Come Svezzare i Vitelli Bovini

Scritto in collaborazione con: Karin Lindquist

In questo Articolo:Precondizionamento dei vitelli prima dello svezzamentoSvezzamento tradizionale con minimo stress per i vitelliSvezzamento naturaleSvezzamento tradizionale nel recintoSvezzamento con recinti separatiSvezzamento con la piastra da naso o con l'anello antisucchioSvezzamento con il biberonRiferimenti

Lo svezzamento consiste nella separazione dei vitelli dalla loro fonte di latte, un momento difficile sia per le vacche che per i vitelli in quanto è un momento molto traumatico da un punto di vista ambientale, psicologico e nutrizionale, specialmente per il vitello. In questo articolo vengono messi a fuoco i principali concetti e passaggi legati allo svezzamento dei vitelli dalle vacche e viceversa. L'articolo parte dalla tradizionale separazione delle madri dai vitelli portando i vitelli in un luogo in cui questi ultimi non possano sentire, vedere o percepire l'odore delle vacche, per arrivare al metodo dell'anello da naso antisucchio.


La maggior parte dei vitelli è svezzata tra i 120 e i 290 giorni (dai 3 ai 10 mesi) dalla nascita, tuttavia la maggior parte degli allevatori svezza i vitelli intorno ai 205 giorni (6 mesi) d'età. Un altro fattore importante è il peso del vitello per cui ci si aggira su un minimo di 60 kg. [1]

Parte 1
Precondizionamento dei vitelli prima dello svezzamento

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    Tagliare le corna e castrare il vitello con largo anticipo rispetto al momento dello svezzamento. Questo permetterà di ridurre al minimo lo stress per i vitelli evitando di far coincidere tali operazioni con il momento dello svezzamento e quindi di causare eventuale malessere fisico e perdita di peso nel vitello appena svezzato.
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    Spostare vacche e vitelli in un piccolo recinto con una robusta staccionata due o tre settimane prima della data dello svezzamento per abituare i vitelli al nuovo ambiente. Se non si dispone di appositi recinti per lo svezzamento, utilizzare dei terreni da pascolo con un'adeguata recinzione. Non spostare vacche e vitelli in aree in cui si accumula sporcizia per evitare malattie respiratorie e polmonite causate dalla polvere durante e dopo lo svezzamento.
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    Precondizionare i vitelli integrando il latte con mangime specifico così che i vitelli imparino ad alimentarsi alla mangiatoia prima di essere svezzati.
    • Il precondizionamento è un ottimo metodo per ridurre lo stress di cui soffrono i vitelli durante il periodo dello svezzamento. Il precondizionamento consiste nell'abituare i vitelli ad alimentarsi a mangime e foraggio alla mangiatoia e a bere all'abbeveratoio. Questo procedimento dovrebbe avvenire lontano dalle madri, in quanto le vacche tendono ad essere piuttosto aggressive vicino alla mangiatoia e all'abbeveratoio e non permettono ai vitelli di avvicinarsi al cibo. L'impiego dell'alimentatore creep (creep feeder) è il modo migliore per abituare i vitelli ad alimentarsi da una mangiatoia.
      • Per mangime specifico o razione per il precondizionamento per vitelli s'intende una mistura di foraggio insilato (cereali, sorgo, frumento o avena) e fieno di leguminose con un'aggiunta di concentrato proteico. Assicurarsi che il concentrato non contenga alcuna traccia di sottoprodotti di origine animale per evitare che in età adulta uno o più bovini, in particolare le femmine, sviluppino sintomi di Encefalopatia Spongiforme Bovina (morbo della mucca pazza). Tenere inoltre il mangime libero da terriccio e polvere per evitare che i vitelli contraggono malattie respiratorie come la polmonite.
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    Far vaccinare i vitelli e provvedere a far eseguire le iniezioni di richiamo. Il vaccino va somministrato per la prima volta ai vitelli quando questi ancora allattano. Il richiamo va somministrato nei tempi e modi prescritti dal veterinario o dal produttore del vaccino. È buona norma stabilire un programma di controllo della salute dei bovini con il veterinario locale in modo da fornire ai vitelli tutto ciò di cui possano avere bisogno nel luogo in cui vengono allevati.
    • Somministrare ai vitelli il trattamento contro parassiti interni ed esterni.
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    Svezzare i vitelli allontanando le vacche dal piccolo recinto così che i vitelli rimangano da soli nell'ambiente divenuto loro familiare.
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    Monitorare i vitelli in questo periodo di stress trattandoli con la massima cura. Consultare il veterinario in merito all'uso di tranquillanti durante questa fase dello svezzamento per mantenere calmi i vitelli ed evitare che perdano peso.
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    Non utilizzare mangimi che stimolano la produzione di latte (mangimi ad alto contenuto di calcio e proteine) per le giovenche durante lo svezzamento. Per favorire un rapido superamento del processo di svezzamento, alimentare le giovani vacche con una dieta di sola erba o fieno oppure spostarle in recinzioni con erba da pascolo povero.
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    Non mungere le vacche in questo periodo. Controllare che non soffrano di mastiti e che non abbiano le mammelle ingrossate.

Parte 2
Svezzamento tradizionale con minimo stress per i vitelli

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    Assicurarsi che il momento in cui si decide di procedere allo svezzamento avvenga in una bella giornata soleggiata e calma, con un clima mite, piuttosto che ventoso, piovoso o freddo.
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    Predisporre del mangime fuori dal recinto in un punto in cui le vacche possano vederlo e sentirne l'odore.
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    Far uscire le vacche dal recinto. Una volta che le vacche avranno raggiunto il cancello, aprirlo e farle uscire con calma e cautela. Far uscire dal recinto solo alcune vacche per volta a intervalli regolari aiuterà i vitelli a superare gradualmente questa fase del processo. In base al numero di vacche e vitelli da svezzare, si può scegliere di far uscire dal recinto dei gruppetti di vacche una piuttosto che due volte al giorno.
    • È possibile lasciare all'interno del recinto alcune vacche che si prendano cura dei vitelli svezzati. Questo sarà il caso di vacche che non gravide destinate ad essere abbattute oppure di vacche che a causa dell'età abbiano necessità di un pascolo di migliore qualità. Le giovenche di un anno sono ottime per essere sostituite alle madri per la cura dei vitelli svezzati.
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    Dopo aver fatto uscire tutte le vacche dal recinto, assicurarsi che nessun vitello sia scappato. Se si procede con calma ed efficienza, difficilmente i vitelli usciranno dal recinto. Difatti le prime a uscire sono sempre le vacche e i vitelli tendono ad accodarsi per ultimi, permettendo di separarli agilmente dalle vacche.
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    Prima di spostare definitivamente i vitelli altrove e venderli, lasciarli nel recinto per alcuni giorni fino a quando si siano calmati del tutto.

Parte 3
Svezzamento naturale

  • Lasciare che la natura faccia il suo corso. Questo metodo non richiede alcun intervento da parte dell'uomo, in quanto sarà la madre stessa ad allontanare da sé il vitello al momento opportuno. Generalmente in allevamenti con grandi appezzamenti, o comunque in ambienti in cui i bovini vengono lasciati liberi di muoversi e non vengono stabulati per lo svezzamento, la vacca si separerà dal suo ultimo vitello nato poco prima che di metterne al mondo un altro.
    • Questo spesso risulta non essere il miglior metodo per lo svezzamento dei vitelli. Per la vacca può essere difficoltoso recuperare le condizioni fisiche utili allo svezzamento. La vacca necessita inoltre di sospendere l'allattamento tra un parto e l'altro. Si ha una mungitura migliore e le vacche recuperano peso più facilmente se i vitelli vengono svezzati prima dei tempi richiesti dal metodo naturale.
    • Lo svezzamento naturale rimane in ogni caso il metodo in assoluto meno stressante rispetto a qualsiasi altro procedimento che richieda l'intervento dell'uomo. Il vitello è in grado di mantenere un gruppo familiare e di essere inserito nella mandria, godendo dei vantaggi sociali e della protezione del gruppo rispetto all'eventualità di essere spostato all'improvviso in un ambiente non familiare e di essere alimentato a mangime e foraggio insilato e doversela cavare da solo.

Parte 4
Svezzamento tradizionale nel recinto

  • Notare cosa accade nel momento in cui i vitelli vengono allontanati dal pascolo che condividevano con le vacche. Se si procede a spostarli direttamente in un recinto in cui debbano alimentarsi direttamente a mangime e acqua e dove debbano provvedere da soli a sé stessi, i vitelli reagiscono agitandosi a causa della mancanza delle madri. La loro insicurezza, il panico e la disperazione sono contagiosi; quando un vitello inizia a muggire e correre freneticamente lungo il recinto, gli altri vitelli tendono ad imitarlo. Questo è quello che generalmente accade quando i vitelli vengono separati dalle madri, mandati direttamente in un recinto per la vendita a bordo di un rimorchio e successivamente trasportati in una fattoria lontana dove sono costretti a familiarizzare con un nuovo ambiente e a calmarsi.

Parte 5
Svezzamento con recinti separati

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    Preparare i vitelli. Seguire i passaggi delle precedenti sezioni "Precondizionamento dei vitelli prima dello svezzamento" e "Svezzamento tradizionale con minimo stress per i vitelli". Separare vacche e vitelli in due recinti distinti e adiacenti in modo che possano vedersi e sentire l'odore gli uni degli altri senza che la recinzione consenta però l'allattamento.
    • Posizionare una rete metallica e del filo elettrico da entrambi i lati della recinzione è un ottimo modo per evitare che vacche e vitelli tentino di riavvicinarsi. Un altro espediente per impedire alle madri più disperate di ricongiungersi coi loro vitelli è la doppia recinzione.
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    Lasciare che vacche e vitelli si abituino alla situazione. Permettere che interagiscano gli uni con gli altri in queste condizioni per 3-5 giorni, finché non perderanno interesse gli uni per gli altri.
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    Spostare le vacche dopo alcuni giorni. Sarà possibile spostare le vacche in altri pascoli dopo che il processo di svezzamento si sarà concluso.

Parte 6
Svezzamento con la piastra da naso o con l'anello antisucchio

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    Far entrare i vitelli nelle apposite gabbie di contenimento per bovini.
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    Fissare l'anello al naso dei vitelli. Perché l'anello rimanga fissato al naso del vitello sarà sufficiente manipolare le estremità dell'anello stesso, oppure stringere quanto basta la vite al centro dell'anello nel caso della piastra o dell'anello antisucchio. Questi tipi di anello sono a solo uso temporaneo, a differenza degli anelli da naso per tori, e andranno rimossi dopo appena una o due settimane.
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    Ricongiungere il vitello con la madre. La vacca allontanerà il vitello se quest'ultimo cercherà di avvicinarsi a causa delle punte sull'anello antisucchio che le pungeranno le mammelle. L'anello antisucchio non impedisce al vitello di pascolare, di cibarsi all'alimentatore creep o di abbeverarsi, né gli impedisce di rimanere comunque vicino alla madre.
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    Dopo una o due settimane il latte della vacca è esaurito e il vitello non sente più l'esigenza di allattare. A questo punto i vitelli possono essere separati dalle vacche senza grosse difficoltà e l'anello antisucchio può essere tolto. Idealmente gli anelli da naso per lo svezzamento andrebbero tolti dopo 7 o al massimo 10 giorni.

Parte 7
Svezzamento con il biberon

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    Prepararsi al processo di svezzamento. Svezzare un vitello orfano dopo essersene presi cura e averlo nutrito con il biberon per dei mesi può procurare uno scompenso emotivo sia al vitello che alla persona che l'ha allevato. Il vitello si lamenterà abbondantemente durante la fase di svezzamento, ma l'allevatore dovrà dimostrarsi diligente e risoluto.
    • I vitelli allevati con il biberon o con il secchio dovrebbero essere svezzati a circa 3 o 4 mesi di età.
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    I metodi riguardo al latte somministrato al vitello sono due: ridurre di giorno in giorno la quantità di latte somministrata al vitello; diluire il latte gradualmente fino a quando il vitello si sarà abituato a bere solo acqua.
    • La riduzione della dose di latte all'inizio del processo di svezzamento farà sì che il vitello subisca un certo stress. Si può iniziare riducendo la dose di 1/1,5 litri.
    • Diluire il latte con acqua si avvicina al modo naturale in cui la vacca svezza il suo vitello. Infatti man mano che il vitello raggiunge una certa età (circa 3 mesi) la quantità di latte prodotto dall'organismo della madre va gradualmente riducendosi. Si dovrà quindi procedere diluendo il latte di volta in volta con una dose d'acqua equivalente ad un ottavo del totale, finché la soluzione sarà costituita esclusivamente da acqua.
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    Fare in modo che il vitello disponga sempre di cibo solido, acqua e minerali durante il processo di svezzamento. Il vitello dovrebbe essere già abituato a cibarsi di fieno e/o mangime e/o erba nel momento in cui si inizia il processo di svezzamento.
    • Nel caso in cui si disponga di un terreno da pascolo, assicurarsi di spostare il vitello allevato a biberon in un pascolo pulito e rigoglioso. [2]

Consigli

  • Una buona recinzione è sempre necessaria a prescindere da quale metodo di svezzamento si scelga di adottare. Per mantenere separate le vacche dai vitelli sarà necessario utilizzare recinzioni elettriche, reti metalliche o filo spinato.
  • Controllare regolarmente l'aumento di peso dei vitelli svezzati per assicurarsi che siano in buona salute. Confrontarsi con il veterinario per qualsiasi dubbio o perplessità.
  • Assicurarsi che il recinto utilizzato per lo svezzamento non sia polveroso o fangoso. Tali condizioni possono causare nei vitelli disturbi e malattie che è bene evitare, specialmente se s'intende vendere i vitelli pochi giorni dopo che lo svezzamento sarà terminato.
  • Le vacche tenteranno sempre di ricongiungersi con i vitelli, in particolare le vacche primipare. Queste giovenche saranno meno inclini a lasciare il vitello rispetto alle vacche più anziane, per cui sarà necessario prevedere ogni sorta di tentativo di uscire dalla recinzione da parte delle madri.
    • Confinare le primipare in una recinzione ben sicura per alcuni giorni in modo da distoglierle dall'impulso di ritornare dai piccoli. Assicurarsi che il recinto sia assolutamente a prova di fuga.
    • Le vacche già ingravidate poco dopo il parto saranno meno tentate di ricongiungersi ai loro vitelli rispetto alle vacche non gravide, perché saranno concentrate sul nascituro.
  • Quanto meno stress vacche e vitelli patiranno durante il periodo di svezzamento, tanto meno tempo ci vorrà perché essi non sentano più il bisogno gli uni degli altri. I vitelli tendono a mantenere un peso costante e ad essere più sani se lo svezzamento non causa loro uno stress eccessivo. Il modo migliore per ridurre lo stress dei vitelli durante lo svezzamento è il ricorso al precondizionamento.
  • È possibile anticipare il momento dello svezzamento in periodi di siccità in cui le vacche non abbiano abbastanza cibo né per sé stesse né per i vitelli. I vitelli potrebbero dover essere svezzati intorno ai 120 giorni dalla nascita, abbastanza presto perché le madri non siano eccessivamente indebolite.
    • Mentre i vitelli dovranno rimanere nei terreni a pascolo migliori fino alla vendita, le vacche andranno spostate su pascoli più poveri o comunque alimentate a fieno e foraggio.
  • Nel 95 percento dei casi la piastra da naso funzionerà come deterrente per l'allattamento. Nel 5 percento dei casi, tuttavia, qualche vitello imparerà a voltare la piastra sopra al proprio naso per poter poppare dalla madre. In questi casi si dovrà rimettere la piastra nella corretta posizione verso il basso.

Avvertenze

  • Non gridare o correre dietro agli animali. Un simile atteggiamento provocherà solamente ulteriore stress nei vitelli.
  • Predisporre il cibo fuori dal recinto da svezzamento prima di farne uscire le vacche permette sia di chiudere i cancelli prima che i vitelli scappino fuori sia di evitare il rischio di essere travolti dalle vacche affamate.
  • Fare molta attenzione alla reazione delle giovenche primipare allo svezzamento. Riusciranno a scappare dalla recinzione se questa non sarà stata rinforzata adeguatamente con del filo elettrico o dei pannelli metallici. Le primipare saranno talmente determinate a ritornare dal loro primo vitello che tenteranno di tutto per riaverlo. È fondamentale che non ci riescano.

Riferimenti

  1. Trisha Fisk, Practical Smallfarming in New Zealand, p.120, (2009), ISBN 978-0-14-301089-0
  2. Trisha Fisk, Practical Small Farming in New Zealand, p.120, (2009), ISBN 978-0-14-301089-0
  3. Ensminger, M.E. & Perry, R.C.. Chapter 21 Feeding and Handling Calves. Beef Cattle Science. 7th edition. Interstate Publishers Inc.: Danville IL, 1997; p 727, ISBN 0-8134-3006-2 – research source.
  4. Thomas, H.S. Chapter 13 Weaning Calves. Storey's Guide to Raising Beef Cattle. 2nd ed. Storey Publishing: US, 2009; pp 270-276, ISBN 978-1-60342-454-7 – research source.

Informazioni sull'Articolo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Karin Lindquist, un membro fidato della comunità wikiHow. Karin Lindquist ha conseguito una Laurea di Primo Livello in Scienze Agrarie e Tecnologie Animali alla University of Alberta, in Canada. Ha oltre 20 anni di esperienza lavorativa con bestiame e coltivazione. Ha lavorato per un veterinario di medicina mista, ma anche come rappresentante commerciale in un negozio di prodotti agricoli e assistente di ricerca specializzata in pascolo, suolo e coltivazione. Attualmente lavora come specialista in consulenze agricole in merito a foraggio e carne bovina, offrendo assistenza agli agricoltori su varie questioni riguardanti l'allevamento del bestiame e la coltura foraggera.

Categorie: Animali

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