La terapia endovenosa (detta anche fleboclisi o EV) è considerata una delle tecniche più efficaci per somministrare fluidi al paziente, che si tratti di sangue, soluzione fisiologica o farmaci. L’inserimento di un accesso endovenoso è una procedura che chiunque lavori in campo medico dovrebbe padroneggiare. Continua a leggere per saperne di più.

Metodo 1 di 4:
Procurarsi il Necessario

  1. 1
    Assicurati di avere un trespolo per le EV. Si tratta di un palo con diversi ganci alla sommità dove si può appendere la sacca/fiala contenente il liquido da somministrare. Nel caso non trovassi un trespolo e ci fosse un caso di emergenza, fai in modo di appendere la sacca a un gancio a un livello superiore della testa del paziente.
    • Per capire quanto in alto deve trovarsi la sacca/fiala, ricorda che l’accesso intravenoso va inserito in un paziente sdraiato o seduto.
  2. 2
    Lavati le mani. In teoria dovresti seguire la regola dei tre minuti: apri il rubinetto e poi ricopri le mani di sapone e acqua. Comincia strofinando fra loro i palmi e poi passa ai dorsi. Ricordati di lavare la zona fra le dita. Infine pulisci ciascun dito e i polsi. Risciacqua con cura e tampona le mani per asciugarle.
    • Se non è disponibile una fonte di acqua, strofina le mani con un igienizzante.
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    Controlla due volte di avere la sacca corretta. È fondamentale controllare la prescrizione del medico per essere certo del farmaco/fluido che stai per somministrare. Dare al paziente la terapia endovenosa sbagliata potrebbe generare una situazione di pericolo anche mortale. Assicurati che ci sia un collega che controlli con te la prescrizione.
    • Dovresti anche verificare che la persona a cui stai per somministrare i farmaci sia quella giusta, che il giorno e l’ora siano quelli richiesti dal medico e che il volume della sacca sia corretto.
    • Se hai dei dubbi su qualunque cosa, è importante che te ne accerti parlandone con il medico prescrittore, per assicurarti di aver capito al 100% le istruzioni.
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    Valuta che tipo di kit per EV devi usare. Si tratta in pratica del tubo e del deflussore che regolano la quantità di fluido che entra nelle vene del paziente. Un kit grande viene utilizzato per somministrare 20 gocce al minuto o circa 100 ml per ora. Si usa di solito per gli adulti.
    • Un kit piccolo rilascia 60 gocce al minuto e si usa per i neonati, bambini e ragazzi giovani.
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    Procurati l’ago con il calibro corretto. Ricorda che più è alto il numero ‘gauge’ e più è piccolo l’ago.
    • Un ago 14-gauge è il più grande e si usa per controllare i sintomi di shock e trauma.
    • Gli aghi 18-gauge e 20-gauge si usano per gli adulti.
    • Per i pazienti pediatrici si ricorre ad aghi 22-gauge.
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    Prepara gli oggetti più piccoli che ti serviranno. Questi sono un laccio emostatico (per aiutarti a individuare la vena), del nastro adesivo medicale (per tenere fermo l’ago-cannula una volta inserito) e delle etichette (per tenere traccia dei tempi di somministrazione, del tipo di fluido e della persona che ha inserito l’accesso venoso).
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    Metti tutto il necessario su un vassoio. Quando arriva il momento di somministrare l’EV al paziente, è importante che tutti gli strumenti siano a portata di mano, affinché la procedura sia rapida e semplice. Metti la sacca del fluido, l’ago-cannula, il kit e dei batuffoli di cotone su un vassoio.
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Metodo 2 di 4:
Preparare l’Endovenosa

  1. 1
    Prepara la sacca dei fluidi. Verifica dove si trova l’apertura (solitamente è il tappo della bottiglia, se si tratta di una sacca avrà comunque una chiusura analoga). Questo è il punto in cui il deflussore viene inserito. Strofinalo con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool per igienizzare l’apertura e la sacca.
    • Se dovessi avere dei dubbi su come assemblare la sacca, dovrebbero esserci delle istruzioni riportate sull’etichetta.
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    Inserisci il deflussore nella sacca e poi appendila al trespolo. Premi la camera di gocciolamento (la parte del kit dove si raccoglie il fluido che viene somministrato al paziente). Questa consente al personale medico di regolare la terapia e assicurarsi che il paziente stia ricevendo il farmaco giusto.
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    Elimina ogni bolla d’aria che è presente nella linea endovenosa. La camera di gocciolamento deve essere piena per metà, lascia che il fluido vi entri finché non riempie tutto il tubo della fleboclisi (in questo modo tutta l’aria viene espulsa). Chiudi la linea di somministrazione con l’apposito morsetto.
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    Assicurati che il tubo non tocchi il pavimento, dato che quest’ultimo non è sterile ed è pieno di batteri. La fleboclisi, all'opposto, è sterile (non ci sono batteri su di essa), e se il tubo tocca il pavimento, il fluido viene contaminato e potrebbe a sua volta infettare il paziente.
    • Se la fleboclisi tocca il pavimento, dovrai prepararne un’altra dato che la prima è contaminata e potenzialmente pericolosa. Tieni il tubo vicino a te in modo che non arrivi di nuovo al suolo.
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Metodo 3 di 4:
Somministrare la Terapia al Paziente

  1. 1
    Avvicinati al paziente. Sii gentile e presentati. Informalo che sei la persona che gli somministrerà la flebo. È meglio essere onesti e spiegare le cose come stanno: l’ago farà male. Cerca di descrivere cosa farai così sarà preparato. Puoi dirgli che in base alla soglia individuale del dolore, potrebbe percepire una specie di puntura o un morso.
    • Ricordagli che tutta la procedura di inserimento dell’accesso venoso non durerà più di 5 minuti.
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    Metti i guanti e avvicinati al paziente. Se lo desideri puoi lavarti le mani ancora una volta prima di mettere i guanti. Chiedi al paziente di sedersi oppure di sdraiarsi, come preferisce.
    • Far sdraiare o sedere il paziente lo calma e riduce la quantità di dolore che sentirà.
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    Cerca il posto migliore dove inserire l’ago-cannula. La cannula è un tubicino flessibile che viene inserito in vena insieme all’ago, ma rimarrà all’interno del corpo del paziente mentre l’ago verrà estratto. Sarebbe opportuno cercare la vena sul braccio non dominante del paziente. Devi trovare una vena lunga e scura che puoi vedere facilmente.
    • Comincia dalle vene che si trovano all’interno del gomito.
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    Annoda il laccio emostatico appena sopra il punto di accesso. Fai un nodo che possa essere allentato facilmente e in fretta. Quando chiudi il laccio la vena si rigonfia, diventa più visibile ed è più semplice inserire l’ago.
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    Pulisci la zona in cui inserirai la cannula. Usa un batuffolo di cotone imbevuto di alcool per pulire la pelle del paziente. Esegui dei movimenti circolari così elimini la quantità maggiore di microrganismi. Aspetta che la pelle si asciughi.
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    Inserisci l’ago-cannula. Deve formare un angolo di 30°-45° con il braccio e la vena del paziente. Afferra la cannula come se fosse una siringa così non trapasserai, accidentalmente, da parte a parte la vena. Quando senti un “pop” e del sangue scuro appare all’interno della cannula, allora diminuisci l’angolo di inserimento in modo che l’ago sia parallelo al braccio.
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    Spingi la cannula in avanti e rimuovi l’ago. Quando hai fatto, slega il laccio emostatico e pulisci il punto di acceso della cannula con un batuffolo d’alcool o una soluzione ipoallergenica.
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    Collega il tubo alla valvola della cannula. Dovresti farlo lentamente, inserendo il tubo della cannula finché è ben fissato. Assicurati che sia tutto perfettamente saldo. Apri lentamente la linea di somministrazione in modo che i fluidi passino attraverso il tubo e poi nel braccio del paziente. Puoi anche mettere del nastro adesivo medicale per fissare il tubo al braccio
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    Regola la velocità di somministrazione. Segui le indicazioni del medico. La maggior parte dei kit per fleboclisi ha un morsetto girevole che ti permette di contare le gocce per minuto. Altri tipi di kit hanno invece una valvola graduata che devi girare per impostare la velocità, quindi non c’è bisogno che tu conti le gocce.
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    Controlla il paziente per essere certo che non si manifestino reazioni avverse. Controlla il battito cardiaco, la respirazione, la pressione sanguigna e la temperatura. Fai rapporto al medico per ogni sintomo o segno anomalo, fra questi: battito cardiaco elevato, frequenza respiratoria aumentata, pressione e temperatura alta.
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Metodo 4 di 4:
Cambiare la Sacca dei Fluidi

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    Lavati le mani prima di cambiare la sacca. Dovresti farlo quando la precedente è quasi completamente vuota. Lava le mani con acqua calda e sapone per evitare di contaminare il paziente per via EV con microrganismi.
  2. 2
    Ferma il flusso dei liquidi nella fleboclisi. Usa il morsetto girevole per chiudere la linea venosa girandolo verso il basso. Quando credi che sia ben fissato e la soluzione smette di gocciolare, allora sei certo di avere eseguito correttamente questa operazione. Avvolgi il tubo vicino alla sacca come se fosse un tubo da giardino. In questo modo eviti la formazione di bolle d’aria.
  3. 3
    Stacca il tubo. Ora dovresti staccare l’estremità del tubo che si collega all’apertura della sacca. Tieni la sacca vuota con la mano non dominante e con delicatezza tira il tubo.
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    Collega una nuova sacca di fluido. Apri e fissa la nuova sacca al tubo che avevi avvolto spingendone delicatamente all’interno l’estremità dura e appuntita. Assicurati che questa punta non tocchi nient’altro, dato che è sterile. Se dovesse succedere, dovrai sostituire l’intero kit di tubi.
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    Appendi la sacca. Avvicina il trespolo e appendi la sacca usando il gancio in plastica di cui spesso è dotata. Apri il morsetto girevole verso l’alto proprio come hai fatto quando hai somministrato la prima sacca di fluido.
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Consigli

  • Tieni sempre a portata di mano un altro paio di guanti sterili nel caso toccassi per errore qualcosa di contaminato e dovessi cambiarli.

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Avvertenze

  • Se hai dei dubbi su qualunque dettaglio della terapia da somministrare o delle procedure da seguire, chiedi aiuto. Un errore può rivelarsi fatale.
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