Si stima che, ogni anno, oltre 500 persone siano uccise da elefanti, in cattività o nel loro ambiente naturale.[1] Se, per qualsiasi motivo, ti dovessi trovare di fronte un elefante infuriato, la tua vita sarebbe in pericolo. Sebbene l’efficacia delle seguenti contromisure non sia totale, sapere cosa fare in caso di elefante alla carica è una buona precauzione quando si sta per viaggiare in un paese abitato da elefanti o si deve lavorare con questi animali. L’obbiettivo è sopravvivere!

Metodo 1 di 3:
Stabilire se la carica è reale o è solo una minaccia

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    Cerca di capire se l’elefante ha davvero intenzione di attaccarti. Si ritiene che molte cariche siano “a salve”; in pratica, l’elefante fa finta di caricare, per stabilire se costituisci o no un pericolo. Riconoscere un elefante guardingo da uno arrabbiato sul serio può salvarti la pellaccia.
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    Osserva le orecchie dell’elefante.
    • Se l’elefante tiene le orecchie rilassate, probabilmente sta fingendo una carica. Stessa cosa se le orecchie sono allargate a ventaglio.[2]

    • Se invece le orecchie sono appiattite verso il corpo, ci sono buone possibilità che stia caricando sul serio.[2] In questo caso, presta attenzione alla proboscide: se la minaccia è reale, essa sarà curvata verso l’interno.[3]

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    Ascolta gli avvertimenti. In caso di attacco, l’elefante barrirà prima di aggredire.[4]
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    Verifica la presenza di manovre diversive. Esistono altri indicatori per appurare le reali intenzioni di un elefante. In particolare, controlla se l’animale manifesta tic alla proboscide o muove una zampa dondolandola avanti e indietro.[3] Il biologo responsabile della scoperta, il dottor George Schallar, associò queste “manovre diversive” a una manifestazione di paura; è dunque improbabile che in questo caso l’elefante abbia davvero intenzione di tradurre la minaccia in azione.
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Metodo 2 di 3:
Allontanamento

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    Rimani sempre sottovento rispetto all’elefante. Gli renderai difficile fiutarti e localizzare la tua posizione (gli elefanti hanno un olfatto molto sviluppato). Se riuscirai a nasconderti stando sottovento, potrai allontanarti evitando altri spiacevoli incontri.[3] Stessa cosa vale se decidi di darti alla fuga di corsa: senza il tuo odore da seguire, non riuscirà a starti alle calcagna.
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    Se ti sembra che l’elefante stia fingendo una carica, puoi decidere di rimanere completamente immobile.[2] L’unico problema è riuscire a starsene ben fermi sul posto mentre un elefante minaccia di piombarti addosso; ma se dovessi farcela, dimostreresti all’animale che non sei un pericolo e di conseguenza smetterebbe di darti la caccia. Tuttavia, valuta le tue possibilità di successo in base all’aggressività e alle dimensioni dell’elefante con cui hai a che fare.
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    Fai un sacco di rumore. Potresti riuscire a scacciare l’elefante producendo molto rumore se c’è abbastanza spazio tra voi due. Questo espediente è considerato adatto soprattutto quando ci si trova all’interno di un veicolo.[2] D’altro canto, se sei a piedi e un elefante ti minaccia da breve distanza, i più pensano che starsene tranquilli sia un’opzione migliore.[1] [5] Secondo l’opinione del biologo Michael Fahey, urlare e strillare sono scappatoie molto efficaci.[4] Meglio comunque ricorrere a questa soluzione solo nel caso tu sia sicuro che la minaccia di carica non sia reale.[3]
    • Puoi anche scuotere alberi, borse, fare rumore con qualsiasi oggetto ti capiti per le mani.
    • Urla ripetutamente “No” con tutto il fiato che hai in corpo se non ti viene in mente altro.
    • Tieni conto che Michael Fahey scaccia via un elefante relativamente piccolo. Non so quanto ti convenga urlare addosso a un elefante maschio in calore, periodo in cui gli elefanti diventano parecchio aggressivi e sono più propensi ad attaccare con l’intento di distruggere.[6]
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    Non voltare la schiena a un elefante. Non girarti e non correre![4] Correre incoraggia l’elefante a darti la caccia (nel caso dovessi perdere la calma e correre via, segui i punti che descriverò più avanti). Il biologo Michael Fahey afferma che “le probabilità di venire uccisi sono più basse se si rimane fermi di quando ci si mette a correre”.[4]
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    Cerca di mantenere sempre qualcosa tra te e l’elefante all’attacco. Guardati attorno alla ricerca di un rifugio dietro cui accucciarti o di qualcosa che faccia da scudo. Per esempio, un veicolo, una costruzione, un mucchio di detriti, un albero, ecc. In alcuni casi, rifugiarsi all’interno di un albero, quando possibile, può essere un buon riparo. Questa via di fuga è tipica dei cacciatori del Gabon, soliti infilarsi in caso di pericolo tra le radici emerse degli alberi di palude che, a quanto pare, offrono adeguata protezione dalla rabbia di un elefante.[2]
    • Una volta al riparo nel nascondiglio che sei stato così fortunato a trovare, ricorda di stare immobile ed essere silenziosissimo: gli elefanti hanno un udito sopraffino.[3]
    • Se hai a disposizione un veicolo e hai possibilità di manovra, avvialo a vattene. Tieni presente, però, che se l’elefante è già vicino alla vettura potrebbe decidere di attaccarla. Alcuni elefanti sono abbastanza forti da ribaltare un auto e schiacciarla.
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    Se proprio devi metterti a correre, percorri una traiettoria a zig zag così da confondere l’elefante. Un elefante alla carica può correre più veloce di una persona, ma spostandoti in modo imprevedibile otterrai l’effetto di disorientarlo. Data la stazza, per un elefante non è facile cambiare direzione con la stessa agilità di un uomo. E, ovviamente, a questo punto corri più veloce che puoi – la tua vita dipende da questo.
    • Il tuo principale intento è mettere la maggior distanza possibile tra te e l’elefante. Un elefante spaventato, turbato o arrabbiato – tanto per darti dei valori di riferimento – può correre fino a una velocità di 35-40 km/h, mentre l’uomo più veloce del mondo ha toccato i 37 km/h – e si trattava di uno sprint sulla breve distanza.[3]
    • Un fatto triste ma vero – l’elefante si metterà alle calcagna del corridore più lento. Ciò potrebbe essere la tua assicurazione sulla vita se ti trovi in gruppo. Tuttavia, nessuno vorrebbe vedere la propria vita risparmiata a scapito di quella di un altro; quindi sarebbe opportuno dare precise indicazioni anche agli altri del gruppo perché tutti riusciate a mettervi in salvo.
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    Arrampicati. Ecco una cosa che gli elefanti non possono fare ma tu sì. Supponendo che tu riesca a trovare un albero abbastanza robusto e alto a sufficienza, potrebbe consentirti di stare alla larga dall’elefante imbestialito.[5]
    • Non è da escludere che l’elefante cerchi di abbattere l’albero su cui sei salito. Assicurati dunque di sceglierne uno con un tronco in grado di sostenere l’urto!
    • Attenzione! Non sarebbe saggio da parte tua cercare di fuggire tuffandoti in acqua. A parte il fatto che in acqua potresti incontrare altri animali poco amichevoli, c’è da tenere conto poi che gli elefanti sono degli insospettabili ottimi nuotatori. Il tuo inseguitore, dunque, non solo non sarebbe minimamente scoraggiato, ma potrebbe continuare a darti la caccia.
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    Salta in un fosso. In molti casi, persone inseguite da elefanti hanno trovato la salvezza lanciandosi prontamente in un fosso o in un canale e rimanendo fuori dal loro campo visivo.[3] Se però la buca o il canale non fosse largo o profondo abbastanza, l’elefante potrebbe trovare il modo di recuperarti.
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Metodo 3 di 3:
Tenere a bada un elefante a breve distanza

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    Distrai la sua attenzione. Se, nonostante la tua velocità nella corsa, l’elefante si fa sempre più vicino, prova a lanciare una maglietta, un cappello, una borsa o un ramo lontano da te. Potrebbe essere un diversivo sufficiente per spingere l’elefante ad attaccare la tua esca e abbandonare l’inseguimento.[2] Se l’elefante cade nel tranello, non stare a guardare ma dattela a gambe!
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    Ritenta col rumore. Come descritto in precedenza, fare chiasso potrebbe essere la tua ultima risorsa, quindi mettiti saldo e ruggisci come un leone.
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    Fai il morto. È la soluzione estrema, perché ti espone al pericolo che l’elefante ti cammini sopra, sia di proposito sia involontariamente. Ma se sei con le spalle al muro, stenditi a terra, raggomitolati, proteggiti la testa con le mani (o con lo zaino) e fingiti morto.[5] Aspetta fino a quando l’elefante non si stuferà di te e se ne andrà. Senza calpestarti, si spera.
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    Se sopravvivi, controlla che tutti stiano bene. Occupati dei feriti e cerca aiuto. Avvisa immediatamente i ranger del parco, i custodi, la polizia e chiunque possa essere interessato, di ciò che ti è successo.
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Consigli

  • Se sei al seguito di una guida, guardiano o altra persona responsabile, ascolta le loro indicazioni e ubbidisci!
  • Non fare arrabbiare un elefante. Non fare movimenti bruschi in sua presenza e non guardarlo negli occhi.
  • Se ti trovi in uno spazio chiuso con un elefante – allo zoo, per esempio, o in un parco safari – verifica di conoscere tutte le procedure di sicurezza e stai sempre vicino alle uscite di emergenza.
  • Mantieni sempre la calma. Per quanto sia terrificante ritrovarsi con una bestia enorme, selvaggia e arrabbiata, alle calcagna, mantenere il sangue freddo ti aiuterà ad avere la mente sgombra e pronta a individuare una strategia di fuga.
  • In alcuni casi, i ranger o le guide sparano in prossimità degli – mai agli – elefanti alla carica per farli voltare.[7]

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Avvertenze

  • Le persone con sale in zucca non abbandonano i loro veicoli durante un safari.
  • Gli elefanti non hanno paura dei roditori; tenerne uno in tasca non ti sarà di alcun aiuto.
  • Guarda dove metti i piedi. Inciampare manderà all’aria i tuoi piani di fuga e ti trasformerà in uno zerbino perfetto per l’elefante che ti sta inseguendo.
  • Usa la corsa come risorsa estrema; voltare le spalle a un elefante è davvero l’ultima cosa che dovresti fare…
  • Persino le armi non sono garanzia di salvezza di fronte a un elefante che ti sta caricando. La carica, infatti, potrebbe essere talmente repentina da non lasciarti nemmeno il tempo di afferrarle.[6]
  • Se l’elefante dovesse riuscire a raggiungerti, stai attento alle zanne. Sono strumenti molto pericolosi e sa come usarle per farti del male.
  • Se l’albero su cui ti sei arrampicato offre rifugio anche a una popolazione di termiti, è ricoperto di spine o simili simpatiche amenità vegetali, da un problema che avevi ora ne hai due. Nei casi più fortunati avrai solo una reazione allergica; tieniti a portata di mano una dose di epinefrina. Per eventualità peggiori – tipo pericoli per la tua incolumità – dovrai pensare a un’altra soluzione, e in fretta.
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Categorie: Animali
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