Come Smettere di Fare Uso di Metadone

Il metadone è un oppiaceo sintetico, talvolta prescritto per il controllo del dolore cronico grazie alla sua azione antidolorifica, ma è utilizzato principalmente nel trattamento di dipendenza da oppiacei come l’eroina. Per la maggior parte dei tossicodipendenti la terapia cronica o di mantenimento con metadone è necessaria per prevenire la ricaduta.[1] Si potrebbe paragonare la dipendenza da metadone alla "dipendenza" da insulina dei diabetici. Tuttavia alcuni pazienti desiderano sospendere l’uso del metadone. In tal caso è necessario consultare il proprio medico, chiedere il supporto di uno psicoterapeuta o di un gruppo di sostegno, disintossicarsi gradualmente e assumere i farmaci seguendo scrupolosamente la prescrizione medica, al fine di ridurre i sintomi dell’astinenza.

Nota: qualsiasi terapia di disintossicazione dovrebbe essere effettuata sotto stretto controllo medico. Questo articolo offre alcuni consigli di carattere generale e non intende in alcun modo sostituirsi al consulto del medico.

Parte 1 di 3:
Decidere di Sospendere l’Assunzione del Metadone

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    Valuta il motivo per cui intendi sospendere il metadone. Se lo assumi come terapia di mantenimento per liberarti dalla dipendenza da un oppiaceo, sarebbe preferibile che continuassi a usarlo. La terapia di mantenimento con metadone non comporta effetti negativi sulle condizioni di salute e i pazienti che la seguono manifestano miglioramenti graduali ma costanti, senza compromissioni sulle funzionalità dell’organismo, mentre quelli che la sospendono manifestano dei peggioramenti e tendono a ricadere più facilmente nel consumo di oppiacei. [2]
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    Affronta il problema con il tuo medico. Avrai bisogno di un supporto medico e psicologico per sospendere il metadone. Il tuo medico potrebbe realizzare un piano terapeutico in base alle tue esigenze e prescriverti dei farmaci come la buprenorfina e la clonidina per alleviare i sintomi dell’astinenza.
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    Crea una rete solida di familiari e amici. Sospendere l’assunzione del metadone non è semplice. Potrebbero presentarsi i sintomi dell’astinenza e dovrai ridurre gradualmente la dose di metadone oppure assumere dei farmaci sostitutivi. Specialmente nel caso in cui la sospensione non avvenga in una struttura ospedaliera, è utile circondarsi di familiari e amici che riescano a responsabilizzarti e ti ricordino costantemente di mantenere salda la rotta.
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Parte 2 di 3:
Sospendere il Metadone

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    Non cercare di sospendere il metadone dalla sera alla mattina. I sintomi dell’astinenza da metadone sono talmente dolorosi che la sospensione brusca è semplicemente impossibile. Normalmente si manifestano entro 30 ore dall’ultima dose.[3][4]
    • Sintomi iniziali: agitazione, ansia, dolori muscolari, insonnia, naso che cola, sudorazione e sonnolenza.
    • Sintomi successivi: crampi addominali, diarrea, pupille dilatate, brividi, nausea e vomito.
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    Tieni presente che la sospensione richiede tempi lunghi. I sintomi dell’astinenza da metadone in genere si manifestano dopo 24-36 ore dall’ultima dose e raggiungono il picco tra le 96 e le 144 ore successive. Sebbene la disintossicazione di solito possa ritenersi conclusa dopo 5-7 giorni, i sintomi più lievi possono durare per parecchie settimane e la sindrome da astinenza – compreso il malessere generale, la stanchezza, l’insonnia e l’irritabilità – possono protrarsi anche per 8 mesi.[5]
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    Chiedi il ricovero presso una comunità di recupero per tossicodipendenti. I programmi di recupero richiedono meno tempo e sono fino a quattro volte più efficaci per disintossicarsi completamente.
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    Riduci gradualmente l’assunzione del metadone. Solitamente si utilizzano due metodi: scalare il dosaggio del metadone oppure sostituirlo con la buprenorfina, riducendone gradualmente le dosi fino alla completa sospensione. È stato dimostrato che il mantenimento a base di buprenorfina, accompagnato dalla psicoterapia e dalla frequentazione assidua dei gruppi di supporto, garantisce maggiori probabilità di successo.[6]
    • I programmi di disintossicazione rapida con il naltrexone per indurre l’astinenza possono limitare la durata dei sintomi a 2-3 giorni, ma la loro efficacia a lungo termine non è stata comprovata.[7]
    • La disintossicazione rapida da oppioidi in anestesia generale dovrebbe essere evitata. Non garantisce risultati a lungo termine e comporta un rischio elevato di morte dovuta all’edema polmonare (accumulo di liquidi nei polmoni).[8]
    • Il mantenimento con naltrexone è un’altra opzione. Questo farmaco blocca i recettori oppioidi, vale a dire che esercita la propria azione terapeutica inibendo l'azione euforizzante degli oppioidi. Tuttavia la percentuale di ricaduta è molto elevata.
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    Riduci gradualmente il dosaggio del metadone. Ci sono due metodi, il primo è relativamente veloce mentre l’altro, adottato di recente, è a lungo termine. In entrambi i casi spesso si prescrive la clonidina per alleviare i sintomi dell’astinenza.
    • Il metodo tradizionale di riduzione progressiva solitamente richiede dalle due alle sette settimane. I pazienti dapprima riducono la dose a 30 mg al giorno e successivamente raggiungono il dosaggio di 5 mg a settimana. [9]
    • Alcuni centri di recupero suggeriscono una riduzione più graduale della dose nell’arco di sei mesi o un anno. Il dosaggio è ridotto di 5 mg ogni 3-14 giorni e, dopo aver raggiunto i 20 mg, la riduzione diventa ancora più graduale.[10]
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    Assumi la terapia di mantenimento o di riduzione a base di buprenorfina-naloxone (Subuxone). Il mantenimento con buprenorfina si è dimostrato più efficace della semplice sospensione del metadone, mentre la riduzione della buprenorfina è efficace quanto la riduzione del metadone e aiuta a liberarsi più velocemente dei sintomi dell’astinenza.[11] I pazienti devono prima ridurre la dose del metadone a 40 mg al giorno per una settimana prima di sostituirlo con la buprenorfina. Se assunta 36 ore dopo l’ultima dose di metadone, la buprenorfina può essere utile per alleviare i sintomi dell’astinenza.[12]
    • La dose iniziale di buprenorfina è di 2-4 mg. Se è tollerata bene, viene somministrata una dose di 2-4 mg a distanza di un’ora e di 4 mg 6-8 ore dopo, per una dose giornaliera complessiva di 8-12 mg.
    • Il dosaggio di 12-16 mg è raggiunto il secondo o il terzo giorno e dovrebbe bloccare la maggior parte dei sintomi di astinenza da metadone, mentre gli altri sintomi saranno alleviati con la clonidina.
    • Dopo che i sintomi del paziente si saranno stabilizzati, la buprenorfina può essere assunta come farmaco di mantenimento oppure essere ridotta nell’arco di 2-3 settimane.
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Parte 3 di 3:
Parte 3:Stare Lontano dal Metadone

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    Segui un percorso di psicoterapia. Il tuo medico oppure i centri per la disintossicazione da stupefacenti potranno indirizzarti presso uno psicoterapeuta specializzato in terapia di recupero da oppioidi. Sia che si di basi su sedute individuali, di gruppo oppure familiari, la psicoterapia associata alla terapia di mantenimento con buprenorfina o alla disintossicazione si è dimostrata maggiormente efficace rispetto alla terapia di mantenimento o alla disintossicazione da sole.[13]
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    Frequenta un gruppo di supporto. I gruppi come i Narcotici Anonimi possono rivelarsi estremamente utili per il recupero dei tossicodipendenti. Una ricerca ha dimostrato che per i pazienti che seguono i programmi NA e AA la percentuale di astinenza dagli oppiacei è pari all’81%, mentre per quelli che non vi partecipano è del 26%.[14]
    • Evita di affrontare l'astinenza da metadone da solo. Ci sono migliaia di altri pazienti che cercano di guarire come te, che non solo possono offrirti consigli e sostegno, ma anche trarre ispirazione da te.
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    Assumi la clonidina o la lofexidina per ridurre i sintomi persistenti dell’astinenza da metadone.[15] Sebbene la clonidina non sia efficace quanto la buprenorfina durante la fase di disintossicazione, essa è utile per ridurre alcuni sintomi tipici dell’influenza come l’ansia, l’agitazione, i dolori muscolari, la sudorazione, il naso che cola e i crampi che possono durare fino a otto mesi. La lofexidina è un farmaco con effetti terapeutici simili, approvato recentemente nel Regno Unito, in grado di ridurre i sintomi senza produrre effetti collaterali di rilievo.[16]
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    Chiedi al tuo medico se puoi assumere lo zaleplon o lo zolpidem per combattere l’insonnia. Quest'ultima è un sintomo comune dell’astinenza da metadone. Lo zaleplon e lo zolpidem hanno gli stessi effetti terapeutici delle benzodiazepine, come il clonazepam, ma non danno gli stessi effetti collaterali.[17] Il trazodone è un antidepressivo che regola i livelli di serotonina, favorendo il sonno.[18]
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    Cura gli altri sintomi persistenti causati dall’astinenza. I crampi muscolari, la diarrea, la nausea e i sintomi tipici dell’influenza sono più frequenti durante la fase di disintossicazione, ma possono durare per settimane. I dolori e la diarrea possono essere curati con farmaci da banco come l’ibuprofene e il subsalicilato di bismuto (Pepto-Bismol). Il tuo medico potrebbe prescriverti la proclorperazina o l’ondanestron per combattere la nausea.[19]
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Categorie: Dipendenza
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