Come Riconoscere se un Cane ha la Rabbia

Scritto in collaborazione con: Pippa Elliott, MRCVS

In questo Articolo:Riconoscere i SintomiPrevenzione

La rabbia è una delle più antiche malattie infettive che colpiscono spesso gli animali selvatici come i pipistrelli, i coyote, le volpi, i procioni, le puzzole e anche i gatti. Questa malattia virale acuta intacca il sistema nervoso e può diffondersi tra quasi tutti gli animali, uomo compreso. Se il tuo cane non è stato vaccinato contro la rabbia, c'è il rischio che possa contrarla nel caso in cui venga esposto alla malattia o morso da un animale selvatico. Se ti sembra di avere notato i tipici sintomi di questa infezione, devi agire con cautela e cercare assistenza. Devi anche contattare il veterinario il prima possibile.

Parte 1
Riconoscere i Sintomi

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    Controlla i segni precoci dell'infezione. La fase primaria può durare da 2 a 10 giorni. Durante questo periodo il cane sembra malato e mostra sintomi di malessere generale. Se manifesta questo comportamento, cerca dei segni di morsi o di lotte recenti (croste, graffi, pelo arruffato con tracce di saliva secca). Se noti il segno di un morso o una ferita di qualunque tipo, porta subito l'animale dal veterinario per un controllo. Tra i sintomi precoci non specifici ricordiamo:
    • Dolore muscolare;
    • Irrequietezza;
    • Irritabilità;
    • Brividi;
    • Febbre;
    • Sensazione di malessere generale e disagio;
    • Fotofobia, paura delle luci intense;
    • Anoressia o disinteresse al cibo;
    • Vomito;
    • Diarrea;
    • Incapacità o mancanza di volontà di deglutire;
    • Tosse.
    Consiglio dell'Esperto
    Pippa Elliott, MRCVS

    Pippa Elliott, MRCVS

    Veterinaria del Royal College of Veterinary Surgeons
    La Dottoressa Elliott è una veterinaria con oltre trenta anni di esperienza. Si è laureata all'Università di Glasgow nel 1987 e ha lavorato come specialista in chirurgia veterinaria per sette anni. In seguito, ha lavorato per più di dieci anni come veterinaria in una clinica per animali.
    Pippa Elliott, MRCVS
    Pippa Elliott, MRCVS
    Veterinaria del Royal College of Veterinary Surgeons

    Lo sapevate? Il periodo di incubazione per la rabbia, che è il tempo che intercorre dall'infezione alla comparsa dei sintomi, può variare da 5 giorni a 12 mesi, con una media di poco meno di 3 mesi. L'assenza di una nuova ferita da morso non esclude necessariamente la rabbia, se il cane mostra i sintomi più comuni.

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    Controlla i sintomi tardivi della rabbia nella forma moderata. Questa forma, conosciuta anche come rabbia muta o paralitica, è la più comune e dura da 3 a 7 giorni. Viene definita con questi termini perché la bocca del cane si ricopre di bava schiumosa oppure il cane diventa paralizzato. L'animale inoltre inizia a manifestare confusione, malessere o letargia (stanchezza). Portalo immediatamente dal veterinario, se noti altri sintomi di questo tipo di rabbia, tra cui:
    • Paralisi delle zampe, dei muscoli facciali o di altre parti del corpo. Di solito inizia dalle zampe posteriori e poi si diffonde in tutto il corpo;
    • Mandibola aperta che fa assumere al cane un'espressione "sorpresa";
    • Latrato anomalo, diverso dal solito abbaiare dell'animale;
    • Eccessiva salivazione che lascia una schiuma attorno alla bocca;
    • Difficoltà a deglutire.
      • Tieni presente che con questa forma di rabbia il cane non è aggressivo e difficilmente cerca di mordere.
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    Presta attenzione ai sintomi tardivi della forma aggressiva di rabbia. Questa dura almeno da 3 a 7 giorni e il cane si mostra furioso o si agita facilmente. Potrebbe comportarsi in maniera insolita e avere della schiuma attorno alla bocca. Quando si presentano questi sintomi la gente in genere inizia a pensare che si tratti effettivamente di rabbia, anche se è una forma meno comune nei cani rispetto a quella muta o paralitica. La forma aggressiva provoca un'eccessiva violenza nell'animale, che deve essere gestito con estrema cautela per evitare di essere morsi. Chiama il centro assistenza veterinario del Comune per chiedere aiuto, se pensi che il tuo amico peloso abbia contratto questa malattia. Tra i sintomi potresti notare:
    • Eccessiva salivazione che appare come schiuma attorno alla bocca;
    • Idrofobia, ossia paura dell'acqua: l'animale non si avvicina all'acqua e sembra a disagio o addirittura preso dal panico al suono o al contatto con questo elemento;
    • Aggressività: il cane sembra voler mordere e mostra tutti i denti con atteggiamento feroce;
    • Agitazione o disagio, l'animale può anche mostrare disinteresse per il cibo;
    • Irritabilità: la minima provocazione lo porta ad attaccare e mordere; potrebbe comportarsi in questo modo anche senza ragione;
    • Comportamento anomalo, come rosicchiare i sassi, i rifiuti o le proprie zampe; potrebbe anche seguire la tua mano, se la muovi davanti a lui quando è in gabbia, e potrebbe anche cercare di morderla;
    • I cuccioli potrebbero essere eccessivamente giocosi per poi mordere improvvisamente quando li accarezzi e diventare aggressivi nel giro di poche ore.
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    Presta attenzione ai segni di morsi o alla presenza di ferite aperte sul cane. Quando un animale infetto morde un altro esemplare, trasmette la rabbia attraverso la saliva. Quando questa entra in contatto con il sangue e le mucose dell'animale sano (bocca, occhi e cavità nasali) la malattia ha una via d'accesso e si diffonde nel suo corpo. Se riesci a vedere il morso o la ferita, puoi capire con maggiore facilità se il tuo amico a quattro zampe si è esposto alla rabbia.
    • Una volta che il virus entra nell'organismo, viaggia attraverso i nervi e raggiunge il sistema nervoso centrale (il midollo spinale e il cervello); da qui poi si diffonde nelle ghiandole salivari dove si prepara per diffondersi ad altre vittime.
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    Cerca immediate cure mediche. Se il cane è stato morso, devi portarlo dal veterinario il prima possibile. Il virus della rabbia può sopravvivere sulla pelle o pelliccia dell'animale fino a due ore, quindi indossa dei guanti, una maglia a maniche lunghe e dei pantaloni lunghi prima di afferrare il cane. Il veterinario ti chiederà come può essersi esposto alla rabbia (ad esempio ti chiederà se hai sentito l'odore di puzzole nel tuo giardino o se l'animale si è avvicinato ad altri esemplari selvatici o a pipistrelli nella zona) e lo sottoporrà a una visita.
    • Se noti la presenza di un cane non di tua proprietà che mostra sintomi sospetti, chiama l'ASL veterinaria della tua zona. In questo caso il cane verrà prelevato da veterinari qualificati senza che tu debba correre il rischio di essere morso.
    • Non ci sono dei test per stabilire se un animale vivo abbia la rabbia. L'unico esame certo può essere eseguito sul cervello che viene asportato, sezionato in piccole parti ed esaminato al microscopio alla ricerca di segni specifici chiamati corpi di Negri.
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    Documentati sulle cure mediche che possono essere prestate al cane. L'animale verrà sottoposto a un richiamo del vaccino, se è già stato vaccinato in precedenza. In questo modo si cerca di rafforzare il suo sistema immunitario contro il virus. Il cane deve essere monitorato attentamente per 45 giorni, ma puoi farlo anche a casa. Durante questo periodo deve essere tenuto lontano dagli altri animali e dagli esseri umani che non appartengono alla famiglia. Se non è mai stato vaccinato prima e viene morso da un animale chiaramente malato di rabbia, in genere si consiglia l'eutanasia.
    • L'eutanasia evita che gli esseri umani corrano il rischio di ammalarsi gravemente e impedisce al cane di diventare completamente rabbioso.
    • Se non vuoi sottoporlo a questa procedura, sappi che dovrà restare in quarantena e sotto osservazione per sei mesi in una clinica veterinaria. Dovrai sostenere i costi del ricovero e, se il cane non svilupperà la malattia, sarà vaccinato un mese prima del rilascio.
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    Sappi che ci sono alcune malattie che possono assomigliare alla rabbia. Se il cane non presenta alcun morso sul corpo, ma sei preoccupato per il comportamento che sta manifestando, tieni presente che ci possono essere altre patologie che appaiono simili a questa infezione. Porta immediatamente il tuo amico peloso dal veterinario, se hai l'impressione che sia malato o se manifesta dei sintomi insoliti. Tra le malattie o altri disturbi che potrebbero essere confusi con la rabbia ci sono:
    • Epatite infettiva canina;
    • Meningite;
    • Tetano;
    • Toxoplasmosi;
    • Tumore al cervello;
    • Comportamento aggressivo delle madri verso i cuccioli appena partoriti;
    • Avvelenamento da sostanze chimiche come il diminazene o gli organofosfati.

Parte 2
Prevenzione

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    Fai vaccinare il cane contro la rabbia. Questo è il modo migliore e più economico per prevenire il possibile contagio. Sottoponi l'animale a un regolare ciclo di vaccini presso il veterinario e rispetta le scadenze dei richiami. La programmazione può essere su base annuale, biennale o triennale, a seconda delle linee generali del farmaco specifico o delle leggi locali o statali.
    • In alcuni Paesi ci sono leggi che obbligano alla vaccinazione antirabbica; in Italia non è più previsto l'obbligo, ma è ancora consigliato.
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    Evita che il tuo amico peloso si avvicini agli animali selvatici o randagi. Il modo migliore per tenerlo al sicuro, oltre a farlo vaccinare, è di impedirgli di interagire con gli animali selvatici. Puoi valutare di recintare il cortile, limitare il tempo in cui resta all'aperto quando è più probabile la presenza di animali randagi (come al mattino presto, la sera o di notte), oppure tenerlo al guinzaglio quando andate a passeggiare.
    • Presta particolare attenzione quando lo porti a fare delle escursioni o camminate in luoghi in cui è più facile imbattersi in animali selvatici.
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    Fai anche tu un vaccino preventivo. Se la tua zona o la tua professione ti espongono al rischio di contrarre la rabbia, dovresti pensare di vaccinarti. Questo è particolarmente indicato per le persone che viaggiano o che rimangono per più di un mese in regioni dove la rabbia è particolarmente diffusa. Gli individui che vivono in quelle aree geografiche e lavorano con qualunque tipo di animale dovrebbero essere sottoposti al vaccino. Le professioni ad alto rischio sono:
    • Veterinari;
    • Tecnici veterinari;
    • Personale di laboratorio che tratta la rabbia;
    • Gli individui che lavorano a contatto con la fauna selvatica, nelle riserve naturali, nei centri di recupero o nei parchi.
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    Cura ogni tipo di ferita causata da un animale potenzialmente rabbioso. Se sei stato morso da un animale che credi abbia la rabbia, lava la ferita con acqua e sapone per 10 minuti. Quindi contatta il medico o le autorità competenti affinché facciano le opportune ricerche e diano la caccia all'animale che ti ha morso per sottoporlo ai test.
    • Se non riescono a trovare l'animale o questo risulta positivo ai test, dovrai sottoporti a una serie di vaccini post-esposizione, che varia a seconda se sei già stato vaccinato in passato o meno.

Consigli

  • Controlla sempre il cane o tienilo al guinzaglio quando lo porti in zone dove ci sono stati casi di rabbia.
  • Rendi il tuo giardino poco accogliente per la fauna selvatica. Chiudi accuratamente i bidoni della spazzatura e blocca i coperchi, controlla che non ci siano nascondigli sotto il portico della casa in cui puzzole e roditori possano fare il nido. Erigi una recinzione per impedire l'accesso agli animali randagi.
  • Se trovi un pipistrello in casa e il cane si trova nella stessa stanza, cerca di catturare l'animale selvatico senza entrarne in contatto. Portalo all'ASL veterinaria, se possibile, per gli opportuni test.

Avvertenze

  • Tratta ogni morso lavando la ferita con acqua e sapone. Vai dal medico anche se non credi che l'animale che ti ha attaccato abbia la rabbia. I morsi possono infettarsi gravemente, se non vengono medicati opportunamente.
  • Se noti un cane o un gatto randagio, non avvicinarti. Rispetta questa regola anche con i cuccioli, dato che sono in grado di trasmettere la malattia. Chiama l'ASL veterinaria o la polizia affinché i professionisti si occupino della situazione e catturino l'animale con la giusta attrezzatura.


Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Pippa Elliott, MRCVS. La Dottoressa Elliott è una veterinaria con oltre trenta anni di esperienza. Si è laureata all'Università di Glasgow nel 1987 e ha lavorato come specialista in chirurgia veterinaria per sette anni. In seguito, ha lavorato per più di dieci anni come veterinaria in una clinica per animali.

Categorie: Cani

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