La pellicola che scegli per la tua fotocamera conta molto, molto più della scelta della fotocamera stessa e degli obbiettivi da usare. Esistono tre tipi principali di pellicola in cui puoi imbatterti: pellicole negative a colori, pellicole diapositive E-6 e pellicole in bianco e nero. Tutte hanno la loro ragion d'essere, nessuna di loro è perfetta per ogni situazione di ripresa, e tutte sono in grado di ottenere grandi risultati, se vengono usate in modo appropriato. L'utilizzo di un certo tipo di pellicola comporta sempre qualche compromesso, tuttavia, se hai le giuste conoscenze, potrai scegliere la pellicola più adatta alle tue esigenze.

Passaggi

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    Comprendi la differenza fra i tre tipi di pellicola. Molte persone hanno dimestichezza solo con la prima, ma le altre due hanno il loro posto nel campo della fotografia (e forse anche di più).
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    Le tue possibilità di scelta potrebbero essere limitate se usi qualche formato di pellicola strano come le cartucce da 110.
    Considera le opzioni disponibili per il formato della pellicola. Questo articolo presuppone più che altro che tu stia usando pellicole da 35 mm. Se stai utilizzando un formato strano o che ha avuto scarso successo commerciale come il 24 mm, allora probabilmente sei forzato a utilizzare le pellicole negative a colori. D'altro canto, il 35 mm e i formati più grandi di solito hanno un sacco di opzioni disponibili, quindi non preoccuparti.
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    Considera le opzioni per lo sviluppo.

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    Decidi quanta latitudine di esposizione vuoi. Sia gli errori di misurazione che una cattiva tecnica possono rendere le foto sovraesposte o sottoesposte; la latitudine di esposizione esprime l'entità di sovraesposizione o sottoesposizione che una pellicola può tollerare, restituendo risultati ancora accettabili. Le pellicole diapositive hanno quasi nessuna tolleranza sia in termini di sottoesposizione che di sovraesposizione; se hai intenzione di fotografare usando la pellicola invertibile, è una buona idea utilizzare prima uno o due rullini di prova (a meno che tu non voglia ottenere qualche effetto insolito per scopi artistici, non perdere tempo con la pellicola diapositiva se non hai una fotocamera priva di controlli manuali o elettronici; le impostazioni predefinite spesso danno scarsi risultati). Le pellicole negative a colori possono tollerare elevati valori di sovraesposizione e di solito solo uno stop di sottoesposizione; non è affatto una cattiva idea quella di scattare sempre con uno stop in più rispetto a quanto misurato dall'esposimetro. La pellicola tradizionale in bianco e nero ha anche un'enorme latitudine di posa; qualsiasi errore di esposizione può essere corretto durante lo sviluppo o la stampa.
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    Decidi la velocità della pellicola. La velocità (o sensibilità) della pellicola viene solitamente espressa dall'indice ASA (noto anche come ISO); questo è un numero come 50, 100, 200, ecc.[2] Più alto è il valore ASA, maggiore è la sensibilità alla luce della pellicola. Le pellicole più o meno sensibili sono chiamate rispettivamente "veloci" e "lente". Come al solito, non esiste una pellicola ideale, ma si tratta sempre di fare un compromesso.

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    Decidi quali colori ti piacciono, e scegli la pellicola di conseguenza. Questo dipende dal soggetto della foto. Ad esempio, le pellicole super-sature come la Velvia vanno molto bene per i paesaggi, ma sono terribili per i ritratti di persone (almeno per quel che riguarda le persone dalla pelle più chiara). I colori tenui o il bianco e nero spesso rendono molto meglio per questo genere di foto. Ma, ancora una volta, ricordati che se vuoi fare qualcosa di artistico, potrebbe essere più conveniente usare la pellicola "sbagliata" in una certa situazione, piuttosto che fare la cosa tecnicamente "giusta".

    Se usi una pellicola negativa, ricordati che i colori che ottieni dipendono più da come la pellicola viene stampata o scansionata, che dalla pellicola stessa, dal momento che non c'è alcun modo standard di rappresentare i colori su pellicola. A differenza delle diapositive, con i negativi non esiste una cosa come la stampa o la scansione senza correzioni, perché tutti i colori invertiti dei negativi devono essere corretti per rimuovere la tinta di base della pellicola. Il che non vuol dire che le pellicole negative non possano restituire risultati superbi; ciò è possibile, e spesso succede, specialmente con i ritratti di persone. Ma non sorprenderti se qualche volta ottieni risultati insoddisfacenti, o molto diversi da una pellicola all'altra.
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    Ignora tutto quanto scritto sopra e vai a provare alcune pellicole. Queste nozioni tecniche non bastano a fare di te un artista. Non c'è altro modo che provare una pellicola, per vedere quale risultati puoi ottenere.
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Consigli

  • Se hai l'occasione di comprare molte pellicole appena scadute o in scadenza, comprale pure e tienile in frigo. Le pellicole si mantengono quasi all'infinito in frigorifero. Anche le strane variazioni cromatiche derivanti dall'utilizzo di una pellicola scaduta possono essere utilizzate per ottenere effetti artistici (tanto che molte persone duplicano l'effetto sulle fotografie digitali utilizzando Photoshop). Le pellicole veloci – da ISO 400 in su – si rovinano più velocemente con l'età. Non utilizzare pellicole scadute per lavori importanti, a meno che tu non abbia già provato altri rullini dello stesso lotto di pellicole (conservate in modo simile) e che ti abbiano dato buoni risultati dopo lo sviluppo.
  • Se usi solo pellicole negative a colori, non preoccuparti di acquistare uno scanner a meno che tu non abbia un archivio enorme da scansionare, o tu non abbia bisogno di immagini ad altissima risoluzione per la stampa digitale. La maggior parte dei minilab possono effettuare scansioni di buona qualità su CD a un costo molto moderato. D'altra parte, digitalizzare le pellicole diapositive può essere estremamente costoso, a seconda di dove vai.
  • Un autore ritiene che non abbia più molto senso scattare diapositive, dato che la pellicola viene abitualmente scansionata digitalmente per la stampa e la visualizzazione (qualsiasi pellicola può essere scansionata nuovamente in seguito con una tecnologia più recente, per migliorare la qualità delle immagini migliori, per le quali vale la pena di effettuare una nuova scansione). La proiezione delle diapositive danneggia l'immagine se viene effettuata a lungo (si stima che le comuni pellicole diapositive mantengono una buona qualità se proiettate complessivamente fino a un'ora in totale, dopodiché cominciano a perdere qualità). Lo sviluppo delle pellicole diapositive fondamentalmente crea un'immagine negativa, come si fa con le pellicole negative, e quindi attraverso più passaggi chimici si sviluppa il rovescio dell'immagine negativa – cioè un'immagine positiva – in cui l'immagine negativa non è più visibile. Questo passaggio ulteriore comporta un certo grado di degradazione dell'immagine, e, probabilmente, la perdita di latitudine di esposizione (quindi con perdita di colore e di dettagli nelle aree più luminose e più scure). Se la pellicola deve essere sottoposta a scansione in ogni caso (che comporta una perdita di qualità), allora è meglio farlo senza la perdita di qualità dovuta al processo chimico di inversione, e invertire invece perfettamente al computer l'immagine digitale ottenuta dalla scansione di un negativo. Se desideri ottenere la forte saturazione del colore o il contrasto di una particolare pellicola diapositiva, spesso puoi ottenere tali caratteristiche semplicemente via software (o, se vuoi dare tale caratteristica alla maggior parte delle tue immagini, è meglio usare una pellicola negativa dai colori saturi).
  • Potrebbe valer la pena di cercare su internet degli esempi di foto scattate con la pellicola cui sei interessato, prima di acquistarla. D'altra parte, internet è piena di brutte fotografie, quindi non giudicare una pellicola da ciò che vedi effettuando una ricerca per immagini su Google. Prova Flickr,[4] che ordina i risultati a seconda di quanto sono interessanti.

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Riferimenti

  1. Abbiamo volutamente omesso ogni riferimento alle pellicole Kodachrome, che utilizzano il processo di K-14, che può essere effettuato solo in un laboratorio al mondo, e che sta per essere abbandonato. Per maggiori informazioni sulla pellicola Kodachrome, e alcune fotografie meravigliose, dai un'occhiata a The Kodachrome Project.
  2. per la verità secondo la norma ISO 5800:1987 la sensibilità dovrebbe essere espressa sia con l'indice ASA (come 50, 100, 200, e così via) sia con i gradi DIN (21° 24°, e così via) . La maggior parte delle persone tralascia la sensibilità DIN e chiama la sensibilità ASA "ISO". Noi qui usiamo "ASA" per correttezza tecnica, il che non vuol dire che tu debba fare altrettanto. Puoi leggere qui per sapere di più sull'argomento.
  3. Guarda, per esempio, il gruppo ISO 1600 Film su Flickr <http://www.flickr.com/groups/iso1600film/> per ispirazione.
  4. http://www.flickr.com

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