Come Riconoscere i Sintomi dell’Endometriosi

In questo Articolo:Riconoscere i Sintomi Più ComuniCreare un Profilo Sintomatologico per Monitorare i SintomiConsiderare i Fattori di RischioDiagnosticare l'EndometriosiRiferimenti

L'endometriosi è una patologia causata dall'impianto di tessuto endometriale in distretti in cui normalmente non dovrebbe essere presente, tra cui ovaie, tube di Falloppio e altre parti del corpo. Anche se in alcuni casi è asintomatica, molte donne manifestano una serie di sintomi che variano in base al ciclo mestruale e in termini di gravità. Poiché l'endometriosi può interferire con le normali attività quotidiane e rappresentare una minaccia per la fertilità della donna, è importante riconoscerne i sintomi e curarsi tempestivamente.

Parte 1
Riconoscere i Sintomi Più Comuni

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    Presta attenzione ai crampi mestruali. I dolori durante il periodo mestruale dipendono da un'alterazione mestruale, chiamata dismenorrea. È normale stare male nei giorni precedenti il ciclo mestruale e in quelli concomitanti, ma se i crampi sono così dolorosi da interferire con le normali attività quotidiane, recati dal medico curante o prendi appuntamento dal ginecologo.
    • In molte donne affette da endometriosi i crampi si aggravano progressivamente nel tempo.
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    Non trascurare il dolore pelvico cronico. Alcune donne affette da endometriosi avvertono dolori continui nella zona lombare, nell'addome e nella zona pelvica, non solo durante il ciclo mestruale.
    • Se lamenti un dolore cronico, consulta il ginecologo appena possibile. Che dipenda da endometriosi o un altro disturbo, hai bisogno di una diagnosi e cure adeguate.
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    Tieni conto che il dolore durante i rapporti sessuali potrebbe essere sintomo di endometriosi. Non è normale avvertire un dolore persistente durante i rapporti sessuali. Prendi appuntamento dal ginecologo per discutere del problema perché potrebbe essere collegato all'endometriosi oppure a un altro grave disturbo.
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    Informa il ginecologo se senti dolore durante la minzione o la defecazione. Anche in questi casi devi consultare il ginecologo. Talvolta, l'endometriosi può provocare questi sintomi che peggiorano durante le mestruazioni.
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    Controlla il flusso mestruale. A volte, le donne affette da questa patologia sono soggette a forti perdite ematiche durante le mestruazioni (in questo caso, si parla di menorragia) o disturbi del ciclo caratterizzato da perdite troppo abbondanti anche durante il periodo intramestruale (menometrorragia). Se si verificano sanguinamenti anomali durante la mestruazione o tra un ciclo e l'altro, recati dal tuo medico di base o fissa un appuntamento dal ginecologo.
    • Potrebbe essere difficile capire se l'eccessivo sanguinamento mestruale rientra nella norma o è patologicamente abbondante. In linea di massima, se sei costretta a cambiare l'assorbente o il tampone ogni ora per parecchie ore di fila, se il flusso dura più di una settimana o se è caratterizzato dalla presenza di grumi, potresti soffrire di menorragia. Questa può accompagnarsi ai sintomi dell'anemia, come stanchezza e affanno.
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    Tieni presente che anche i disturbi gastrointestinali possono essere sintomi di endometriosi. Se soffri di diarrea, costipazione, gonfiore addominale o nausea più spesso del solito, consulta il medico. L'endometriosi può causare questi problemi, specialmente durante le mestruazioni.
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    Indaga sull'infertilità. Se hai avuto rapporti sessuali regolari e non protetti per un anno ma non sei rimasta incinta, consulta il ginecologo per sapere se devi sottoporti a un esame per la fertilità. Dovresti farti visitare per scoprire quali cause determinano questa condizione, tra cui l'endometriosi.

Parte 2
Creare un Profilo Sintomatologico per Monitorare i Sintomi

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    Comprendi il vantaggio fornito da un profilo sintomatologico. In altre parole, dovresti creare un grafico che ti permetta di vedere lo schema generale dei sintomi accusati in un determinato periodo e, quindi, metterli a confronto con quelli manifestati nell'arco dei due mesi precedenti.
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    Disegna una griglia su un foglio di carta. Prendi un foglio di carta lungo (ad esempio, formato lettera americano) o unisci due fogli A4. Mettilo in diagonale sul tavolo. Dopodiché traccia una griglia che corrisponderà al tuo ciclo mestruale.
    • Ad esempio, se il ciclo dura precisamente 28 giorni, disegna una fila di 28 quadrati. Contrassegna ciascun quadrato con un numero da 1 a 28.
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    Stabilisci quanti sintomi vuoi tenere sotto controllo. Nella maggior parte dei casi, i sintomi principali da monitorare sono la quantità del flusso mestruale, il dolore, la defecazione, il ritmo sonno/veglia e le sensazioni generali di benessere. Corrispondono a un totale di cinque sintomi da sorvegliare.
    • Aggiungi cinque righe sotto quella principale (se vuoi monitorare cinque sintomi). Ognuna servirà per un particolare sintomo. Ad esempio, la seconda riga è per il dolore, la terza è per la defecazione e così via. In questo modo, il grafico sarà composto da 28 colonne e 6 righe. In ogni colonna la riga superiore indicherà il "giorno del ciclo", mentre le restanti 5 indicheranno i 5 sintomi diversi.
    • Scrivi il sintomo sul lato sinistro di ogni riga. Ad esempio, scrivi "dolore" a sinistra della seconda riga, "defecazione" a sinistra della terza riga e così via.
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    Inizia a compilare il grafico. Alla fine di ogni giorno del ciclo mestruale, compila la colonna corrispondente. Usa un colore diverso per ogni sintomo. Ad esempio, utilizza una matita rossa per il flusso mestruale, una gialla per il defecazione, una blu per il dolore, una verde per il benessere e una marrone per il sonno. Usa sfumature diverse in base alla gravità di ciascun sintomo.
    • Flusso mestruale: colora tutto il quadrato in caso di flusso normale o abbondante. Colorane metà o un quarto se è lieve o causa poche macchie di sangue (verso la fine del ciclo).
    • Defecazione: lascia il quadrato vuoto se non vai di corpo. Coloralo parzialmente o interamente se le evacuazioni sono rispettivamente incomplete o soddisfacenti.
    • Dolore: colora il quadrato parzialmente o interamente a seconda della gravità.
    • Ritmo sonno/veglia: se hai fatto una bella dormita, colora tutto il quadrato. Se hai avuto un sonno leggero o dormito male, colorane solo metà. Lascialo vuoto se hai fatto la notte in bianco. Tieni conto che dovrai aspettare il giorno successivo per indicare come hai dormito. Ad esempio, dovrai aspettare l'11° giorno per scrivere quanto e come hai dormito il 10°. Quindi, fino al decimo sulla tabella saranno contrassegnati tutti i quadrati eccetto quello corrispondente al giorno in cui non hai ancora dormito.
    • Benessere: colora tutto il quadrato se ti senti bene tutto il giorno. Coloralo parzialmente in base alle tue condizioni fisiche.
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    Annota qualsiasi evento particolare nella parte inferiore della colonna. Può essere qualcosa di insolito come vomito, gonfiore addominale, mal di testa o un appuntamento dal ginecologo.
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    Conserva il grafico in un posto accessibile. Ti conviene tenerlo vicino al letto in modo da ricordarti di compilarlo prima di dormire.
    • Puoi appenderlo su una parete in camera da letto oppure tenerlo nell'armadio o nella cassettiera della scrivania insieme con l'astuccio delle matite.
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    Fai un confronto. Conserva accuratamente il grafico di ogni mese e creane altri in serie. Una volta compilati, studiali in modo da confrontare i sintomi che manifesti mensilmente. Seguendo gli schemi dei colori, capirai facilmente se le tue condizioni stanno migliorando o peggiorando.
    • Puoi anche sottoporre il grafico all'attenzione del ginecologo affinché lo usi per elaborare una terapia.

Parte 3
Considerare i Fattori di Rischio

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    Calcola che le donne senza figli sono esposte a un rischio maggiore di endometriosi. Dovresti prendere sul serio i sintomi sopraindicati se sei soggetta a uno dei fattori di rischio di endometriosi. Il primo tra questi è il fatto di non avere avuto gravidanze.
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    Nota la durata del flusso mestruale. È normale che duri dai due ai sette giorni. Tuttavia, se tende a essere più lungo, il rischio di endometriosi potrebbe aumentare.
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    Considera la durata del ciclo mestruale. Normalmente la durata del ciclo mestruale varia dai 21 ai 35 giorni. Tuttavia, se dura di meno (27 giorni o meno), la probabilità di sviluppare l'endometriosi aumenta.
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    Considera l'anamnesi familiare. Se tua madre, una zia, una sorella o un altro parente di sesso femminile soffre di endometriosi, sei più esposta al rischio di questa malattia.
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    Considera il tuo quadro clinico. Se presenti anomalie uterine, hai sofferto di infezioni pelviche o hai qualche problema di salute che pregiudica la regolarità del ciclo mestruale, il rischio di sviluppare l'endometriosi è più alto.

Parte 4
Diagnosticare l'Endometriosi

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    Consulta il ginecologo. Se presenti uno dei sintomi illustrati finora, prendi appuntamento dal ginecologo. Riferiscigli tutti i sintomi e qualsiasi fattore di rischio.
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    Sottoponiti a una visita ginecologica. Effettuerà una normale visita ginecologica per controllare eventuali anomalie, come cisti e cicatrici.
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    Sottoponiti a un'ecografia pelvica. Si tratta di un esame che utilizza onde meccaniche sonore ad alta frequenza (ultrasuoni) per analizzare la struttura interna del corpo riproducendone una rappresentazione grafica. Sebbene non permetta di diagnosticare con certezza l'endometriosi, può rilevare la presenza di cisti o altri problemi associati a questa patologia.
    • L'ecografia può essere addominale (eseguita con un trasduttore sull'addome) o transvaginale (eseguita introducendo una sonda nella vagina). Il ginecologo potrebbe effettuarle o prescriverle entrambe in modo da avere una visione completa degli organi riproduttivi.
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    Informati sulla laparoscopia. Per confermare la diagnosi di endometriosi, il ginecologo potrebbe consigliarti di sottoporti a una laparoscopia. Si tratta di una tecnica chirurgica diagnostica che consiste nell'inserire il laparoscopio (un piccolo strumento che permette di vedere gli organi interni) attraverso un'incisione praticata sull'addome. Allo stesso tempo, è possibile eseguire una biopsia per analizzare alcuni campioni di tessuto.
    • La laparoscopia viene eseguita in anestesia generale e comporta rischi come qualsiasi altro intervento chirurgico. Pertanto, se i sintomi dell'endometriosi sono lievi, il ginecologo potrebbe consigliarti altre indagini prima di sottoporti a un esame così invasivo.
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    Discuti della diagnosi con il ginecologo. Se ritiene che tu soffra di endometriosi, esaminate insieme la gravità delle tue condizioni valutando gli esami da effettuare e il percorso terapeutico.

Consigli

  • Se sospetti che il ginecologo stia sottovalutando i tuoi sintomi o pensi che abbia confuso l'endometriosi con un altro disturbo, cerca un altro parere. L'endometriosi può essere difficile da diagnosticare e talvolta viene scambiata per un altro problema di salute, come la malattia infiammatoria pelvica, cisti ovariche e la sindrome del colon irritabile.
  • Non esiste una cura definitiva per l'endometriosi, ma è possibile alleviare i sintomi. Chiedi al ginecologo se puoi assumere un antidolorifico, ricorrere a cure ormonali o considerare l'opzione chirurgica.

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Categorie: Salute Donna

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