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Il morbo di Parkinson è una malattia che si verifica quando il cervello smette di produrre quantità regolari di dopamina, una sostanza chimica che controlla le capacità motorie e ha importanti effetti sul sistema nervoso centrale. Chi soffre di questa sindrome può manifestare una serie di problemi fisici, tra cui bradicinesia (ossia lentezza nei movimenti) e difficoltà nel controllo dei muscoli. Dal momento che progredisce nel tempo, imparando a riconoscere i segni e i sintomi è possibile stabilire se è necessario ottenere una diagnosi precisa e cercare un trattamento.

Parte 1 di 2:
Riconoscere i Sintomi Iniziali del Morbo di Parkinson

  1. 1
    Fai attenzione a eventuali tremiti o contrazioni.[1] Quando pensi al morbo di Parkinson, la prima cosa che ti viene in mente sono senz'altro i tremori. Possono verificarsi in qualsiasi parte del corpo: dita, gambe, una palpebra che si abbassa involontariamente, labbro o mento che vibra e così via. Tieni presente che in alcuni casi tremori e contrazioni sono assolutamente normali, per esempio dopo una sessione di allenamento intensivo o dopo un infortunio. Anche alcuni farmaci possono causare tremiti, quindi chiedi al medico se dipendono dalle medicine che stai assumendo.
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    Nota se i muscoli tendono a irrigidirsi.[2] Dopo i tremori, la rigidità è il sintomo più noto della malattia di Parkinson. Controlla se i muscoli sembrano tesi, anche quando non ti alleni. Potresti anche rilevare una diminuzione della loro elasticità o un aumento del dolore o dei crampi muscolari.
    • Talvolta la rigidità che interessa i muscoli del viso favorisce un'espressione di impassibilità nel soggetto affetto dal morbo di Parkinson, come se quest'ultimo indossasse una "maschera".[3] Tale rigidità è caratterizzata da sguardo fisso accompagnato da brevi battiti di ciglia e un'assenza quasi totale di sorriso. L'impressione è che la persona sia arrabbiata, anche se in realtà sta bene.
    • Potresti anche notare una postura scomposta dovuta alla rigidità muscolare. In altre parole il soggetto si curva in avanti o si piega più da un lato che dell'altro.[4]
  3. 3
    Controlla l'attività intestinale. Quando si pensa alla perdita di controllo muscolare che accompagna questa malattia si è portati a considerare le difficoltà nella deambulazione, nell'eloquio, nella deglutizione e problemi analoghi. Tuttavia questa sindrome colpisce anche il sistema nervoso autonomo, che controlla l'attività e la funzionalità degli organi interni, ovvero quelli che lavorano senza che ne abbiamo consapevolezza.[5] [6] Quando il sistema nervoso autonomo viene attaccato l'intestino rischia di non funzionare correttamente, causando stitichezza.
    • La difficoltà di svuotare quotidianamente l'intestino non indica per forza stitichezza. Per alcune persone è normale stare 3-4 giorni senza andare di corpo.
    • La stitichezza è caratterizzata da un significativo allentamento del transito delle feci, che sono anche più secche del solito e difficili da espellere. Potresti doverti sforzare quando vai in bagno.
    • Tieni conto degli altri fattori che causano stipsi, come la disidratazione, la carenza di fibre, il consumo eccessivo di alcol, l'assunzione di caffeina, i latticini e lo stress.[7]
  4. 4
    Informati sui sintomi della micrografia. Il morbo di Parkinson influisce sulle capacità motorie e provoca rigidità muscolare, quindi le persone che ne sono affette spesso scoprono crescenti difficoltà nella scrittura. La micrografia è un'alterazione di natura patologica della grafia comunemente associata a questa malattia. Quindi, nota se:
    • Il tratto diventa più piccolo e stretto del solito.
    • Non riesci più a scrivere agilmente.
    • Le mani si contraggono mentre scrivi.
    • Tieni conto che la micrografia è un fenomeno improvviso, non graduale.
  5. 5
    Nota le alterazioni vocali. Nel 90% delle persone affette dal morbo di Parkinson insorgono difficoltà di linguaggio.[8] Il sintomo iniziale più comune è un indebolimento del timbro vocale, accompagnato anche da affanno o raucedine. Alcuni pazienti lamentano un certo rallentamento nella comunicazione orale, mentre altri – circa il 10% – parlano più velocemente, con il rischio di balbettare o non essere compresi. Non è facile notare da soli questi cambiamenti, quindi chiedi alle persone che ti circondano se rilevano in te qualche disturbo della parola.
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    Fai attenzione ai segni di iposmia. Oltre il 90% delle persone affette dal morbo di Parkinson soffre di iposmia, ovvero una diminuzione dell'olfatto.[9] Secondo alcune ricerche l'ottundimento della sensibilità olfattiva è un segno precoce di demenza che si sviluppa con il progredire di questa malattia e può precorrere di qualche anno l'insorgere di problemi motori e coordinazione.[10] [11] Se sospetti una diminuita capacità di percepire gli odori, prova prima ad annusare le banane, i cetrioli sott'aceto o la liquirizia prima di consultare il medico.[12]
    • Ricorda che un'improvvisa perdita dell'olfatto potrebbe dipendere da altri motivi non allarmanti. Prima di pensare all'iposmia considera il raffreddore, l'influenza o il naso chiuso.
  7. 7
    Nota cambiamenti nell'alternanza veglia-sonno. I problemi legati al sonno sono segnali precoci del morbo di Parkinson e di solito emergono prima delle difficoltà motorie.[13] I disturbi sono di varia natura:
    • Insonnia (incapacità di dormire la notte).[14]
    • Sonnolenza durante il giorno (segnalata dal 76% dei casi) o "colpi di sonno" (assopimento improvviso e involontario).
    • Incubi o "acting out" del sogno durante il sonno (azioni impulsive per esprimere vissuti conflittuali e inesprimibili attraverso la parola).
    • Apnea notturna (quando il respiro si ferma per alcuni secondi durante il sonno).[15]
  8. 8
    Non sottovalutare lo stordimento e la perdita di coscienza. Anche se questi sintomi possono avere diverse cause, nei malati di Parkinson sono dovuti a ipotensione ortostatica, ovvero un brusco calo della pressione sanguigna che colpisce il 15-50% dei pazienti.[16] L'ipotensione ortostatica fa abbassare la pressione sanguigna in maniera drastica e improvvisa quando ci si alza dopo aver assunto una posizione distesa per un po' di tempo. Di conseguenza può causare stordimento, problemi di equilibrio e persino perdita di coscienza.[17]
  9. 9
    Ricorda che nessuno di questi sintomi indica il morbo di Parkinson.[18] Ciascuno dei sintomi descritti in questa sezione potrebbe dipendere da un normale stress fisico o un'altra patologia. Tuttavia, se noti una presenza di più sintomi per un lungo periodo di tempo, consulta il medico in modo da sottoporti alle indagini necessarie per rilevare questa malattia.
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Parte 2 di 2:
Seguire il Percorso Diagnostico per il Morbo di Parkinson

  1. 1
    Considera le cause genetiche e i rischi. Solo l'1-2% dei soggetti affetti dal morbo di Parkinson ha un patrimonio genetico che causa direttamente lo sviluppo della malattia.[19] La maggior parte dei soggetti possiede geni "associati" in grado di aumentare il rischio, ma non è detto che si manifesterà anche se sono predisposti geneticamente allo sviluppo di questa sindrome. Se i geni associati si combinano con altri geni o fattori ambientali sfavorevoli possono scatenare l'insorgenza del morbo di Parkinson. Circa il 15-25% dei pazienti hanno parenti che hanno sofferto di questa malattia.[20]
    • Anche l'età aumenta il rischio. Laddove l'incidenza di questa sindrome tocca l'1-2% della popolazione complessiva, il 2-4% di questa fetta è composto da persone che superano i 60 anni.[21]
    • Tieni conto delle predisposizioni genetiche che incidono sul rischio di sviluppare questa malattia e metti al corrente il tuo medico.
  2. 2
    Riferisci al medico le tue preoccupazioni.[22] Il morbo di Parkinson non è semplice da diagnosticare, specialmente nelle fasi iniziali. Tuttavia è molto importante scoprirlo prima che avanzi più del dovuto e comprometta la qualità della vita. Se noti l'insorgere di almeno uno dei sintomi elencati nella sezione precedente e nella tua famiglia si sono verificati altri casi, consulta il medico in modo da verificare la tua sintomatologia.
  3. 3
    Sottoponiti agli esercizi di valutazione proposti dal medico. Non esiste un'indagine standard per diagnosticare il morbo di Parkinson, anche se sono in corso alcune ricerche finalizzate a trovare un marcatore biologico – mediante analisi del sangue o esami per immagini – che possa confermare la diagnosi. Tuttavia, in mancanza di un accertamento univoco, il medico si avvale delle conoscenze relative alla manifestazione della malattia combinandole con l'osservazione del paziente, che viene invitato a eseguire alcuni semplici compiti. Questo test permette di individuare i sintomi elencati nella sezione precedente:[23]
    • Assenza di movimenti dei muscoli facciali.
    • Presenza di tremori quando le gambe sono a riposo.
    • Rigidità del collo o degli arti.
    • Incapacità di alzarsi improvvisamente senza sentirsi storditi.
    • Mancanza di elasticità e forza muscolare.
    • Incapacità di riacquistare rapidamente l'equilibrio.
  4. 4
    Consulta un neurologo. Anche se il medico curante esclude ogni preoccupazione, rivolgiti a un neurologo se hai ancora dubbi. Uno specialista in questo campo avrà maggiore dimestichezza con i sintomi del morbo di Parkinson e potrebbe non essere d'accordo con l'opinione del medico generico.
    • Preparati a effettuare tutte le indagini (analisi del sangue, esami diagnostici per immagini) che potrebbe prescriverti per escludere che i sintomi rilevati dipendano da altre cause.[24]
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    Informati sull'assunzione un farmaco a base di carbidopa e levodopa.[25] Si tratta di due principi attivi che agiscono sui sintomi del morbo di Parkinson. Se noti un miglioramento da quando cominci ad assumerli, il medico potrebbe utilizzare queste informazioni per confermare la diagnosi.
    • Prendi il farmaco seguendo le indicazioni. Se aspetti troppo tempo tra una dose l’altra o lo assumi in quantità insufficienti, il medico non sarà in grado di valutare con precisione in che misura i sintomi migliorano o peggiorano.
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    Cerca un altro parere. Dal momento che non esiste un esame per rilevare il marcatore che indica l'insorgenza del morbo di Parkinson, è molto difficile ottenere una diagnosi accurata, soprattutto nelle fasi iniziali. Un secondo parere medico ti permetterà quindi di accedere alle migliori cure possibili, qualunque sia la causa della sintomatologia.
    • Se i medici escludono fermamente il morbo di Prakinson, ma i sintomi non regrediscono, sottoponiti a esami periodici. Si tratta di una malattia che, sviluppandosi lentamente, solo con il passare del tempo può progredire arrivando a uno stadio tale da consentire al medico di emettere una diagnosi certa.[26]
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Consigli

  • Il morbo di Parkinson può essere causato da una carenza di antiossidanti al cervello. Segui una dieta sana ed equilibrata, optando per una grande varietà di frutta e verdura, in modo da assicurarti un apporto elevato di queste sostanze.[27]
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Informazioni su questo wikiHow

Janice Litza, MD
Co-redatto da:
Medico di Medicina Generale
Questo articolo è stato co-redatto da Janice Litza, MD. La Dottoressa Litza è un Medico di Medicina Generale Iscritta all'Albo dei Medici Specialisti nel Wisconsin. Esercita la professione di Medico e ha lavorato come Docente Clinica per 13 anni dopo aver conseguito la Laurea in Medicina presso la University of Wisconsin-Madison School of Medicine and Public Health nel 1998. Questo articolo è stato visualizzato 8 489 volte
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