Come Scoprire se Soffri di Agorafobia

Scritto in collaborazione con: Trudi Griffin, LPC, MS

Circa il 3-5% della popolazione, secondo gli ultimi studi, soffre di agorafobia, un disturbo d'ansia il cui nome, di origine greca, significa "paura della piazza". È considerata come la paura o il timore di avere un attacco di panico in un luogo pubblico. L'agorafobia si presenta nelle donne in percentuale doppia rispetto agli uomini ed è caratterizzata da un’ansia acuta durante raduni in pubblico, mentre si socializza o si è in ambienti non familiari. Scoprire se si soffre di questo disturbo è il primo passo per la ricerca di una soluzione.

Parte 1 di 3:
Capire il Comportamento in Pubblico Associato all’Agorafobia

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    Presta attenzione alla necessità di avere compagnia quando ti trovi in pubblico. Chi soffre di agorafobia spesso deve essere assistito quando va in un posto nuovo, perché ha paura di uscire da solo.[1] Inoltre, ha serie difficoltà a fare le cose in autonomia e trova conforto nella presenza di un amico o di un partner.
    • Se il pensiero di andare al negozio di alimentari ad acquistare un cartone di latte ti fa sentire ansioso, potresti soffrire di agorafobia.
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    Valuta se segui percorsi fissi.[2] Le persone agorafobiche possono temere di recarsi in luoghi dove potrebbero incontrare situazioni che scatenano l’ansia. Tendono, inoltre, a creare un percorso "sicuro" per recarsi ogni giorno al lavoro e per rientrare.
    • Se hai notato che fai ogni giorno lo stesso tragitto per ritornare a casa e insisti a percorrere le stesse strade, gli stessi passaggi pedonali e marciapiedi perché hai paura di cambiare, potrebbe trattarsi di agorafobia.
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    Tieni d'occhio una possibile riduzione della vita di relazione. Chi soffre di agorafobia spesso limita i posti dove andare per ridurre le probabilità di incontrare qualcosa che potrebbe scatenare panico.[3] Un aspetto peculiare di questo disturbo è provare disagio quando si incontrano persone nuove e cercare di confinare la propria esistenza in "zone sicure" come la casa o l’ufficio. Se hai questa patologia, potresti quindi notare che la vita di relazione tende a ridursi.
    • Forse, prima di sviluppare l’agorafobia, andavi con gli amici al bar, alle feste e al cinema, oltre che in ufficio e a scuola. Col passare del tempo puoi aver cominciato a preoccupati di più degli attacchi di panico e hai smesso di andare in giro a divertirti. Poi, quando l’anno scolastico è finito, non ti sei iscritto di nuovo a scuola per paura di averli in classe. Ora vedi gli amici meno spesso e trascorri meno tempo che puoi al lavoro. Questo tipo di comportamenti potrebbero indicare che soffri di agorafobia.
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    Scopri se provi paura o ansia quando sei in presenza di un grande assembramento di persone.[4] Senti il respiro affannoso quando ti trovi in mezzo alla folla del centro commerciale, a un concerto o in un mercato? Potresti essere agorafobico se il solo pensare a grandi assembramenti crea in te i sintomi dell’ansia, cioè sudore alle mani, preoccupazione eccessiva, tachicardia e pensieri sconnessi.
    • Anche se in realtà non hai un attacco di panico, la sola paura che esso possa presentarsi in una situazione che implica relazioni sociali può essere un sintomo di agorafobia.
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    Cerca di percepire la paura o l’ansia quando ti trovi in spazi ristretti. I sintomi di panico associati all’agorafobia possono colpire in maniera forte quando hai la sensazione di non avere vie di fuga.[5] Valuta le tue reazioni quando sei in spazi ristretti. Attraversare un tunnel in auto o in treno, viaggiare in ascensore, in autobus, in aereo e in treno possono scatenare un attacco di panico o indurne i sintomi.
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    Pensa alle situazioni in cui ti sei inventato una scusa per fuggire. Per le persone agorafobiche è frequente temere di non essere in grado di sfuggire da un luogo o da una situazione.[6] Tuttavia, potresti provare vergogna o imbarazzo quando devi cercare un pretesto per uscire da una situazione. Per nascondere la paura potresti essere indotto a mentire perché improvvisamente hai bisogno di abbandonare una determinata situazione o un evento.[7]
    • Per esempio, forse potresti percepire un episodio agorafobico mentre sei allo stadio con un amico. Anziché dire chiaramente che provi ansia in mezzo a un pubblico numeroso, potresti raccontare all’amico che hai bisogno di andare casa per portare a passeggio il cane. Oltre a scuse simili a questa, potresti fingerti malato per sfuggire a una situazione scomoda.
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Parte 2 di 3:
Scoprire i Sintomi Personali dell’Agorafobia

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    Controlla un’eventuale ansia ricorrente. La caratteristica principale dell’agorafobia è avvertire stati ansiosi in situazioni e luoghi nei quali temi di non avere vie di fuga. Quando ti trovi in queste circostanze (più spesso lontano da casa tua) potresti provare un senso di terrore, come se stia per accadere qualcosa di terribile. Devi aver avuto queste reazioni almeno per 6 mesi per ricevere una diagnosi di agorafobia.
    • Alcune persone avvertono anche attacchi di panico o i sintomi nelle situazioni che scatenano ansia. Durante un attacco di panico puoi provare una serie di fastidi contemporanei, come dolori al petto, intorpidimento, vertigini, tremore, sudorazione, respiro corto, nausea, sensazioni irreali o di non avere la percezione di se stessi, sensazioni di perdita di controllo o di pazzia, di morte, di freddo o di caldo.[8]
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    Scopri le situazioni che ti fanno provare paura. Per chi ha l’agorafobia, le paure che si avvertono sono piuttosto specifiche. Per diagnosticare questa patologia, la quinta versione del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) indica che il paziente deve provare paura in due o più delle seguenti circostanze:[9]
    • trovarsi in un grande assembramento di persone o in una coda d’attesa;
    • trovarsi in uno spazio aperto, come un mercato o un parcheggio;
    • trovarsi in uno spazio chiuso, come un bar o un cinema;
    • utilizzare un mezzo di trasporto pubblico, come autobus, treno, aereo o traghetto;
    • uscire da casa da solo.
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    Renditi conto quando hai paura di stare da solo. Potresti essere agorafobico se non ti piace stare da solo perché potresti provare panico e avvertire difficoltà nella respirazione, tachicardia e i pensieri confusi caratteristici del disturbo.[10] Prendi nota dell’aumento delle sensazioni di paura che può verificarsi quando sei da solo.
    • Ci sono due tipi caratteristici di paure, in queste circostanze. Il primo è correlato all’agorafobia, il secondo è quello che si manifesta perché la persona è sola e si sente vulnerabile agli attacchi di eventuali aggressori. Quest'ultimo non è un sintomo della patologia. Scoprire con precisione le proprie reazioni è fondamentale per capire se si ha uno specifico disturbo.
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    Considera i fattori di rischio. Le donne e le persone con meno di 35 anni hanno un elevato rischio di sviluppare l'agorafobia. Altri fattori di rischio includono:[11]
    • avere un'altra forma di comorbilità, come un disturbo dovuto a panico o a un altro tipo di fobia;
    • sensazione di nervosismo o di ansia per la maggior parte del tempo;
    • aver subito esperienze traumatiche, come aver perso un genitore, aver subito un attacco o un abuso;
    • avere una storia familiare di agorafobia (ad esempio un parente);
    • essere depresso;
    • avere un problema di abuso di sostanze. [12]
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Parte 3 di 3:
Trovare Aiuto per l’Agorafobia

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    Chiedi al medico informazioni sui farmaci che puoi assumere. L’agorafobia non deve essere trattata soltanto con delle medicine, ma queste possono aiutare se prese in accompagnamento a una terapia. I farmaci comunemente usati sono:[13]
    • Antidepressivi. Gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), come la paroxetina e la fluoxetina, possono essere utili in caso di attacchi di panico dovuti ad agorafobia. Altre opzioni includono gli antidepressivi triciclici e gli inibitori MAO (inibitori delle monoamino ossidasi).
    • Farmaci ansiolitici. Medicinali come le benzodiazepine possono garantire un senso di tranquillità immediata, ma possono dare assuefazione, quindi è consigliabile limitarne l'utilizzo per le situazioni di emergenza, come ad esempio nel mezzo di un attacco di panico.
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    Segui la terapia. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è la forma più efficace di trattamento per l’agorafobia. Questa tecnica combina la terapia cognitiva (che dà risalto al fatto che determinati schemi di pensiero conducono ad alcuni disturbi mentali) con la terapia comportamentale (che enfatizza la capacità delle persone di modificare i comportamenti che creano danni per sé).[14]
    • Una terapia CBT efficace richiederà diverse settimane e sarà somministrata in sessioni di circa 50 minuti. Lo specialista che ti segue parlerà con te di cosa hai provato in una determinata settimana e ti chiederà di analizzare i tuoi modelli di pensiero e di azione.
    • Alla fine, ti verrà chiesto di esporti progressivamente in situazioni più impegnative di relazioni sociali allo scopo di porre fine alle emozioni e ai pensieri che alimentano l’agorafobia. Inizialmente potresti andare al mercato per 15 minuti, poi per 30 minuti, poi per un'ora e così via fino a quando ti riabitui ai rapporti sociali.
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    Allena la mente. L’agorafobia nasce da messaggi non veritieri trasmessi dalla mente, del tipo: "Sei in trappola", "Qui sei in pericolo" o "Non ti devi fidare di nessuno". Modificando tutto ciò e prendendo l’iniziativa per rifiutare i messaggi sbagliati, puoi imparare a lottare con l’agorafobia. Il primo passo per riuscirci è ammettere che la tua mente è turbata e che i pensieri o i segnali che stai ricevendo sono falsi.
    • Per esempio, quando il cervello ti dice di andare in escandescenze perché c'è un pericolo nelle vicinanze, raccogli altre informazioni. Pensa a precedenti attacchi di panico che hai avuto e ricordati che sei sopravvissuto e li hai sopportati senza subire lesioni permanenti e senza morire (una paura comune, tra le persone che soffrono di agorafobia).[15]
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    Utilizza strategie di coping senza evitamento. Ti espongono forzandoti a confrontarti con le situazioni che percepisci come minacciose. Per liberarti dalla paura nelle situazioni che attualmente ti danno ansia, avrai bisogno di sperimentarle in prima persona.[16] Solo dopo aver attraversato le fiamme delle paure potrai rinascere, come la fenice, con una mente integra e rinnovata.
    • Per esempio, se percepisci o temi un'ondata di panico quando vai allo stadio, prova ad assistere a una partita locale di dilettanti o delle serie minori per circa 15-20 minuti. Incrementa progressivamente, assistendo alla prossima partita per 30-40 minuti, poi per 60-70 minuti e così via. Alla fine, vai a vedere un tempo di una partita di serie A e, infine, vai a vederla tutta.
    • Sii leale con te stesso riguardo al tuo livello di comfort. Il tuo obiettivo non dovrebbe essere indurre un attacco di panico agorafobico, ma scoprire la causa che porta gli attacchi senza che ci sia in realtà alcuna minaccia. Non affrettare il processo di esposizione a fattori scatenanti troppo impegnativi o con troppo anticipo. Stabilisci tu un ritmo che può andare bene e tieni un diario di come ti senti dopo ogni esposizione per verificare i tuoi progressi.
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Avvertenze

  • Incontra uno specialista della salute mentale, se pensi di soffrire di questo disturbo d'ansia.
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Informazioni su questo wikiHow

Counselor Professionale Registrata
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Trudi Griffin, LPC, MS. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011.
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