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Il classico pugno del karate Shotokan è talmente diretto, lineare e potente da poter abbattere qualunque avversario con un colpo solo. Ecco come sferrarlo correttamente.

Metodo 1 di 3:
Pugno Diritto

  1. 1
    Assumi una posizione comoda. Puoi metterti nella posizione naturale, shizentai, o in quella bassa, del cavaliere, kiba-dachi.
    • Assicurati che le gambe siano alla distanza corretta l’una dall’altra. Nella posizione naturale la distanza tra le gambe dovrebbe coincidere con la larghezza delle spalle.
    • Tieni le gambe rilassate, assicurati che le ginocchia siano sciolte e non tese.
  2. 2
    Chiudi il pugno e portalo a fianco dell’anca, col palmo rivolto in su. Il pugno dovrebbe poggiare sul fianco.
    • Il corpo dovrebbe essere leggermente rilassato ma comunque pronto all’azione.
    • Scegli tra due bersagli. Se vuoi colpire il tronco, chudan, mira appena sotto le costole, al plesso solare. Se vuoi colpire la testa dell’avversario, jodan, mira al volto. Per maggior sicurezza, o se manchi di esperienza, il tuo maestro potrebbe chiederti di mirare appena sotto al viso.
    • Considera che colpire altre parti del corpo non risulta efficace.
    • Se ti alleni senza un compagno, immagina di avere davanti un avversario della tua taglia.
  3. 3
    Fai compiere al pugno una traiettoria diritta. Immagina una linea retta che vada dal pugno alla linea mediana del tuo corpo.
    • Tieni i gomiti indentro per sferrare un pugno diritto. Il gomito dovrebbe sfiorarti il fianco mentre attacchi.
    • Fino alla chiusura della tecnica, il movimento dovrebbe essere sciolto.
  4. 4
    Controlla il colpo. Se ti stai allenando con un compagno, ferma il pugno appena prima di colpire. Se stai usando un bersaglio fisso, come un makiwara, puoi tranquillamente affondare il colpo.
    • Ruota il pugno in modo che il palmo punti verso il basso.
    • Contrai i muscoli al momento di colpire. Cerca di contrarre non solo il pugno ed il braccio, ma anche le natiche, le gambe e le anche.
    • Espira. Se vuoi, fai il Kiai.
    • Se sei un praticante esperto, aggiungi la vibrazione di chiusura dell’anca per conferire più potenza al pugno.
  5. 5
    Ripeti, o ritorna nella posizione ideale. Mantieni la concentrazione; non rilassarti.
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Metodo 2 di 3:
Pugno Portato in Avanzamento (Oizuki)

  1. 1
    Mettiti in posizione frontale, zenkutsu-dachi. Assicurati che le gambe siano nella posizione corretta, poste alla larghezza delle spalle.
    • Se guardi in basso, verso il ginocchio avanzato, quest’ultimo dovrebbe coprirti la visuale del piede. L’alluce dovrebbe puntare leggermente verso l’interno, posizionato a un angolo di 85 gradi e non di 90.
    • Verifica la stabilità della tua posizione facendoti dare un paio di spinte da un compagno.
    • Tieni la mano preposta alla parata davanti e quella destinata a colpire appoggiata sul fianco.
  2. 2
    Muoviti in avanti per sferrare il pugno. Spingi in avanti la gamba posteriore finché non è in linea con quella anteriore.
    • Non sollevarti. Tieni la testa alla stessa altezza durante l’esecuzione della tecnica.
    • Continua a tenere il pugno a contatto con l’anca.
    • Puoi tenere davanti la mano preposta alla parata, se vuoi.
    • Porta in avanti la gamba posteriore facendola strisciare sul terreno, senza sollevarla.
    • La gamba posteriore non deve spostarsi direttamente in avanti, ma va portata leggermente verso il centro del corpo mentre si avanza.
  3. 3
    Spostati in avanti verso il tuo bersaglio. Datti la spinta con la gamba posteriore, rimanendo basso e tenendo il pugno a contatto col fianco.
    • Tieni le gambe leggermente piegate per dare la massima spinta possibile in avanti.
    • Non essere teso.
    • Concentrati sul bersaglio, sia esso il corpo o il volto dell’avversario.
  4. 4
    Chiudi la tecnica. In chiusura di tecnica, ruota il pugno in modo che il palmo rimanga rivolto verso il basso.
    • Espira o fai il Kiai.
    • Contrai i muscoli mentre colpisci. La tua gamba posteriore dovrebbe rimanere diritta ed i tuoi muscoli dovrebbero contrarsi in modo da trasmettere l’energia dal piede al pugno.
    • La gamba frontale dovrebbe disporsi alla larghezza della spalla per consolidare la posizione d’arrivo.
  5. 5
    Ritorna alla posizione frontale.
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Metodo 3 di 3:
Pugno Opposto (Gyaku-zuki)

  1. 1
    Il segreto di un buon gyaku-zuki sta nella rotazione dell’anca. La potenza si sprigiona dalle anche, proprio come avviene quando si lancia una palla.
  2. 2
    Mettiti nella posizione frontale, zenkutsu-dachi. Metti le gambe nella posizione corretta, tenute alla larghezza delle spalle.
    • Valuta la solidità della tua posizione chiedendo ad un compagno di darti un paio di spinte.
    • Tieni davanti la mano preposta alla parata e sul fianco quella destinata a colpire.
  3. 3
    Ruota il corpo. Fai partire la rotazione dalle anche.
    • Anche la gamba posteriore deve dare forza alla rotazione.
    • Spostati velocemente, tenendo sempre il pugno a contatto col fianco e col palmo rivolto verso l’alto.
    • Non sollevarti verso l’alto; tieni la testa sempre alla stessa altezza.
  4. 4
    Ruota la mano e chiudi la tecnica. Gira il pugno in modo che il palmo rimanga rivolto verso il basso al momento di chiudere la tecnica.
    • Colpisci lungo la linea mediana del corpo dell’avversario. Il pugno opposto, sia destro che sinistro, dovrebbe sempre colpire al centro del corpo dell’avversario.
    • Chiudendo la tecnica, contrai i muscoli per dare al colpo la maggior potenza possibile.
    • Espira o fai il Kiai mentre chiudi la tecnica.
  5. 5
    Ritorna alla posizione iniziale o ripeti la tecnica.
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Consigli

  • Contrai i muscoli soltanto al momento dell’impatto.
  • Sferra il pugno a seconda delle situazioni. Se il bersaglio è voltato di spalle, mira alla nuca o ai reni.
  • Non contrarre il corpo prima dell’impatto o rallenterai il pugno.
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Avvertenze

  • Ascolta quel che dice il tuo maestro sulle norme da seguire per preservare l’incolumità tua e dei tuoi compagni.
  • Sii molto cauto quando miri al volto di un avversario. Un pugno allo stomaco, a meno che non sia sferrato a piena forza, è raramente pericoloso.


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