimenticare il contesto o quello che ha detto oppure rischi di comunicare a tutto il gruppo che accetti un simile comportamento.
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    Prova diversi tipi di approccio in caso di comportamenti o commenti razzisti. Esistono molti modi di reagire di fronte a qualcosa di offensivo, che variano a seconda del proprio carattere e dal rapporto che intercorre con l'autore del gesto discriminatorio.
    • Per esempio, potresti dire: "Sai, mi sento ferito quando la gente si comporta o parla in questo modo, perché ...". Mettendo in luce il tuo stato d'animo, eviterai che il tuo interlocutore si metta sulla difensiva più di quanto non accadrebbe se lo affrontassi direttamente,[5] ma rischi anche di scrollarti di dosso qualche responsabilità e non è detto che nel lungo periodo sia una buona strategia.
    • Un altro approccio più diretto potrebbe essere: "Non dovresti parlare o comportarti in questo modo. Offendi chi è diverso da te, perché ...". In questo modo comunicherai al tuo interlocutore che si sta comportando scorrettamente e che dovrebbe smettere.
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    Impara ad affrontare il razzismo di una persona che occupa un posto di potere. Se un insegnante o il tuo capo ti tratta in modo diverso perché provieni da un'altra etnia oppure esterna commenti denigratori o sgradevoli, probabilmente ti sentirai inibito a reagire dal momento che la sua posizione di superiorità può condizionare il tuo rendimento scolastico o la tua carriera professionale.
    • Se credi che il suo non sia stato un gesto intenzionale, bensì frutto di qualche disattenzione, e se comunque hai un buon rapporto di lavoro con questa persona, considera l'idea di parlarle. Può darsi che non si renda conto di averti offeso. Ad esempio, un insegnante che ti chiede di dare alla classe il "punto di vista dei neri" forse non sa che la sua richiesta potrebbe essere offensiva, dal momento che i neri non costituiscono una categoria monolitica di persone.
    • Se decidi di parlare con il tuo insegnante o il tuo capo, assicurati di farlo in privato quando non è occupato. Digli che cosa ti preoccupa in modo chiaro, diretto e composto: "A volte ho l'impressione di essere oggetto delle sue attenzioni a causa della mia provenienza etnica. Vorrei che ne parlassimo in modo che non accada più".[6]
    • Se, invece, pensi che un gesto discriminatorio sia intenzionale e dannoso, o se temi che, discutendo direttamente con l'insegnante o il tuo capo, rischi di andare incontro a conseguenze negative o di mettere in pericolo il rapporto che intercorre con lui, dovresti rivolgerti alla persona che occupa un grado superiore: nel contesto scolastico potrebbe trattarsi del dirigente scolastico, mentre al lavoro potrebbe essere il responsabile delle risorse umane o il manager che dirige il tuo capo. Innanzitutto, cerca di documentare ogni episodio di razzismo o micro-aggressione.[7] Chiedi un incontro privato in cui spiegare che cosa è successo (tenendo conto della frequenza, riportando testualmente le frasi o descrivendo i gesti avvenuti in ogni circostanza) e perché è inaccettabile.
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    Conosci i tuoi diritti. Se si verificano atti di razzismo sul posto di lavoro o in un luogo pubblico, puoi citare i tuoi diritti legali. La legge 25 giugno 1993, n. 205 è una norma della Repubblica Italiana che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.[8]
    • Ti conviene contattare un avvocato specializzato in diritti civili o diritti dei lavoratori se si verificano episodi discriminatori che ti privano dell'uso di un alloggio, del tuo lavoro, della tua sicurezza o delle tue libertà personali. Considera i tempi di denuncia relativi a questi reati, perciò non esitare a contattarlo quanto prima.
    • Se devi presentare una querela e non puoi permetterti un avvocato, esistono molte associazioni che si battono per i diritti umani in grado di aiutarti. In Italia è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le pari opportunità, l'UNAR o l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali che si occupa della promozione della parità di trattamento e della rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica.[9]
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    Cerca di distinguere tra gesti razzisti e persone razziste. Le persone razziste sono alimentate dal fanatismo e dal pregiudizio e non cambiano neanche se ci si confronta con loro. Le azioni razziste, invece, dipendono perlopiù da errori o dal fatto di essere cresciuti in una cultura in cui vige una visione discriminatoria nei rapporti sociali.
    • Se una persona è razzista, spesso è inutile affrontarla o cercare di farle cambiare idea, spiegandole perché i suoi gesti sono inopportuni. Può accusarti di "giocare la carta del razzismo" se sei offeso dalle sue parole o dai suoi comportamenti. Di rado ascolta o cambia atteggiamento perché capisce di aver offeso. In alcuni casi, può costituire un pericolo per la sicurezza delle persone quando viene criticata.
    • Tuttavia, se si tratta di un individuo perbene che a volte esterna commenti o pregiudizi di intolleranza razziale, forse potresti indurlo a smettere spiegandogli il motivo per cui quello che ha detto è offensivo. Spesso queste persone sono completamente ignare delle conseguenze di un gesto discriminatorio.
    • Spetta a te decidere se vale la pena confrontarsi con una persona intollerante, reagire di fronte a comportamenti di odio razziale o opporti a determinate politiche discriminatorie. Non è compito tuo educare le persone solo perché fai parte di una minoranza.[10]
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    Prenditi cura di te. Tollerare il razzismo è faticoso e traumatizzante dal punto di vista emotivo. Perciò, circondati d tutto il sostegno delle persone di cui ti fidi e trova il tempo necessario per alimentare la tua forza emotiva e psicologica.
    • Lo stress che scaturisce dai gesti discriminatori può compromettere ogni aspetto della tua vita, compreso il benessere mentale,[11] e il rendimento scolastico,[12] ma persino aumentare il rischio di malattie più gravi.[13]
    • Entra a far parte di un'associazione che riunisce gli studenti stranieri, un'organizzazione politica o un gruppo che porta avanti la lotta al razzismo per incontrare e stringere legami con altre persone in questo ambito. Confida ai tuoi familiari gli episodi più stressanti e chiedi consigli per affrontare questo genere di situazioni.[14] Secondo alcuni studi, per gestire lo stress, occorre confrontarsi con persone con cui è possibile condividere le proprie esperienze negative.
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Parte 2 di 4:
Affrontare il Razzismo Diretto ad Altre Persone

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    Esprimi il tuo parere quando senti insulti o battute discriminatorie. Spesso le persone, non sapendo cosa dire, ignorano i commenti o le battute inopportune. Tuttavia, se sei pronto a rispondere, ti sentirai in grado di intervenire e lottare per ciò che è giusto. Puoi usare diversi approcci in base al tuo carattere, al rapporto che intercorre con l'interlocutore e alla situazione:
    • Potresti dire: "Non va bene". Probabilmente in alcuni contesti, come in classe o quando devi scendere dall'autobus, non hai il tempo o il modo di contestare le idee di altri intavolando con loro una vera e propria conversazione, ma puoi semplicemente far notare quando il loro comportamento supera un certo limite. Ti sentirai meglio difendendo ciò che ritieni giusto.
    • Prova a dire: "Accidenti, è veramente discriminatorio! Perché parli in questo modo?". Potrai aprire una discussione e portare il tuo interlocutore a riflettere su quanto ha detto.
    • Se si tratta di una battuta, prova a dire con tono molto serio, come se non avessi colto l'ironia: "Che cosa c'è da ridere?". Costringendo l'interlocutore a spiegare perché quanto ha detto sarebbe così divertente, lo farai riflettere sull'intolleranza insita nella sua battuta. Una volta che si sarà spiegato, se pensa ancora di essere divertente, potresti dirgli: "È davvero discriminatorio".
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    Impara ad affrontare il razzismo in famiglia. Può capitare che a offendere sia un membro della tua famiglia, come tuo nonno o tua madre. Potrebbe fare battute o commenti razzisti oppure discriminare altre etnie (per esempio, non permettendoti di uscire con una persona di pelle nera o invitare a casa uno straniero). Potrebbe essere problematico soprattutto se si tratta di un familiare che rispetti e verso il quale devi portare rispetto (come i tuoi genitori, se vivi ancora in casa con loro).
    • Mantieni la calma, ma non nascondere il tuo stato d'animo. La famiglia si basa sull'amore e la fiducia, quindi non dovresti sentirti a disagio nel far notare ai tuoi parenti quando parlano o agiscono in modo offensivo. Non urlare, non prenderla sul personale, ma esprimi la tua opinione, dicendo per esempio: "Non mi piace/Mi ha dato fastidio quello che hai detto". In alternativa, chiedi che motivo c'è di fare un commento razzista. In questo modo potrai aprire una discussione e avere l'opportunità di spiegare perché un simile comportamento è preoccupante e dannoso.
    • Tieni presente che a volte una reazione del genere può peggiorare il problema. Per esempio, se tuo zio sa che le battute razziste ti danno fastidio, potrebbe rincarare la dose di proposito.
    • Se i tuoi genitori ti impongono regole discriminatorie su chi frequentare, prendi una decisione. Potresti rispettarle fintantoché vivi in casa con loro oppure scegliere di agire alle loro spalle e ignorare quello che ti impongono. Renditi conto che questo comportamento potrebbe avere delle conseguenze se ti scoprono.
    • A volte, quando un familiare è razzista, niente di quello che fai o dici può convincerlo a smettere di parlare o agire in modo offensivo. Tuttavia, puoi scegliere di evitarlo il più possibile e continuare a dirgli come la pensi in merito, ma purtroppo a volte è inutile. Informati sulle sue scelte e fai del tuo meglio per evitare di alimentare idee o pregiudizi bigotti.
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    Sii solidale. Se non tolleri il razzismo, ma non fai parte di una minoranza, puoi giocare un ruolo importante nella lotta contro le discriminazioni di cui sei testimone. Imparando a riconoscere le micro-aggressioni contro gli stranieri, potrai utilizzare la tua posizione privilegiata per combattere il razzismo in ogni sua forma.[15]
    • Impara a parlare di razzismo nei "luoghi sicuri". Il razzismo è una questione spinosa e spesso alle persone che non appartengono a una minoranza si insegna a non parlare e "accorgersi" delle differenze etniche. Questo complica la lotta contro il razzismo quando si verificano episodi discriminatori, se non hai esperienza ad affrontare questo argomento. Pertanto, trova altri alleati che vogliono combattere questa piaga sociale e studiate gli scenari e i contesti discriminatori più probabili nella vita quotidiana.[16]
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Parte 3 di 4:
Reagire Contro il Razzismo nella Società

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    Frequenta persone diverse da te. In alcune parti del mondo non è facile conoscere persone di altre etnie. Viene spontaneo, allora, orientarsi verso i propri simili e, talvolta, si finisce per essere amici di gente che appartiene solo al proprio gruppo di origine. Pertanto, fai di tutto per conoscere altre culture e modi di vedere il mondo. Arricchirai il tuo punto di vista e aiuterai amici, familiari e ragazzi a considerare normale e accettabile fare amicizia con persone diverse.
    • Assisti a fiere, festival e iniziative multi-culturali. Consulta la biblioteca o frequenta un centro sociale per informarti.
    • Iscriviti presso un'associazione, intraprendi un nuovo hobby, visita una chiesa o luogo di culto o entra a far parte di una squadra sportiva per conoscere nuove persone.
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    Parla della questione razziale. È diventato un argomento tabù perché a molte persone viene insegnato fin dall'infanzia che è scortese o inopportuno discutere di questo argomento. Tuttavia, finché esisterà il razzismo, il confronto, la voglia di imparare e l'empatia sono di vitale importanza. Secondo alcuni studi, parlare della questione razziale incoraggia la comprensione e la tolleranza.[17] Perciò cerca di cogliere l'occasione per discutere di questo problema.
    • Se hai dei figli, parla con loro della questione razziale. Non arrampicarti sugli specchi se ti fanno notare che qualcuno ha un colore di pelle diverso dal loro. È normale che i bambini si accorgano di queste differenze. Insegna loro che la diversità può solo arricchire! Potresti dire: "Non è ovvio? Fatima ha la pelle scura, mentre la tua è chiara. Siamo tutti diversi!".
    • Quando i tuoi figli saranno abbastanza grandi per capire, parla con loro del razzismo. Se fate parte di una minoranza, puoi prepararli a quello che probabilmente dovranno affrontare e ad alimentare la loro autostima affinché sappiano reagire in modo appropriato se dovesse succedere qualcosa. Se non appartenete a una minoranza, è pur sempre importante parlare con loro di questo problema. Insegna in che modo la segregazione razziale si è manifestata nel corso della storia e spiega perché alcune persone sono razziste (citando i pregiudizi, gli stereotipi, il fanatismo e tutte le forme di discriminazione).
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    Offri il tuo contributo. Se hai la possibilità, fai qualche donazione o presta volontariato presso le associazioni che si impegnano a lottare contro il razzismo a livello locale o nazionale. Ecco alcuni esempi:
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Parte 4 di 4:
Comprendere il Razzismo

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    Impara la differenza tra razzismo, fanatismo e pregiudizio. Spesso queste parole vengono usate indistintamente nei media e nelle conversazioni, ma esistono differenze che vale la pena considerare. Inoltre, conoscendo in che misura si differenziano questi concetti, imparerai a farne un uso appropriato nei tuoi discorsi, laddove qualcun altro adopera il termine sbagliato per esprimere quello che pensa.
    • Con razzismo si fa riferimento a una forma di oppressione nei confronti di una comunità di persone, discriminate in base alla preconcetta appartenenza razziale, al colore della pelle o all'appartenenza etnica. In genere, il razzismo si fonda sull'idea che esista una razza o un gruppo maggioritario che ha il diritto di stabilire leggi, politiche, sistemi e norme culturali a favore della propria sopravvivenza, ma a discapito di gruppi etnici o razze minoritarie.
    • Dal suo canto, il fanatismo è basato sull'odio verso un intero gruppo di persone o sulla supposta superiorità rispetto a quest'ultimo. Al di là dell'etnia o dell'idea preconcetta di razza, il fanatismo può manifestarsi contro una religione, un genere o un orientamento sessuale, una disabilità e così via. Ad esempio, l'olocausto fu motivato dal fanatismo, come lo sono tutti i crimini razziali.
    • Il pregiudizio (che deriva dal latino "prae-judicium", ovvero giudizio antecedente) vuol dire presumere di conoscere una persona in virtù della sua appartenenza a un determinato gruppo. Anche se di solito comporta una connotazione negativa, non sempre genera considerazioni inopportune. Ad esempio, esiste il pregiudizio in base al quale si crede che tutti gli asiatici siano bravi in matematica o che tutti i neri siano dotati nel canto o nell'atletica. Non sono altro che stereotipi basati sul concetto di categoria razziale. Si può anche essere oggetto di pregiudizi a causa della religione, del genere sessuale, di una disabilità e così via, perciò come il fanatismo, anche il pregiudizio non si limita a considerazioni di appartenenza biologica e culturale a un gruppo di persone.
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    Tieni presente come questi tre concetti si intersecano e si relazionano al razzismo. A volte le politiche e le pratiche di odio razziali sono "evidenti" (almeno quando le analizziamo storicamente): per esempio, la storia della schiavitù negli Stati Uniti d'America (che all'epoca era ritenuta naturale e accettabile dal punto di vista legale e religioso) era basata su un sistema razziale. Altre volte, le persone hanno un parere unanime sul fatto che determinate politiche o pratiche siano discriminatorie. Ad esempio, alcuni ritengono che le politiche di azione positiva (che promuovo l'assunzione di persone provenienti da gruppi socio-politici non dominanti) siano razziste, mentre altri sono convinti che aiutino a prevenire il razzismo.
    • Dal momento che il razzismo si basa sull'idea che un gruppo dominante abbia il diritto di maltrattare un gruppo minoritario, il "razzismo inverso" (spesso utilizzato per descrivere le situazioni in cui il membro di un gruppo minoritario discrimina il membro di un gruppo maggioritario) è un'espressione scorretta. In questi casi, bisognerebbe parlare di "fanatismo" o "pregiudizio", piuttosto che di "razzismo".[18]
    • È importante ricordare che si può essere razzisti senza essere fanatici e, in realtà, senza nemmeno rendersene conto, dal momento che il razzismo è una forma di oppressione più ampia, che trascende il contesto personale.
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    Studia la storia del razzismo nel mondo. Una triste realtà, ma che fa riflettere sulla natura dell'uomo nel corso della storia, è che in quasi tutte le grandi civiltà sono sorte forme di discriminazione, perché il razzismo è stato uno strumento che i gruppi dominanti hanno usato per maltrattare chi non aveva potere (le minoranze), e la questione razziale è stata una delle principali linee di frattura identitaria che i popoli hanno utilizzato durante la storia per designare chi avere potere e chi no.
    • Nel Nord America la storia del razzismo probabilmente inizia con la conquista delle tribù indigene (i nativi o gli indiani d'America) da parte dei bianchi europei insediatisi in questi territori. In pratica, un gruppo era tecnologicamente più potente dell'altro e con le armi e le malattie ha spazzato via intere popolazioni.
    • In Europa, durante il periodo vittoriano, le idee razziste presero piede nel pensiero occidentale mediante scoperte presumibilmente "scientifiche" sulla differenza tra le razze. Sfruttando la teoria evoluzionistica darwiniana, gli scienziati credevano che i bianchi di origine anglosassone erano più evoluti rispetto ad altri popoli.[19]
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    Informati su come il razzismo si collega ai sistemi di potere. Anche se la gran parte dei principali sistemi di oppressione, come la schiavitù, sono stati aboliti in molti Paesi, atteggiamenti e politiche razziste di grandi e piccola entità costituiscono ancora un problema nel mondo.
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    Riconosci le conseguenze del razzismo. Dal momento che il razzismo è un problema diffuso a livello sistemico, i suoi effetti si possono scorgere nei mezzi di comunicazione di massa, nei governi, nel sistema scolastico e persino nella religione.
    • Nota gli stereotipi che circolano sulle differenze etniche e razziali diffusi da televisione, libri e film. La popolarità di video e giochi per computer offre ancora più strade al razzismo. Mettiti in contatto con chi produce contenuti discriminatori e spiega il tuo punto di vista. Rifiutati di sostenere qualsiasi azienda o organizzazione che divulghi intolleranza e discriminazione.
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    Renditi conto che non tutte le forme di razzismo sono evidenti. Nella vita quotidiana le "micro-aggressioni" rispetto alle più palesi espressioni di intolleranza razziale sono più comuni, ma non meno dannose. Come suggerisce il termine, le micro-aggressioni sono piccoli gesti discriminatori, molto spesso non riconoscibili, ma che nel corso del tempo diventano evidenti e dolorosi per le vittime.[20]
    • Una micro-aggressione può essere qualsiasi cosa che va dal gesto inconscio di sedersi lontano da una persona straniera in treno al chiedere a una donna africana se i suoi capelli sono effettivamente "suoi" o al domandare a un italo-asiatico da dove viene "veramente".
    • Le micro-aggressioni, a differenza dei gesti di odio razziale più manifesti, spesso sono involontari. Perciò, è più difficile per la vittima "provare" che siano accaduti realmente, in quanto rischia di apparire permalosa o essere accusata di giocare "la carta del razzismo" se esprime la sua obiezione a questo tipo di comportamenti.
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Consigli

  • Se sei vittima di atti discriminatori da diverso tempo, presenta una denuncia.
  • Potresti assumere comportamenti razzisti senza nemmeno rendertene conto. Leggi questo articolo di wikiHow per imparare a non discriminare più le persone.

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Avvertenze

  • Anche se opporsi al razzismo è un gesto nobile, può anche essere pericoloso. Tieni presente i rischi che potresti correre lottando contro l'intolleranza razziale, in particolare quando le persone sono motivate dal fanatismo anziché solo dall'ignoranza.
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Informazioni su questo wikiHow

Tasha Rube, LMSW
Co-redatto da
Laurea Magistrale in Assistente Sociale Registrata
Questo articolo è stato co-redatto da Tasha Rube, LMSW. Tasha Rube è un'Assistente Sociale Registrata nel Missouri. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Assistenza Sociale presso l'Università del Missouri nel 2014. Questo articolo è stato visualizzato 6 177 volte
Categorie: Attivismo Sociale
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