Come Somministrare un Medicinale a un Bambino che Oppone Resistenza

Se tuo figlio deve prendere medicinali tutti i giorni, può essere un'autentica sfida convincerlo ad assumerli. Ecco qualche trucchetto per facilitarti il compito.

Passaggi

  1. 1
    Personalizza l'approccio in base all'età di tuo figlio. Il modo in cui cercherai di convincere un bambino di sette anni sarà molto diverso da quello usato per un bimbo di due o tre anni. A meno che tuo figlio non si comporti in maniera particolarmente immatura rispetto alla sua effettiva età. Spiegagli che è importante prendere i farmaci prescritti. Ricompensalo se si comporta bene. Non è fuori questione provare a “corromperlo” ogni tanto.
  2. 2
    Smetti di usare medicinali liquidi ad assunzione orale o masticabili! Hanno un pessimo sapore e contengono decisamente troppa saccarina e cocciniglia, insomma, a chi piacciono? Insegnagli a ingoiare le pillole. Puoi, e dovresti, iniziare a farlo dai quattro anni in su (leggi la sezione dei “Consigli”).
  3. 3
    Se proprio devi somministrargli medicinali liquidi, almeno opta per quelli aromatizzati. Puoi reperirli in farmacia e, se ti permettono di risparmiarti capricci e stress vari, vale effettivamente la pena provarli. I gusti sono vari, per esempio puoi trovare quelli alla ciliegia o alla fragola. Ricorda che ogni ragazzino è diverso. Per uno potrebbe essere necessario aggiungere un po' d'acqua al medicinale liquido, a un altro dovresti dare dell'acqua o un succo di frutta senza zucchero subito dopo l'assunzione del farmaco.
  4. 4
    Una volta assunto il medicinale, dagli della cioccolata che possa sciogliersi facilmente in bocca. Se il bambino ha più di un anno, puoi dargli un pezzetto di cioccolata dopo aver preso un farmaco dal pessimo sapore. Preparalo in anticipo, in modo che non dovrà aspettare. Puoi utilizzare anche dello sciroppo al cioccolato, che è abbastanza denso da creare una sorta di rivestimento nella bocca, nascondendo l'amarezza di certi medicinali. Considera i suoi gusti.
  5. 5
    Cerca di capire perché il bambino non vuole prendere il farmaco (se ha più di cinque anni). Il bimbo potrebbe avere una ragione legittima, ma forse non è in grado di esprimerla adeguatamente. I bambini potrebbero sperimentare determinate reazioni agli ingredienti senza sapere perché; per esempio, può succedere con il glutammato monosodico e i nitrati contenuti in certi cibi. Anche i farmaci potrebbero sortire effetti collaterali, capaci di far sentire male tuo figlio. Leggi la sezione dei “Consigli” per saperne di più.
  6. 6
    Questo metodo sarà la tua ultima spiaggia (utilizza questa tecnica solo se non prendere il medicinale potrebbe scatenare effetti immediatamente dannosi):
    • Stendi il bambino a terra (questa azione potrebbe richiedere l'intervento di due persone se il bimbo si agita). Tieni la sua testa tra le tue ginocchia; le sue gambe dovrebbero essere allungate sul pavimento.
    • Usa le tue ginocchia per tenere ferma la testa del bambino. Presta attenzione; non devi stringerla, solo mantenerla ferma. In questo modo, avrai entrambe le mani libere per somministrare il farmaco.
    • Chiudi il naso del bambino con una mano e somministragli il medicinale con l'altra. Non mollare la presa finché non lo avrà ingerito. Quando tappi il naso, devi subito aprire la sua bocca affinché possa respirare. Con il naso chiuso, dovrà ingoiare, o potrebbe soffocare. Comunque, ripetiamo che questa dovrebbe essere l'ultima spiaggia, una misura temporanea finché non potrai affidarti a una soluzione migliore.
    • Non elogiare il bambino dopo aver usato questa tecnica. Va infatti utilizzata per le situazioni disperate. Dargli il merito non farà che incoraggiare la ripetizione dello stesso episodio.

Consigli

  • Inizia a farlo abituare quando non è malato. Comincia una volta che avrà compiuto quattro anni. Fisiologicamente, la mandibola sta cambiando la propria forma, facilitando l'ingestione dei cibi tipicamente consumati dagli adulti. Psicologicamente, vuole provare le cose “da grandi”, non essere trattato come un bambino.
    • Trasformalo in un gioco, lavorandoci su un po' alla volta. Inizia mostrandogli una moneta; spiegagli che la sua gola è più o meno di queste dimensioni, e anche la tua lo era quando avevi la sua stessa età. Cerca di trovare oggetti più piccoli della moneta, più o meno delle stesse dimensioni di una pillola. In questo modo, rafforzerai le immagini impresse nella sua mente. Mai dirgli che una pillola è troppo grande da ingerire per lui. Potrebbe essere più difficile per la forma o la consistenza, ma non per la misura. A meno che non sia più grande di una moneta, non avrà problemi a inghiottirla.
    • La prossima volta che andate a fare la spesa, chiedigli se preferisce gli M&M's al cioccolato o alle arachidi. Lascia che scelga e inserisci la confezione in una busta separata, che porterà lui stesso a casa. Versali in una ciotola che sarà tutta sua. Aiutalo a selezionare tutti gli M&M's verdi e a conservarli in un altro contenitore. Metti via la prima ciotola usata. Spiegagli che sta imparando ad assumere medicinali “da grandi”, e che non dovrà più prendere i farmaci per bambini. Usa gli M&M's verdi per fare pratica. Chiedigli di ingoiarne un paio al giorno. Quando saranno finiti, potrà essere premiato con quelli inseriti nella prima ciotola.
    • Fai pratica per diversi giorni, in modo che si abitui. Dimostragli come appoggiare la pillola sul retro della lingua, bere un sorso d'acqua e inghiottire. Non avere fretta: dovrà imparare a usare la lingua in maniera diversa. Quando un bambino viene allattato o beve da un biberon, spinge la lingua verso il tetto della bocca, questo per far uscire il latte e ingerirlo. Una volta che deve prendere un medicinale, si ritroverà con una pillola che si appiccica, che si scioglie e che ha un sapore orribile. Deve imparare a tenere la lingua in giù quando deglutisce. Mai insistere né rimproverarlo. Elogialo per il tentativo e rassicuralo dicendogli che, esercitandosi, ci riuscirà. Mantieni la promessa di dargli il resto degli M&M's: se li è guadagnati.
  • Ricorda di somministrare la dose giusta del medicinale all'ora in cui dovresti. Utilizza solo i farmaci adatti alla situazione di tuo figlio.
  • Se il foglietto illustrativo del farmaco ti sconvolge, potresti non voler assumere mai più niente. Tuttavia, ricorda che anche i rimedi omeopatici possono avere effetti collaterali. A ogni modo, il bugiardino va letto. Se afferma che esiste la probabilità del 2% che si manifesti un certo effetto collaterale, non sottovalutarla, ma non devi nemmeno spaventarti. A volte i pazienti sono allergici o sensibili a un ingrediente inattivo di un medicinale, come un conservante o un colorante. Se tuo figlio soffre di ADHD ed è sensibile al rosso cocciniglia, allora quello contenuto nell'amoxicillina potrebbe dargli fastidio.
  • Prima di somministragli il farmaco, chiedigli di aiutarti a contare le pillole o ad attaccare adesivi sulla confezione per farlo distrarre.
  • Insegnare a tuo figlio a prendere le pillole da solo ti semplificherà la vita: niente più misurini, sciroppi da mettere nel frigorifero o litigi e riversamenti causati dal pessimo sapore del medicinale.
  • Se hai dei dubbi in merito a un farmaco, rivolgiti al farmacista e al medico.
  • Se tuo figlio è ormai grandicello ma si rifiuta di prendere un farmaco e tu sospetti che ciò sia causato da ragioni che vanno oltre il pessimo sapore, informati. Innanzitutto, leggi il foglietto illustrativo. Fai una ricerca sugli ingredienti su internet o recandoti in biblioteca e consultando dei libri. In seguito, parlane con il farmacista e con il medico del bambino. In questo modo, sarai al corrente degli effetti collaterali e delle interazioni che certi medicinali hanno con altri farmaci, cibi, ecc. Inoltre, otterrai informazioni che non avresti mai cercato. Leggi tutto con cautela. Se non comprendi alcune parole, chiedi delucidazioni a un professionista.
  • Alcuni pediatri oppongono resistenza quando viene richiesto loro di prescrivere pillole o capsule. La maggior parte di questi medici sembra programmata a prescrivere le versioni liquide dei farmaci. Una buona parte delle dosi può essere convertita o è già equivalente. Per esempio, se tuo figlio prende una dose di amoxicillina sotto forma di sciroppo pari a 250 mg, le capsule stesse del farmaco contengono la medesima concentrazione. Dunque, il risultato sarà lo stesso, senza differenze terapeutiche. Per evitare incomprensioni in farmacia, chiedi al pediatra di indicare che si tratta di pillole o di capsule sulla ricetta, in modo che possano darti la versione giusta del medicinale. Impara a leggere le prescrizioni mediche. Se il pediatra sostiene che non importa specificare il tipo di farmaco che ti verrà dato in farmacia, insisti affinché lo indichi nel dettaglio. Il farmacista può anche annotare le tue preferenze in merito alla versione del farmaco che ti venderà.
  • Tutti i medicinali hanno effetti collaterali, alcuni positivi, altri negativi. È questo il punto. Riprendendo l'esempio dell'amoxicillina, questo farmaco ha un effetto collaterale buono (e desiderato); ovvero, fa crescere in maniera fin troppo veloce (azione batteriostatica) l'infezione, indebolendola e permettendo allo stesso sistema immunitario del corpo di sconfiggere il virus. Non è il farmaco stesso a ucciderlo. Alcuni degli effetti collaterali negativi (indesiderati) potrebbero essere i seguenti: nausea, diarrea, orticaria, candida, fiato corto, ingrossamento della gola e anafilassi. Non succedono a tutti, sono solo possibili.
  • Se noti un possibile effetto collaterale o un'interazione, contatta il farmacista e discutine con lui. È un esperto in materia. Ha conoscenze ed esperienza, dunque può aiutarti a determinare se la tua osservazione ha senso, per offrirti alternative. Prendi appunti, in modo da comunicare chiaramente con il medico e usare il suo stesso linguaggio.
  • Rivolgiti al medico solo dopo aver parlato con il farmacista. Insisti per ricevere risposte, ma sii paziente: è impossibile che un medico tenga a mente tutte le informazioni sugli effetti collaterali e sulle interazioni. Potrebbe essere necessario che faccia qualche ricerca per esaminare una piccola reazione scatenata dal farmaco. Non farti scoraggiare se ignora quello che dici. Potrebbe pensare che tu stia dubitando delle sue capacità diagnostiche e prescrittive. I medici vengono formati affinché siano sicuri delle proprie decisioni, ma, come tutti, possono commettere errori. Se non sei soddisfatto, potresti cambiarlo, o, almeno, chiedere una seconda opinione.

Avvertenze

  • Mai rompere, frantumare o far dissolvere una capsula o una pillola senza prima aver chiesto consiglio al farmacista. Sempre più medicinali agiscono gradualmente. L'azione può diventare instabile se la struttura del farmaco viene modificata.
    • Il risultato potrebbe essere pericoloso, perché il farmaco potrebbe agire troppo velocemente e in maniera sballata o potrebbe non entrare affatto nel sistema.

Informazioni sull'Articolo

Categorie: Genitori | Salute dell'Infanzia

In altre lingue:

English: Administer Medicine to a Resistant Child, Español: administrar medicina a un niño que se resiste, Русский: давать лекарства ребенку, который не хочет их принимать, Português: Administrar a Medicação de uma Criança Teimosa, Français: donner un médicament à un enfant qui résiste, Nederlands: Medicijnen toedienen aan een tegenstribbelend kind, Bahasa Indonesia: Memberikan Obat ke Anak yang Menolaknya, 한국어: 저항하는 아이에게 약 먹이는 방법, ไทย: ให้ยาแก่เด็กที่กินยายาก, العربية: إعطاء الدواء لطفل مقاوم, Deutsch: Einem widerwilligen Kind Medizin verabreichen

Questa pagina è stata letta 4 553 volte.

Hai trovato utile questo articolo?