Come Smettere di Essere Passivo Aggressivo

Scritto in collaborazione con: Trudi Griffin, LPC, MS

Il termine "passivo-aggressivo" è stato usato la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale per descrivere l'atteggiamento dei soldati che andavano contro l'autorità in maniera tutt'altro che manifesta.[1] Il comportamento passivo-aggressivo cela un'opposizione indiretta verso l'autorità o alimenta un risentimento nascosto verso qualcuno. Chi ha questo atteggiamento di solito cerca di evitare i conflitti. Anche quando è sovversivo può passare inosservato perché le frustrazioni latenti vengono mascherate da una cortesia di superficie. Tuttavia, la rabbia tende ad affiorare man mano che gli eventi arrivano a un punto di non ritorno. Comprendendo e modificando questa condotta, è possibile fare progressi al fine di migliorare la propria carriera lavorativa e condurre una vita sociale più sana e felice.

Parte 1 di 4:
Individuare la Tendenza Passivo-Aggressiva

  1. 1
    Annota i tuoi comportamenti. Il diario è un mezzo utile per individuare, valutare e correggere il proprio comportamento. Può aiutarti a determinare i fattori che ti inducono ad agire in questo modo, stimolarti a considerare sinceramente le tue reazioni e capire come vorresti modificarle.
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    Informati sulle fasi che compongono in maniera ciclica il comportamento passivo-aggressivo. Esiste uno stile in cui si estrinseca il conflitto passivo-aggressivo nelle persone che hanno questa tendenza comportamentale.[2]
    • La prima fase è lo sviluppo di atteggiamenti passivo-aggressivi. Man mano che acquisiscono competenze e capacità sociali, gli individui sono portati a pensare che le manifestazioni di rabbia dirette siano pericolose e che, pertanto, vadano evitate.[3] Di conseguenza, risolvono il problema camuffando il risentimento con comportamenti passivo-aggressivi.[4]
    • La seconda fase è caratterizzata da una situazione stressante che scatena pensieri irrazionali basati su esperienze precedenti.[5]
      • Ad esempio, se un professore chiede di distribuire dei compiti a uno studente che in passato non è stato apprezzato in simili situazioni, quest'ultimo potrebbe proiettare la sua passata esperienza in circostanze successive analoghe. Invece di sentirsi onorato per il fatto che qualcuno gli abbia chiesto un aiuto, prova risentimento perché questa richiesta innesca una reazione pregressa.
    • La terza fase si verifica quando l'individuo passivo-aggressivo nega la propria rabbia, arrivando a proiettare sentimenti negativi su altre persone e alimentare risentimento nei loro confronti.[6]
    • La quarta fase consiste nella manifestazione del comportamento passivo-aggressivo. Include (ma non si limita a): negare la rabbia, isolarsi, tenere il broncio, essere scontroso, rimandare, svolgere male i propri compiti e meditare vendetta.[7]
    • La quinta fase è costituita dalle reazioni degli altri. In genere, le persone reagiscono negativamente di fronte al comportamento passivo-aggressivo e, spesso, è quanto spera l'aggressore.[8] Questa situazione consolida la sua condotta e il ciclo ricomincia.
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    Individua gli episodi in cui hai agito in maniera passivo-aggressiva. Se inizi a ricordare tutte le volte in cui hai manifestato questo tipo di comportamento, potresti avvilirti. Piuttosto, porta alla mente 3 o 4 episodi in cui ti sei accorto di averlo assunto.
    • Chiediti se sul lavoro ti sei mai comportato in modo passivo-aggressivo.[9] Esistono quattro comportamenti particolari che indicano abitudini passivo-aggressive sul posto di lavoro: compiacenza momentanea, inefficienza intenzionale, inasprimento del problema e vendetta nascosta ma consapevole.
    • Se stai cercando di ricostruire i tuoi comportamenti passivo-aggressivi, l'ambiente migliore da cui partire è quello lavorativo.
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    Rivedi e analizza quanto è accaduto. È importante identificare ed eliminare gli schemi mentali sbagliati, radicati fin dalle prime fasi della propria vita.[10] Per sbarazzarsene, bisogna innanzitutto riflettere sui momenti e sulle modalità in cui si manifestano tali schemi mentali. Guardati indietro e prova a ricordare vari particolari che caratterizzano il tuo comportamento. Ti conviene osservare le situazioni astraendoti, in modo da essere il più obiettivo possibile. Se l'emotività comincia a prendere il sopravvento, fai un respiro profondo e libera la mente prima di continuare. Non trascurare il tuo ruolo in quello che è successo. Il tuo scopo è quello di esaminare le circostanze e i motivi che mettono in luce i tuoi atteggiamenti passivo-aggressivi. Poniti le seguenti domande:
    • Chi erano le altre parti coinvolte? Quali erano i vostri rapporti (ad esempio: capo, collega, amico, genitore, coinquilino, insegnante)? Si trovavano in una posizione di superiorità rispetto a te o equivalente alla tua? Avevi un ruolo decisionale?
    • Dove è successo? Ad esempio, al lavoro, a casa, a scuola, a una festa, a un partita o in un'associazione?
    • Quando è successo? A volte, è importante il momento, come l'inizio dell'anno scolastico o durante le festività natalizie.
    • Come è nata la situazione? C'è stato un fattore scatenante particolare o si sono susseguiti vari eventi? Come si sono avvicendate le azioni e le reazioni?
    • Come si è concluso l'episodio? L'epilogo è stato quello che speravi accadesse a seguito del tuo comportamento negativo? Quali sono state le reazioni degli altri?
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    Esamina le tue reazioni passivo-aggressive durante questi episodi. Generalmente, questo tipo di comportamento[11] si manifesta sotto forma di contraddizioni intenzionali tra ciò che dici (passivo) e ciò che effettivamente fai (aggressivo). Ecco alcune manifestazioni tipiche del comportamento passivo-aggressivo:
    • Offrire apertamente sostegno, ma opporsi tacitamente, rimandare o pregiudicare l'adempimento di doveri sociali e lavorativi;
    • Accettare di fare qualcosa e non portarlo a termine o fingere di averlo dimenticato;
    • Non rivolgere più la parola a una determinata persona senza che ne conosca il motivo;
    • Compiacere le persone vis-à-vis, ma denigrarle alle spalle;
    • Non saper esprimere i propri sentimenti e desideri, ma pretendere che gli altri li capiscano;
    • Accompagnare commenti positivi con sarcasmo o linguaggio del corpo negativo;
    • Lamentarsi di essere fraintesi e poco apprezzati dagli altri;
    • Essere scontrosi e polemici senza offrire idee costruttive;
    • Incolpare gli altri di tutto evitando di assumersi le proprie responsabilità;
    • Criticare e disprezzare senza obiettività l'autorità con persone di pari grado;
    • Reagire in maniera nascosta e disonesta nei confronti di un'autorità sgradita;
    • Reprimere le emozioni per paura di litigi, insuccessi o delusioni;
    • Manifestare invidia e risentimento nei confronti di chi sembra più fortunato;
    • Lamentarsi in maniera continua ed eccessiva delle proprie sventure personali;
    • Alternare disprezzo e rimorso;
    • Aspettarsi risultati negativi prima ancora di mettersi al lavoro.
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    Individua i tuoi schemi comportamentali. Analizzando il modo in cui hai agito finora, hai notato reazioni reiterate da parte tua di fronte a determinate situazioni o persone? L'epilogo è stato pressoché uguale? Le altre persone hanno reagito sempre nello stesso modo al tuo comportamento? Ti sei sentito meglio o peggio alla fine? Pensa a come sfruttare al meglio questi schemi.
  7. 7
    Accetta le tue emozioni. Negare quello che senti veramente è il cuore del problema che produce tendenze passivo-aggressive. Non vuoi che gli altri sappiano che sei arrabbiato, ferito o pieno di risentimento, quindi ti comporti come se non lo fossi. L'emotività prende il sopravvento e perdi la lucidità perché non riesci a trovare la giusta valvola di sfogo per quello che provi. Pertanto, devi dare a te stesso l'opportunità di percepire e riconoscere le tue emozioni in modo da poterle gestire in maniera più sana.
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    Coltiva l'autoconsapevolezza. Devi essere onesto con te stesso per capire le ragioni che ti muovono a nutrire sentimenti negativi. Te la sei presa per un commento del tuo collega? Ti sei sentito obbligato a fare qualcosa che non volevi? Il tuo capo non ha riconosciuto il contributo che hai fornito all'ultimo progetto? Un amico ha preso un voto più alto del tuo quando pensavi che non lo meritasse? Vai a fondo e scopri che cosa vuoi veramente.
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Parte 2 di 4:
Moderare le Tendenze Passivo-Aggressive

  1. 1
    Riconosci i tuoi comportamenti passivo-aggressivi. Il primo passo per modificare questo atteggiamento è quello di acquisirne consapevolezza. Nota se tendi a isolarti dagli altri, mettere il broncio, eseguire male i tuoi compiti (di proposito), essere ostinato e rimandare.[12] La cronicità di questa tendenza indica che non si è sviluppata dall'oggi al domani, quindi occorrono tempo e determinazione per modificarla.
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    Ascolta e osserva. La comunicazione consiste tanto nell'ascolto e nella comprensione dei messaggi non scritti quanto nel parlare apertamente e direttamente. Considera ciò che il tuo interlocutore sta dicendo o non sta dicendo in risposta alle tue azioni. Potrebbe essere passivo-aggressivo quanto te. Guarda le cose da una prospettiva diversa. Stai reagendo in maniera eccessiva? Fai un passo indietro e analizza di nuovo la situazione.
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    Evita il sarcasmo. Il sarcasmo è il mezzo su cui ripiegano i soggetti passivo-aggressivi peggiorando le situazioni già critiche. Ecco le frasi più comuni da evitare:[13]
    • "Come vuoi tu";
    • "Va tutto bene";
    • "Perché sei così sconvolto?";
    • "Stavo solo scherzando".
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    Evita la compiacenza momentanea. Nell'ambiente di lavoro, un dipendente può assumere un atteggiamento passivo-aggressivo molto particolare, chiamato compiacenza momentanea, ovvero quando accetta un compito e poi lo porta termine in ritardo.[14] Potrebbe lavorare con più lentezza perché rimanda, arriva in ritardo alle riunioni o smarrisce documenti importanti. In genere, i dipendenti adottano questo tipo di atteggiamento quando non si sentono apprezzati sul lavoro, ma non sanno esprimere adeguatamente questa sensazione.[15]
    • Se ti accorgi di compiacere momentaneamente le persone, cerca di capire se lo fai perché non ti senti apprezzato.
    • Questo comportamento può verificarsi anche tra le mura domestiche. Ad esempio, prometti alla tua compagna che laverai i piatti e poi rimandi per infastidirla di proposito.
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    Ammetti la tua inefficienza intenzionale. Per inefficienza intenzionale si intende una persona che dà più importanza all'opportunità di essere ostile che non a mostrare la propria competenza.[16] Ad esempio, un dipendente continua a produrre nella stessa quantità, ma diminuendo sotto il profilo della qualità.[17] Qualora gli venisse fatto notare, assumerebbe un atteggiamento vittimistico. Questa condotta può essere dannosa sia per l'azienda sia per la sua reputazione.
    • Riconoscendo questo schema comportamentale, puoi cominciare a moderare gli atteggiamenti passivo-aggressivi sul lavoro e, di conseguenza, avanzare in ambito professionale.
    • A casa, questo atteggiamento potrebbe manifestarsi sotto varie forme: ad esempio, impieghi volontariamente molto tempo per lavare i piatti o lo fai senza attenzione in modo che il partner sia costretto a lavarli nuovamente prima di riporli.
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    Non far degenerare i problemi. È un comportamento passivo-aggressivo per cui ci si rifiuta di affrontare un problema, facendo in modo che cresca fino a incancrenirsi.[18]
    • Ad esempio, in ambito lavorativo tendi a rimandare e abusare di giorni di malattia o ferie.[19]
    • A casa potresti rifiutarti di lavare i piatti così tanto tempo da accumulare una pila gigantesca di stoviglie nel lavello e sul ripiano della cucina costringendo tutti a mangiare nei piatti di plastica perché mancano recipienti puliti. Probabilmente in questo scenario il partner è anche in collera con te.
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    Riconosci la vendetta nascosta, ma consapevole. Vuol dire che un soggetto cerca segretamente di sabotare chi lo ha ferito. Può avvenire sotto forma di pettegolezzi o altri gesti di boicottaggio nascosti.[20]
    • In ufficio, potresti diffondere voci su qualcuno da cui credi di aver subito un torto, compromettendo la tua professionalità e la sua reputazione.
    • A casa, potresti cercare di conquistare il favore dei tuoi figli e metterli contro l'altro genitore.
    • Evita l'autodenigrazione. È un'abitudine che danneggia se stessi nel tentativo di vendicarsi della persona che ha causato un torto.[21]
    • Ad esempio, uno studente che si fa bocciare a un esame per farla pagare a un insegnante o un atleta che perde intenzionalmente una partita per vendicarsi dell'allenatore.
    • Sul lavoro può verificarsi che un dipendente perda intenzionalmente un cliente o faccia fallire un progetto per vendicarsi dell'azienda, anche se il danno personale è altrettanto ingente.
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Parte 3 di 4:
Adottare Abitudini Mentali Più Sane

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    Concediti il tempo per cambiare. Cambiare un comportamento acquisito nel tempo richiede molto impegno e dedizione. Ricorda che non si tratta sempre di un processo lineare. Non temere di ripartire daccapo e valutare di nuovo il tuo comportamento. Allo stesso tempo, non essere troppo duro con te stesso se all'inizio non sei in grado. Più ti alleni e smussi la tua condotta passivo-aggressiva, maggiori saranno le probabilità di modificarla. Se ti accorgi di andare fuori strada tra un tentativo e l'altro, prenditi una pausa per riflettere su quanto sta accadendo. Chiediti:
    • Riesci a individuare i motivi per cui stai facendo dei passi indietro?
    • Hai bisogno di una pausa e adottare un approccio diverso per modificare un determinato atteggiamento?
    • C'è un sentimento o una reazione emotiva che non hai ancora riconosciuto o elaborato?
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    Impara a essere assertivo ed esprimerti in maniera sincera e rispettosa. Una volta considerato che cosa ti infastidisce, puoi iniziare a far sentire la tua voce e dire quello che pensi. Esercitati trovando le parole giuste senza farti trascinare dalla foga del momento. Ascoltati per capire l'impressione che potresti dare. Puoi essere forte e diretto senza ferire il tuo interlocutore. Assumiti la responsabilità di quello che dici e comunica quello che senti in modo positivo. All'inizio, aprendoti in questo modo, potresti sentirti più vulnerabile, ma acquisirai sicurezza col passare del tempo.
    • Ad esempio, potresti infastidirti se qualcuno al lavoro prende sempre l'ultima tazza di caffè senza mai prepararlo per gli altri. Invece di arrabbiarti in silenzio finché la situazione non degenera, esprimi quello che pensi dicendo: "Visto che stai prendendo l'ultima tazza di caffè, ti dispiacerebbe prepararne dell'altro in modo che anche tutti noi possiamo berlo durante la pausa? Grazie!".
    • A casa, potresti chiarire ciò che ti aspetti dal partner. Se deve lavare i piatti dopo cena e non lo fa, prova a dirgli: "So che sei stanco dopo una giornata di lavoro, ma eravamo d'accordo che, se io avessi cucinato, tu avresti lavato i piatti. Se preferisci il contrario, possiamo farlo, ma penso che dovremmo assegnarci equamente le faccende domestiche quotidiane".
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    Tieni conto che è normale litigare. Non è raro avere divergenze. Spesso non si tratta nemmeno di dissidi, ma solo di malintesi. In genere, non si rischia niente stemperando la rabbia e rendendo le discussioni più costruttive e positive. Quindi, puoi mostrare il tuo disaccordo in modo gradevole e giungere a un compromesso che garantisca risultati vantaggiosi per entrambe le parti. In questo modo, riesci a prendere il controllo della situazione invece di perderlo assumendo un atteggiamento passivo-aggressivo.
    • Al lavoro, potresti non essere d'accordo con qualcuno sul metodo da adottare nella gestione di un progetto. Magari preferisci riflettere e sviluppare un piano, mentre il collega vorrebbe passare direttamente all'azione e iniziare a immaginare il risultato finale senza prima considerare i vari passaggi. Invece di innervosirti o infastidirti, invitalo a parlare delle vostre divergenze relative all'approccio da usare. Forse non riuscirete a trovare un accordo, ma potete dividere il lavoro in modo da sfruttare entrambi i vostri punti di forza: pianificazione e inventiva.
    • A casa, parlando con il partner, potresti renderti conto di avergli assegnato un compito che detesta. Provate ad accordarvi scegliendo le faccende che ognuno di voi gradisce di più. Magari accetta di passare l'aspirapolvere, cucinare e portare fuori la spazzatura in cambio di smettere di lavare i piatti.
  4. 4
    Scegli il successo. Evita di inseguire risultati negativi, ma cambia prospettiva cercando di centrare il bersaglio. Ad alcune persone piace ammettere di aver sbagliato in modo da non alimentare le aspettative altrui, neanche le proprie. Se hai un comportamento passivo-aggressivo sul posto di lavoro perché ti senti poco apprezzato, prova a essere orgoglioso di quello che fai. Se puoi, opera dei cambiamenti per sentirti più gratificato.
  5. 5
    Vai fiero dei tuoi successi. Anche se compi progressi lenti ma positivi, tieni conto che stai ancora correggendo il tuo modo di agire. Rinunciando alle tipiche reazioni passivo-aggressive, stai demolendo i comportamenti difensivi messo in atto da anni. Quindi, è normale che tu ti senta un po' insicuro. Se sei in grado di comunicare chiaramente quello che pensi, sarai più incisivo e riuscirai a consolidare le tue relazioni.
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Parte 4 di 4:
Ricevere Aiuto Quando ne Hai Bisogno

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    Chiedi aiuto quando ne hai bisogno. Non avere paura di affidarti a un professionista della salute mentale. Spesso il comportamento passivo-aggressivo ha radici profonde ed è necessario più di uno sforzo per modificarlo. La psicoterapia può aiutarti a risolvere alcuni dei problemi più radicati che potrebbero manifestarsi.
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    Impara a conoscere il disturbo passivo-aggressivo di personalità. È ancora oggetto di dibattito se si tratta di un disturbo della personalità. Alcuni professionisti in materia insistono a considerarlo un vero e proprio disturbo, mentre altri sostengono il contrario. A prescindere dal suo riconoscimento ufficiale da parte della comunità scientifica, dovresti cercare una consulenza professionale se ritieni di non riuscire a controllare la tua aggressività passiva.[22][23]
  3. 3
    Fai attenzione al rischio di depressione o tendenza suicida. Secondo alcuni studi, chi soffre di disturbo passivo-aggressivo di personalità è più esposto al rischio di depressione e tendenza suicida.[24] Se hai questi problemi, non esitare a farti aiutare! Puoi rivolgerti allo psicologo dell'ASL o chiamare Telefono Amico al 199 284 284.
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Consigli

  • Se il comportamento passivo-aggressivo è talmente radicato da non poterlo gestire da solo, ti conviene consultare uno psicologo e seguire una terapia appropriata.
  • Solitamente, il comportamento passivo-aggressivo è alimentato anche da altri fattori, come il desiderio di essere perfetti o la paura del fallimento, del successo o di un rifiuto. È necessario analizzare questi aspetti per comprendere le motivazioni che si nascondono dietro gesti e parole.

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Riferimenti

  1. Hopwood, C.J., & Wright, A.G.C. (2012). A comparison of passive-aggressive and negativistic personality disorders. Journal of Personality Assessment, 94(3), pp. 296-303.
  2. Whitson, S. (2013). The passive aggressive conflict cycle. Reclaiming Children & Youth, 22(93), pp. 24-27.
  3. Whitson, S. (2013). The passive aggressive conflict cycle. Reclaiming Children & Youth, 22(93), pp. 24-27.
  4. Whitson, S. (2013). The passive aggressive conflict cycle. Reclaiming Children & Youth, 22(93), pp. 24-27
  5. Whitson, S. (2013). The passive aggressive conflict cycle. Reclaiming Children & Youth, 22(93), pp. 24-27
  6. Whitson, S. (2013). The passive aggressive conflict cycle. Reclaiming Children & Youth, 22(93), pp. 24-27
  7. Whitson, S. (2013). The passive aggressive conflict cycle. Reclaiming Children & Youth, 22(93), pp. 24-27
  8. Whitson, S. (2013). The passive aggressive conflict cycle. Reclaiming Children & Youth, 22(93), pp. 24-27
  9. Whitson, S. (June 2010). Checking passive aggression. HR Magazine
  1. Underwood, C. (2014). 8 keys to eliminating passive-aggressiveness. Psych Central. Retrieved from http://psychcentral.com/lib/8-keys-to-eliminating-passive-aggressiveness/00018858
  2. http://www.counselling-directory.org.uk/passive-aggressive.html
  3. Hopwood, C.J., & Wright, A.G.C. (2012). A comparison of passive-aggressive and negativistic personality disorders. Journal of Personality Assessment, 94(3), pp. 296-303.
  4. http://www.psychologytoday.com/blog/passive-aggressive-diaries/201011/10-common-passive-aggressive-phrases-avoid
  5. Whitson, S. (June 2010). Checking passive aggression. HR Magazine
  6. Whitson, S. (June 2010). Checking passive aggression. HR Magazine
  7. Whitson, S. (June 2010). Checking passive aggression. HR Magazine
  8. Whitson, S. (June 2010). Checking passive aggression. HR Magazine
  9. Whitson, S. (June 2010). Checking passive aggression. HR Magazine
  10. Whitson, S. (June 2010). Checking passive aggression. HR Magazine
  11. Whitson, S. (June 2010). Checking passive aggression. HR Magazine
  12. https://www.psychologytoday.com/blog/passive-aggressive-diaries/200912/the-five-levels-passive-aggressive-behavior
  13. Hopwood, C.J., et.al. (2009). The construct validity of passive-aggressive personality disorder. Psychiatry, 72(3), pp. 256-267.
  14. Bradley, R., Shedler, J., & Westen, D. (2006). Is the appendix a useful appendage? An empirical examination of depressive, passive-aggressive, (negativistic), sadistic, and self-defeating personality disorders. Journal of Personality Disorders, 20(5), p. 524-540
  15. Joiner, & Rudd, 2002

Informazioni su questo wikiHow

Counselor Professionale Registrata
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Trudi Griffin, LPC, MS. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011.
Categorie: Salute Mentale
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