Nonostante i notevoli progressi nella conoscenza, nella comprensione e nelle cure, i disturbi mentali conservano ancora una stigmatizzazione che la maggior parte delle malattie fisiche non hanno. Pertanto, chi instaura una relazione sentimentale deve capire quando può incominciare a rivelare informazioni personali più serie, altrimenti corre il rischio di parlare "troppo e troppo presto" oppure "poco e tardi". Se sei affetto da una patologia mentale e hai iniziato da poco una storia d'amore, a un certo punto dovrai mettere al corrente l'altra persona. Spesso non è facile rivelare un simile situazione a un eventuale partner, ma è importante per il proprio benessere e la sopravvivenza del rapporto.

Parte 1 di 3:
Pianificare il Momento in cui Parlare del Disturbo Mentale

  1. 1
    Considera come percepisci la tua malattia mentale. Se non hai completamente accettato la tua realtà, sarà ancora più difficile parlare onestamente della tua psicopatologia con la persona che ti interessa. Qualsiasi dubbio o vergogna tu possa provare o i pregiudizi che continui a nutrire sulla tua malattia possono aumentare e trovare "conferma" nelle risposte del tuo interlocutore, qualora la sua visione fosse simile alla tua.[1]
    • Prima di aprirti con qualcuno, devi essere sincero con te stesso. Cerca di comprendere e accettare la tua malattia, ricorrendo all'aiuto di un professionista della salute mentale e al sostegno delle persone che ti vogliono bene. Al tempo stesso, non dubitare mai che hai tutto il diritto di vivere una relazione equilibrata e appagante.[2]
    • Soprattutto se il disturbo ti è stato diagnosticato di recente, avrai meno difficoltà a trovare una persona da frequentare tra coloro che hanno attraversato i tuoi stessi problemi. Esistono siti di incontri online dedicati a queste situazioni. Tuttavia, non è detto che sia l'approccio migliore, quindi, consulta prima il tuo psicologo.[3]
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    Determina il momento giusto per parlarne. Anche se in merito a questo argomento potresti ricevere consigli molto precisi – come "al primo appuntamento è troppo presto" oppure "non far passare troppo tempo dopo il quarto appuntamento" – il punto è che non esiste l'occasione "giusta" o "sbagliata" per fare questa confidenza. Puoi e dovresti chiedere consigli alle persone di cui ti fidi, ma solo tu puoi stabilire quando la relazione è nella fase "giusta" per affrontare questo discorso.[4]
    • In linea generale, non ti conviene parlare del tuo disturbo mentale subito dopo il primo appuntamento. Aspetta finché non avrete costruito un legame o un'intimità tale che ti sembrerà sbagliato attendere più a lungo, dopodiché decidi quando agire.[5]
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    Preparati a parlarne. L'ideale sarebbe che la conversazione scorra in maniera naturale e tranquilla, ma questo non esclude che dovresti preparare il tuo discorso e scegliere per tempo il giusto approccio comunicativo. Quando arriverà il momento di rivelare che soffri di un disturbo mentale, sarai esitante e nervoso, quindi preparandoti adeguatamente riuscirai a destreggiarti, superare gli ostacoli emotivi e discutere nella maniera più serena possibile.[6]
    • Considera la possibilità di preparare il tuo discorso con il terapeuta o lo psichiatra, perché può offrirti qualche suggerimento su come affrontare l'argomento. Tuttavia, esercitandoti con un amico fidato o una persona a cui vuoi bene, potresti sentirti più a tuo agio. Fai una prova con entrambi.
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    Scegli il contesto adatto. È meglio tenere questa conversazione in un ambiente tranquillo, rilassato e lontano da occhi indiscreti, non nell'angolo di un bar gremito di gente o durante una folle corsa in macchina. Tuttavia, non deve sembrare un incontro d'affari e neanche un appuntamento troppo romantico – per esempio, non dovreste lasciarvi andare alla passione. Una serata tranquilla sul divano potrebbe essere l'occasione giusta.[7] [8]
    • Inoltre, affronta il discorso quando stai gestendo efficacemente la tua psicopatologia oppure rimandalo se necessario.
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    Prepara le informazioni e le risposte. Quando parli della tua malattia mentale, dovresti instaurare un dialogo, non tenere una conferenza. Detto ciò, ti conviene munirti di materiale informativo (libri, siti web e così via) che ti aiuti a chiarire le tue condizioni di salute. Al momento opportuno sottoponilo all'attenzione dell'altra persona, senza essere precipitoso.[9]
    • Prepara anche le risposte alle domande più plausibili. Pensa alle perplessità che avevi appena ti è stata diagnosticata la tua patologia.
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Parte 2 di 3:
Rivelare il Disturbo Mentale alla Persona che ti Interessa

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    Non pensare al peggio. Se affronti il discorso dando per scontato che subito dopo una simile confidenza l'altra persona si allontanerà rifiutandosi di avere a che fare con te, rovinerai ogni possibilità di parlarne in maniera serena e positiva prima ancora di cominciare. Dopotutto, se reagisce in questo modo, chiediti se desideri ancora avere una relazione con lei.
    • Secondo alcuni studi, le probabilità sono a tuo favore. Almeno all'inizio circa 2/3 delle persone sono favorevoli quando vengono informati della malattia mentale del proprio partner, mentre solo il 5% interrompe su due piedi il rapporto. È vero che il 60% delle persone affette da malattie mentali afferma che alla fine questa scoperta ha causato una rottura, ma sempre il 60% dichiara anche che, comunicando questa realtà, è possibile rafforzare il legame e il benessere personale.[10]
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    Sii disinvolto e sicuro di te. Come in altri aspetti della vita, anche in questa situazione la preparazione si dimostra utile quando è necessario rivelare informazioni di natura personale a un potenziale partner. Quanto più pianifichi, ti eserciti e rifletti, tanto più sarai rilassato e sicuro al momento di parlare del tuo disturbo mentale.[11]
    • Non iniziare dicendo con volto inespressivo "Ho qualcosa di importante da dirti" oppure "Vieni. Dobbiamo parlare" durante una telefonata o con un messaggio di testo. Anche se hai programmato il discorso, fai in modo che la conversazione sia fluida interagendo in maniera positiva: "Visto che siamo in vena di confidenze, c'è qualcosa di cui vorrei parlarti".
    • La chiave sta nell'evitare di essere troppo superficiale da far pensare che quello che devi dire non sia importante (quando lo è), ma nemmeno così grave che sembri la fine del mondo (cosa che non è). La reazione dell'altra persona di fronte a questa notizia dipenderà da quanto sei tranquillo e sicuro di te.
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    Cogli l'occasione per creare un clima confidenziale. In qualsiasi tipo di rapporto è essenziale aprirsi dando informazioni e punti di vista personali come segno di fiducia e complicità. Secondo alcune ricerche, i benefici crescono se entrambe le parti si confidano a vicenda (ovvero: "Io dico un segreto a te e tu ne dici uno a me"). Quindi, riportando la notizia della tua malattia mentale in una conversazione più ampia, puoi agevolare le cose e trarre maggiori vantaggi man mano che parlate.[12]
    • Se ti è utile, puoi "rompere il ghiaccio" comunicando informazioni meno importanti – perché detesti il freddo, perché sei così competitivo con tua sorella e così via – e continuare a conversare finché il dialogo non ti porterà a parlare del tuo disturbo mentale. In questo modo, qualora la situazione non sembri andare per il verso giusto (magari l'altra persona è distratta, non ti esprimi molto bene, ecc.), avrai anche l'opportunità di decidere se "annullare la missione" e rimandarla a un'altra volta.
    • Non pretendere e non imporre un clima confidenziale. Ti basta dare l'opportunità all'altra persona. Metti al primo posto la sopravvivenza del rapporto se l'altra persona non è disposta ad aprirsi su argomenti più profondi.
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    Sii onesto e trasparente. Una volta che inizi a parlare della tua diagnosi e della natura della tua psicopatologia, fallo in maniera sincera e accurata. Non sminuire il fatto che sei costretto ad affrontare molte difficoltà a causa delle tue condizioni e che alcuni giorni sono migliori di altri. Non scendere nei dettagli di ogni crisi o ricaduta, ma non omettere il fatto che sono successi e che capiteranno di nuovo.[13]
    • Naturalmente, devi essere sincero sulle misure che prendi per gestire efficacemente la tua patologia: i farmaci, le sedute di terapia, ecc.
    • Descrivi il tuo disturbo come un problema fisico cronico, ma gestibile. Spiega che, anche se fa parte della tua vita, ti caratterizza personalmente.[14]
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Parte 3 di 3:
Gestire la Rivelazione del Tuo Disturbo Mentale

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    Dai all'altra persona il tempo e il modo di rispondere. Pochissimi si allontaneranno da te non appena li informi di avere una malattia mentale e, anche se succede, meglio perderli che trovarli. Molte persone ti offriranno un sostegno immediato e vorranno continuare a frequentarti, ma il loro entusiasmo potrebbe scemare dopo poco tempo. Non sottovalutare la reazione immediata di un potenziale partner di fronte a una simile notizia, ma concedigli il tempo di chiarirsi le idee.[15]
    • Dagli il tempo di pensare mentre parli: "So quanto sia difficile da accettare e non mi aspetto che tu prenda una decisione in merito al nostro rapporto proprio questo momento. Prenditi un po' di tempo per riflettere su quello che ci siamo detti e, se vuoi, dai un'occhiata a questo materiale informativo".
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    Accetta un eventuale rifiuto. Anche se esiste una possibilità molto bassa che l'altra persona chiuda immediatamente il rapporto, è probabile che una simile scoperta comporti la fine della vostra relazione. In questo caso, non biasimarti di esserti aperto sul tuo problema. Piuttosto, pensa che l'altra persona è troppo spaventata, egoista o disinformata per capire che il tuo disturbo non ti caratterizza personalmente e che poteva costruire una relazione importante.[16]
    • Sentiti sollevato perché hai scoperto di avere di fronte una persona incapace di gestire la tua verità prima ancora che la storia diventasse più seria. Questo non vuol dire che un rifiuto non provochi dolore. Cerca conforto presso la "tua rete di sostegno" composta da amici, persone care e professionisti della salute mentale.
    • Se una relazione appena cominciata finisce, non vuol dire che non avrai altre opportunità perché soffri di un disturbo mentale. Piuttosto, pensa che hai le stesse esigenze di chi cerca una storia sentimentale duratura e appagante.
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    Accetta tutto l'appoggio che ricevi. Come è difficile gestire un rifiuto quando sei affetto da un disturbo mentale, altrettanto difficile può essere l'idea di accettare l'aiuto e il sostegno della persona che ti interessa. Non devi sentirti un peso né pensare che stai chiedendo troppo a chi vuole starti accanto. Accetta gentilmente la sua dimostrazione di affetto e generosità e considerala come un segnale di crescita del vostro rapporto.[17]
    • Probabilmente l'altra persona ti offrirà il suo aiuto dicendoti: "Voglio starti vicino. Fammi sapere che cosa posso fare per aiutarti". In questo caso, non temere di esprimere i tuoi bisogni e i tuoi desideri. Se il suo appoggio non è sincero, lo scoprirai presto.
    • Se l'altra persona inizia a dirti: "Conosco il medico che deve visitarti" oppure "Dovresti provare questo integratore a base di erbe di cui ho sentito parlare", non sentirti obbligato ad accettare il suo aiuto. Devi continuare a gestire la tua malattia mentale come meglio credi.
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    Continua a parlare o a provare. Se l'altra persona ti sostiene sinceramente e desidera continuare la vostra relazione, non esitare a parlare delle tue condizioni di salute anche in altre occasioni. Dovrai convivere con il tuo disturbo e affrontare alti e bassi, perciò aggiorna regolarmente il tuo nuovo partner sulla tua patologia e sul tuo stato d'animo.[18]
    • Se la situazione non si mette bene e la relazione finisce, non perderti d'animo. Prova con un'altra persona (magari anche meglio di quella precedente). Neanche questa volta sarà facile rivelare la tua malattia mentale, ma nel corso del tempo avrai meno difficoltà.
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Informazioni su questo wikiHow

Liana Georgoulis, PsyD
Co-redatto da:
Psicologa
Questo articolo è stato co-redatto da Liana Georgoulis, PsyD. La Dottoressa Liana Georgoulis è una Psicologa Clinica Matricolata con oltre 10 anni di esperienza. È attualmente Direttrice Sanitaria al centro Coast Psychological Services di Los Angeles. Si è laureata in Psicologia alla Pepperdine University. Il suo studio offre terapia cognitivo-comportamentale e altri trattamenti di pratica basata sulle evidenze per adolescenti, adulti e coppie. Questo articolo è stato visualizzato 2 089 volte
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