Come Ribattere a Qualcuno che Insulta Qualcosa in cui Credi

Può essere difficile sapere cosa fare quando qualcuno fa un’osservazione che in qualche modo offende le tue convinzioni, i tuoi valori o qualcosa in cui credi. È ancora più difficile quando quella persona non ha parlato a caso, bensì col chiaro intento di offendere. Fortunatamente, accade raramente; molto spesso, insulti simili sono causati dall’ignoranza. Sapere come ribattere adeguatamente può fare la differenza tra la gestione di un potenziale conflitto e gettare acqua sul fuoco; quest’articolo ti fornisce gli strumenti per rispondere efficacemente.

Passaggi

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    Non reagire immediatamente. Prenditi un momento per ordinare i pensieri prima di dire o fare alcunché, non importa quanto il commento possa averti colpito. Se sai di avere un brutto carattere, o sei portato all’irascibilità, impara a gestire la rabbia.
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    Difendi le tue convinzioni, ma fallo in modo calmo e razionale. Non devi abbassarti al livello dell’ignorante, ma se non vuoi che il commento passi senza risposta, anche qualora non fosse rivolto a te personalmente, allora accertarti che qualsiasi risposta tu dia non sia vista come fanatica o impulsiva. In effetti, è meglio non “reagire”, ma piuttosto “ribattere” in modo ragionevole.br>
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    Smetti di prendere le cose sul personale e dai al tuo interlocutore il beneficio del dubbio. Sempre che ci siano dubbi, ovvio. In altre parole, se l’osservazione è brusca e, soprattutto, se viene da qualcuno che conosci a malapena, è probabile che quella persona non abbia idea della tua possibile reazione. Piuttosto che supporre che la frase avesse lo scopo di insultarti, concedi il beneficio del dubbio e ammetti una quota d’ignoranza del tuo interlocutore.
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    Fai una domanda piuttosto che una dichiarazione. Se l’osservazione era tipo “Che razza di idiota voterebbe per lui?” (e tu in effetti intendi votare per lui), cerca di ribattere con “Come mai dici una cosa simile? Quale elemento ti fa esprimere così duramente nei suoi confronti?”. Indaga. Magari la persona ha qualche conto in sospeso o qualche motivo privato che l’ha fatto parlare così duramente. Se così fosse, non ti resterebbe molto da fare.
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    Interpreta l’avvocato del diavolo. Piuttosto che imbarcarti in una battaglia uno contro uno, sii più diplomatico nell’assumere una semplice posizione contraria, per amor della discussione: “Già, siete in molti a pensarla così, ma dall’altro lato direbbero che votare per quest’uomo è votare per un governo più ristretto, un miglior sistema scolastico, ecc…”. In questo modo, stai portando la discussione su una strada più generica e, quindi, molto meno personale: stai dicendo “Molti non la vedono in questo modo…”, non “Ehi imbecille, IO sono quella razza di IDIOTA. Ora chiudi il becco prima che te lo faccia chiudere io”. Puoi capire facilmente la differenza.
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    Cerca di essere più diplomatico possibile se senti di dover rivelare la tua posizione. Piuttosto che scaldarti e cercare la lite, come nell’esempio precedente, mostra tatto e generosità nei confronti del punto di vista dell’altra persona, anche se questa non dovesse ricambiare la cortesia. Ci sono volte in cui ha più senso esporsi e rivelare la propria identità segreta, per esempio nel caso in cui qualcuno continui a ribadire che la religione sia la causa di ogni male del mondo, mentre tu sei un cristiano devoto. Affrontare quella persona a muso duro farà ben poco per perorare la tua causa. Prova questo:
    • Lui: “È stata uccisa più gente in nome di credenze irrazionali, come la religione, piuttosto che per qualsiasi altra causa. Il male causato da idee religiose è imperdonabile”.
    • Tu: “Aspetta un attimo. Non è vero”.
    • Lui: “Certo che lo è. Se non avessimo avuto la religione, il mondo avrebbe la metà dei problemi che ha ora”.
    • Tu: “Dissento rispettosamente. Sono cristiano e sento spesso questa cosa. La verità è che sì, ci sono state delle cosiddette guerre sante. Non sono d’accordo con queste, né lo ero con le Crociate. Nessuno dovrebbe essere ucciso o ricusato per l’adesione o meno a una specifica religione. Ma la realtà è che il numero delle persone uccise dall’Inquisizione, dalle Crociate o da tutte le guerre sante messe insieme nemmeno si avvicina a quello dei morti causati da Hitler – più di 6 milioni – che non agiva in nome di un dio, bensì in nome della “protezione della razza ariana”. E cosa mi dici dei 20 milioni di morti di Stalin? Uccideva semplicemente perché più terrore infliggeva ai sopravvissuti, più era facile controllarli. E Mao, Pol Pot e gli altri? Le loro decine di milioni di morti non erano in “nome di dio”. Perciò, nonostante io non contesti il fanatismo di chi uccise molte persone mediante le Crociate o la Guerra Santa, penso che qui tu stia sbagliando”.
    • Lui: “Le tue argomentazioni servono solo a dimostrare la mia tesi. Nonostante Hitler e Stalin non fossero religiosi, seguivano convintamente credenze irrazionali, che costituiscono la base della pericolosità della religione”.
    • Tu: “Non l’avevo mai vista in questi termini. Capisco la tua posizione. C’è ogni tipo di follia là fuori, ogni tipo di convinzione. Alcuni uccidono in nome di un dio, ma dubito seriamente che un dio abbia qualcosa a che fare con ciò che fanno certe persone. Puoi non condividere la religione in generale e non ti sto chiedendo di farlo. Ma ti sto chiedendo di riconoscere come non “tutti” i cristiani siano dei pazzi fanatici. Possiamo essere d’accordo nel disaccordo?”. Poi tendi la mano e offri di stringergliela, almeno per essere d’accordo nel disaccordo.
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    Fai sapere al tuo interlocutore che ti senti insultato. Se ancora non avessi dimostrato la tua tesi, fai sapere all’altra persona che, nonostante sia autorizzata ad avere un opinione, allo stesso modo lo sei tu. Fagli presente che quelle osservazioni ti hanno ferito e chiedi di abbassare i toni, non fosse altro che per gentilezza verso un’altra persona, a livello umano. Impara come esprimerti con la comunicazione non violenta.
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    Resta sulla strada giusta. Non importa la risposta della persona che ti sta offendendo, tu devi mantenere la calma. Alla fin fine, se sei gentile e composto nella tua risposta, sarà il tuo interlocutore ad apparire meschino alle altre persone presenti. Non importa con chi tu stia avendo a che fare, devi solo preoccuparti di che tipo di persona tu sia.

Consigli

  • I divari comunicativi ci sono sempre. Cerca di capire che ciò che una persona vuole comunicarti potrebbe non essere stato ricevuto nel modo corretto.
  • Sii d’accordo nel disaccordo senza un interminabile sorrisetto. Afferma: “Hai le tue ragioni… è stato interessante discutere con te”.
  • Se ti batti per qualcosa in cui credi, è probabile che altri che la pensano come te si uniscano. È una buona cosa perché avrai maggiore supporto, ma solo finché loro mantengono la calma. Se la situazione inizia a scaldarsi troppo, abbassa i toni e suggerisci di proseguire in un’altra occasione, o prova a organizzare un incontro con la persona con cui sei in disaccordo per discuterne faccia a faccia.
  • Prenditi un momento. Se ti senti offeso dal commento di qualcun altro sulla religione, quel sentimento può essere il prodotto di un’educazione in cui la messa in dubbio delle tue dottrine di fede era scoraggiata, a volte duramente, e vista come offensiva. Quelle percezioni, per quanto reali, sono soggettive e non saranno sempre evidenti a chi è cresciuto in ambienti più aperti. Se la persona che stai ascoltando sembra invece assennato, cogli l’occasione per spiegare, non difendere, la tua posizione di fede; al contrario, fai domande e approfitta dell’opportunità di conoscere la sua filosofia. Questa discussione può portare a un accresciuto rispetto reciproco, piuttosto che al conflitto.
  • Una cosa molto semplice da fare è avere buone maniere e non sprofondare al livello del tuo interlocutore. Al contrario, sorridi e afferma gentilmente “Penso che la libertà riguardi il diritto di avere le proprie opinioni”. Invece di insultarlo, sarà meglio ricordargli gentilmente che le tue convinzioni possono essere diverse dalle sue e che è normale che sia così. Se anche intendesse insultarti, gli altri vedrebbero che sei una persona buona e giungerebbero alla conclusione che chi ti ha insultato non lo è.
  • Sarà molto meglio essere seducente e convincente in queste situazioni, anche se la persona insultante lo stesse facendo apposta. Tutti coloro che assisteranno ti vedranno di certo come più posato e rispettoso del tuo antagonista, e questo li porterà a vederti più favorevolmente dell’altra persona. Il che ti porta molto vicino alla corretta consegna del tuo messaggio.
  • Bevi qualcosa – non importa di che tipo. Se stai reggendo qualcosa da bere, hai le mani occupate, il che tende a trattenere l’altra persona dal metterti le mani addosso, poiché quando tieni qualcosa davanti a te, estendi la percezione del tuo spazio personale.
    • Se tendi a farti prendere dalle emozioni o litigare quando assumi alcol, non consumare alcolici.
  • Mantieni una mentalità aperta. Se l’altra persona sembra avere un argomentazione logica, potrebbe avere informazioni sulla materia di cui non eri al corrente. Sii preparato all’ascolto e ammetti di poter avere torto.

Avvertenze

  • Non devi costruire barriere solo perché puoi; potrebbe rivelarsi utile essere amichevole e premuroso.
  • Non lasciare che il dibattito degeneri in una gara a chi urla di più o peggio, in una rissa. Se anche solo stesse per diventarlo, minimizza e sorridi a chi ti sta di fronte, poi puoi dire “Beh, a quanto pare non posso vincere qui. Buonanotte a tutti”. Ringrazia i padroni di casa, e vai.
  • Se devi difendere le tue convinzioni o senti il “bisogno” di ribattere quando qualcuno le “insulta”, allora probabilmente non hai una “convinzione” di partenza così forte. Perché ribattere, e perché partire dalla presunzione che chi non fosse d’accordo con te debba essere “ignorante” e che tu abbia “ragione”?
  • Non pensare che qualcuno sia irrispettoso solo perché non concorda con te. A volte siamo troppo sensibili a ciò che gli altri dicono. Non serve che le persone condividano ogni nostro sentimento per esserci amiche.
  • Non dimenticare la preghiera, se la fede e il credere sono tra le tue convinzioni. Pregare può essere un modo di pensare e cercare i giusti atteggiamenti spiritualmente ed emotivamente. Puoi mettere in chiaro che sei cristiano senza dirlo esplicitamente ai tuoi compagni di scuola, alle tue conoscenze o ai tuoi colleghi.

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Categorie: Gestire Rapporti Difficili | Filosofia & Religione

In altre lingue:

English: Respond When Someone Insults Your Convictions, Español: responder cuando alguien insulta tus convicciones, Русский: реагировать, когда кто то оскорбляет ваши убеждения

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