Come Riconoscere i Sintomi dell'Avvelenamento da E. Coli

Scritto in collaborazione con: Laura Marusinec, MD

Con il termine Escherichia coli (abbreviato E. coli) si indica un gruppo eterogeneo di batteri che normalmente vivono nell'intestino di persone e animali senza causare alcun genere di problema. Infatti, i batteri intestinali costituiscono un elemento importante della salute umana. Tuttavia, alcune tipologie di E. coli possono provocare delle malattie (definite patogene) e portare a dolori gastrointestinali e scariche diarroiche sanguinolente. L'E. coli patogeno può essere trasmesso attraverso l'acqua o alimenti contaminati, ma anche mediante il contatto con animali o persone che non hanno cura della loro igiene.[1] L'avvelenamento da E. coli è in grado di produrre sintomi che talvolta vengono confusi con quelli di molte altre malattie, ma è importante risalire correttamente alle cause perché alcune infezioni da E. coli (in particolare quelle provocate dal ceppo O157:H7) possono portare alla morte se si trascurano i sintomi o le eventuali complicazioni.

Parte 1 di 2:
Riconoscere i Sintomi più Comuni

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    Osserva se vi sono tracce di sangue nella diarrea. La maggior parte dei ceppi di E. coli è completamente innocua, mentre altri causano attacchi di diarrea lievi e di breve durata. Tuttavia, alcuni ceppi patogeni più aggressivi, come l'E. coli O157:H7, possono provocare gravi disturbi gastrointestinali e scariche diarroiche sanguinolente.[2] I ceppi più patogeni di E. coli, incluso quello O157:H7, producono una tossina piuttosto forte che arriva a danneggiare le pareti intestinali, portando alla comparsa di tracce di sangue rosso vivo all'interno di feci acquose. Questa tossina prende il nome di tossina di Shiga e i batteri di E. coli che la producono sono definiti produttori della tossina di Shiga (o STEC nella definizione abbreviata). Il ceppo 0104:H4 è un altro ceppo di STEC piuttosto comune, diffuso perlopiù in Europa.
    • In genere la diarrea sanguinolenta provocata dall'infezione di E. coli O157:H7 comincia 3-4 giorni dopo l'esposizione, anche se può manifestarsi subito dopo 24 ore o al più tardi dopo 1 settimana.
    • È abbastanza semplice diagnosticare una grave infezione da E. coli, in quanto è necessario portare un campione di feci in un laboratorio per le analisi e la coltura. Verrà cercata l'eventuale presenza di tossine e ceppi producenti la tossina di Shiga.
    • A differenza di molti altri batteri patogeni, i ceppi STEC possono causare infezioni gravi anche se vengono ingeriti in un numero relativamente ristretto.
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    Fai attenzione ai dolori gastrointestinali. Dal momento che la tossina di Shiga irrita e provoca sostanzialmente un'erosione e un'ulcerazione della mucosa dell'intestino crasso, spesso si avvertono dolori addominali[3] che solitamente si accompagnano a crampi e bruciori forti. Il disagio può indurre il paziente a piegarsi impedendogli di uscire di casa o persino deambulare all'interno della propria abitazione. Tuttavia, a differenza delle cause più comuni dei crampi addominali, le infezioni da STEC non sono solitamente accompagnate da una grave forma di gonfiore o dilatazione dell'addome.
    • L'insorgere improvviso di forti crampi addominali e dei dolori in genere è seguito entro 24 ore da scariche diarroiche sanguinolente.
    • L'infezione da E. coli può manifestarsi nei soggetti di tutte le età, ma è più comune nei bambini, negli anziani e in coloro che hanno il sistema immunitario più debole.
    • Ogni anno negli Stati Uniti si verificano circa 265.000 infezioni da STEC caratterizzate dal ceppo O157:H7, pari a circa il 36% dei casi.[4]
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    Ricorda che determinate infezioni possono provocare vomito. Oltre ai forti crampi addominali e alla diarrea sanguinolenta, alcuni pazienti affetti da infezioni da E. coli manifestano anche nausea e vomito.[5] Anche se le cause non sono sempre chiare, sembra che la responsabilità di tali sintomi non sia ascrivibile direttamente alla tossina di Shiga, bensì all'intenso dolore causato dai batteri aggressivi che avanzano nelle pareti intestinali. Il dolore attiva la produzione di adrenalina e altri ormoni, provocando nausea e vomito. Pertanto, mantieniti ben idratato mentre combatti contro l'infezione da E. coli, ma evita i cibi grassi o oleosi che possono scatenare la nausea.
    • Talvolta anche altri sintomi di lieve entità possono accompagnarsi alle infezioni da E. coli, come febbre leggera (meno di 38,5° C) e stanchezza.[6]
    • La causa più comune dell'infezione da E. coli è il cibo contaminato, come la carne macinata, il latte non pastorizzato e le verdure non lavate.
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    Tieni conto delle gravi complicazioni renali. A differenza degli altri ceppi patogeni di E. coli che si limitano a contagiare la membrana intestinale, i ceppi STEC sono aggressivi. Dopo essersi proliferati velocemente, si aggrappano alla mucosa intestinale e la penetrano, consentendo l'assorbimento delle tossine attraverso le pareti intestinali.[7] Una volta in circolazione, la tossina di Shiga si attacca ai globuli bianchi e viene trasportata fino ai reni, dove può provocare un'infiammazione acuta e un'insufficienza renale, definita sindrome uremica emolitica o SEU. Tra i sintomi indicativi di questo disturbo vi sono la presenza di tracce di sangue nelle urine e la diminuzione della minzione, tono della pelle molto pallido, ecchimosi inspiegabili, confusione e irritabilità, gonfiore diffuso in tutto il corpo. Nella maggior parte dei casi le persone affette da SEU vanno ricoverate in ospedale finché non recuperano la funzionalità renale.
    • Sebbene la maggior parte dei pazienti si riprendano dalla SEU, una piccola quantità di persone può subire danni permanenti ai reni o andare incontro al decesso.
    • L'infezione da STEC è riconosciuta come la causa più comune di insufficienza renale acuta nei neonati e nei bambini piccoli.
    • Inoltre, il medico può prescrivere un esame emocromocitometrico e una serie di analisi ai reni se il paziente presenta qualche sintomo tipico della SEU.
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Individuare le Patologie che Causano Sintomi Analoghi

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    Informati sulle altre cause della diarrea sanguinolenta. Esistono molte altre cause che provocano la comparsa di scariche diarroiche sanguinolente, la maggior parte delle quali comporta un pericolo per la vita di gran lunga inferiore rispetto alle forme più gravi di infezione da STEC. Diversi batteri possono produrre tracce di sangue nella diarrea, come la salmonella e la shigellosi. Altre patologie che possono causare sangue nelle feci sono: le ragadi anali, le emorroidi, la rottura di vasi sanguigni dovuta a una pulizia aggressiva, la diverticolite, la colite ulcerosa, l'ulcera allo stomaco, le infezioni parassitarie, il cancro colorettale, l'assunzione di farmaci anticoagulanti come il coumadin e l'alcolismo cronico.[8] Tuttavia, le infezioni da E. coli si manifestano improvvisamente e gli episodi di diarrea contenente sangue di colore rosso vivo sono preceduti da forti crampi addominali (circa 24 ore prima).
    • La presenza di sangue rosso vivo nelle feci indica la presenza di un problema nel tratto intestinale inferiore (ad esempio, nell'intestino crasso). Al contrario, il sangue proveniente dallo stomaco o dall'intestino tenue di solito conferisce alle feci un aspetto più scuro e catramoso.
    • La patologia più simile a un'infezione da STEC è la colite ulcerosa (un tipo di malattia infiammatoria intestinale), che può essere diagnosticata osservando l'intestino attraverso un piccolo endoscopio.
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    Informati sulle altre cause che stanno all'origine dei crampi forti. La maggior parte delle cause dei crampi addominali e/o del mal di stomaco è benigna e, malgrado il disagio, non desta alcun motivo di preoccupazione. Ad esempio, tra quelle meno gravi vi sono l'indigestione, la stitichezza, l'intolleranza al lattosio, le allergie alimentari, la sindrome del colon irritabile, i virus intestinali, i calcoli renali e le mestruazioni.[9] Tra quelle più gravi che comportano crampi e/o gonfiore considera: l'appendicite, l'aneurisma aortico addominale, l'occlusione intestinale, il cancro del colon o dello stomaco, l'infiammazione della colecisti, la diverticolite, il morbo di Crohn, la colite ulcerosa, la pancreatite e l'ulcera peptica (ulcera allo stomaco). Di queste patologie solo la diverticolite, il cancro del colon e la colite ulcerosa possono effettivamente riprodurre la sintomatologia di un'infezione da STEC perché provocano diarrea sanguinolenta, ma le infezioni da E. coli si manifestano improvvisamente senza sintomi precursori.
    • Gli alimenti che rappresentano un alto rischio di avvelenamento da E. coli comprendono gli hamburger poco cotti (di colore rosa), formaggi a pasta molle a base di latte non pastorizzato, latte vaccino e succo o sidro di mela non sottoposti al processo di pastorizzazione.[10]
    • Anche se non è chiaro il motivo, la maggior parte delle infezioni da E. coli all'interno degli Stati Uniti si manifestano tra i mesi di giugno e settembre. Perciò, sembra trattarsi piuttosto di un problema estivo.
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    Fai attenzione ai farmaci che aumentano il rischio. Sebbene nessun farmaco provochi infezioni da E. coli, molti creano determinate condizioni che impediscono all'organismo a sconfiggere i batteri patogeni – pericolo che si corre più spesso di quanto non si pensi. Ad esempio, i pazienti sottoposti a chemioterapia, che assumono farmaci per prevenire il rigetto di un organo trapiantato o che seguono lunghi cicli di terapie antivirali (per prevenire l'AIDS o l'insufficienza epatica a causa dell'epatite) sono soggetti a un rischio più alto di contrarre un'infezione da E. coli e molte altre infezioni a causa dell'indebolimento del sistema immunitario.[11] Inoltre, persino le persone che assumono farmaci per ridurre la produzione di acido gastrico sono più predisposte a contrarre un'infezione da E. coli, in quanto l'acido cloridrico offre una certa protezione dai batteri.
    • Evita l'assunzione di farmaci antidiarroici nel corso di un'infezione da E. coli, perché rallentano il sistema digestivo e impediscono all'organismo di eliminare le tossine.
    • Evita di assumere salicilati, come l'aspirina e l'ibuprofene, perché possono peggiorare l'emorragia intestinale.
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Consigli

  • Rivolgiti al tuo medico curante se la diarrea dura più di tre giorni, se hai anche febbre alta, dolori forti o crampi addominali, sangue nelle feci, vomito frequente o se urini meno del solito.
  • Per ridurre il rischio di avvelenamento da E. coli, manipola il cibo in modo sicuro, cuoci bene la carne, lava i prodotti freschi ed evita il latte e i succhi di frutta non pastorizzati.
  • Lava sempre accuratamente le mani dopo essere andato in bagno e aver cambiato gli assorbenti e prima di mangiare o preparare il cibo.
  • Evita di ingerire acqua quando nuoti in piscina, al lago, in un bacino o un corso d'acqua.
  • Se è stato segnalato un focolaio, segui le istruzioni fornite dalle autorità sanitarie sugli alimenti e/o le fonti di acqua da evitare per proteggere te stesso e la tua famiglia da eventuali infezioni.

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Avvertenze

  • Se manifesti improvvisamente scariche diarroiche sanguinolente accompagnate da dolore addominale, chiama o consulta immediatamente il medico.
  • Non prendere antibiotici per curare un'infezione da E. coli, perché non c'è alcuna prova che siano utili, anzi la loro assunzione può aumentare il rischio di sviluppare un'insufficienza renale.
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Informazioni su questo wikiHow

Dottoressa in Medicina
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Laura Marusinec, MD. La Dottoressa Marusinec è una Pediatra Iscritta all’Albo dei Medici Specialisti nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea in Medicina al Medical College of Wisconsin School of Medicine nel 1995.
Categorie: Apparato Digerente
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