Come Sviluppare il Buon Senso

Le persone intelligenti non sempre fanno le cose in modo intelligente; a volte, possono compiere azioni irrazionali e confuse, come perdere tutti i loro soldi giocando d'azzardo sul mercato delle azioni o dimenticare di portarsi dietro indumenti adeguati per un'escursione in aperta campagna, durante una giornata dalle condizioni climatiche piuttosto ballerine. Qualunque sia il tuo background, la tua formazione, il tuo quoziente intellettivo o la tua esperienza, il buon senso può essere assimilato e applicato nelle situazioni della vita di tutti i giorni [1]. E, sebbene sembri una provocazione suggerire che a volte pare che le persone intelligenti non abbiano sale in zucca, questa deliberata associazione serve unicamente a sottolineare che tutti hanno sbandamenti nell'utilizzo del pensiero pratico. Più allenati siamo a pensare in un certo modo (per il nostro posto di lavoro, la nostra famiglia, la nostra cultura e via dicendo), a volte maggiore è la chance di consentirci di avere un pensiero trascurato e impostato sul pilota automatico, che prende il posto del buon senso. Il senno non è una destinazione definitiva, è un modo di pensare che ha bisogno di una nutrizione e di un'applicazione costanti. Questo articolo ti darà dei metodi per sviluppare ulteriormente il tuo buon senso.

Passaggi

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    Acquisisci familiarità con lo scopo e con il significato del buon senso. Secondo Merriam Webster, avere senno significa esercitare “un giudizio sano e prudente basato su una semplice percezione della situazione o dei fatti” [2]. Questa definizione suggerisce che il buon senso dipende dal non complicare esageratamente la situazione (che è semplice) applicando la propria esperienza e la propria conoscenza generale al contesto (tramite un giudizio sano e prudente), ed è implicito che la fiducia che si ripone in se stessi e nell'esperienza considerata sia valida per le situazioni future. Karl Albrecht chiama “intelligenza pratica” il buon senso. La definisce come “l'abilità mentale di affrontare le sfide e le opportunità della vita” [3]. Spiega che il senno è situazionale, dipendente dal contesto, e che il tuo buon senso in un aspetto della tua vita potrebbe essere eccellente, mentre potrebbe fallire in modo abissale in un altro ambito della tua vita. Parlando dello scopo del buon senso, sostanzialmente esso consiste nel pensare in modo da evitare che tu commetta errori o prenda decisioni irrazionali, un approccio di pensiero che potrebbe aprire i tuoi occhi di fronte alla seguente possibilità: insistere di avere ragione forse ti impedisce di vedere le cose in prospettiva.
    • Il buon senso può anche servire allo scopo di evitare di essere retrogrado per quanto riguarda le regole, le teorie, le idee e le linee guida che intralcerebbero o reprimerebbero la migliore decisione in una data situazione. In altre parole, solo perché qualcuno dice qualcosa o perché un'azione è sempre stata compiuta in un certo modo, ciò non rappresenta una ragione valida per abbandonare il buon senso prima di intervenire sulle esigenze attuali e sulle circostanze ormai diverse.
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    Comprendi la facilità con cui la mente umana viene convinta della veridicità di un'idea contrariamente agli indicatori che dimostrano chiaramente l'opposto. Siamo umani, sbagliamo. E i nostri cervelli lavorano in determinati modi allo scopo di fornire delle scorciatoie e assicurare la sopravvivenza in un mondo in cui essere inseguiti dai predatori potrebbe mettere fine alle nostre vite. Nel mondo moderno, dove le caverne e le tigri minacciose non rappresentano più una costante della vita giornaliera, una parte di quella forma di pensare reattiva e che fa giudicare in una frazione di secondo può farci atterrare su acque agitate mentre reagiamo invece di riflettere, presumiamo invece di separare delicatamente le realtà e seguiamo l'abitudine invece di sfidare la sua persistente utilità. Alcune delle cose che la nostra sorprendente mente è capace di fare per disabilitare il buon senso includono:
    • Mantenere il nostro senso della realtà personale sproporzionato rispetto alla realtà identificabile. Sebbene ognuno di noi crei una realtà in base alle proprie esperienze e cerchi di capire il senso del proprio mondo attraverso lenti personalissime, nella maggior parte dei casi, comprendiamo che il nostro senso della realtà è solo un quadratino di un quadro molto più grande. Per certe persone però, il proprio senso della realtà si converte nell'unico senso della realtà, e credono di poter manipolare o di trasformare magicamente le situazioni affinché possano ottenere i risultati sperati. Ciò conduce a un comportamento irrazionale per qualcuno e alla follia per i meno fortunati.
    • Riflettere o pensare facendo delle associazioni. Questo è un modo di pensare reattivo che si fonda semplicemente su quello che abbiamo imparato vivendo, rimettendo in atto i modelli appresi e applicandoli a ogni nuova situazione non appena si verifica, senza modificare i processi di pensiero utilizzati. Questo tipo di pensiero porta a errori nella riflessione perché ci spinge a rifiutare di andare oltre le associazioni standard formate nella nostra mente riguardo a come dovrebbero essere le cose. Quando applichiamo quello che conosciamo a una situazione presente facendo riferimento a una situazione simile avvenuta in passato e usando schemi prefissati della nostra mente senza adattarli al contesto, escludiamo il buon senso. Per quanto il modello usato sia pessimo in questo caso, la mente insistente o faziosa non fa che ignorare le parti del modello che non si incastrano, tagliandole mentalmente e vedendo solo le sezioni che vanno bene. Di conseguenza, abbiamo risolto il nostro problema senza pensarci su. Questo tipo di pensiero tende a lasciarci sbandare a causa delle teorie popolari attuali e delle mode passeggere, come la tendenza corrente di alcune società di controllare l'opinione pubblica mediante il rigonfiamento della paura dei germi, dei criminali, dei terroristi e della mancanza di lavoro.
    • Invocare la certezza assoluta. Il pensiero assolutista, che vede tutto bianco o nero, riguardo al mondo e agli altri in qualche modo non lascia mai dello spazio per il dubbio e spesso è una causa che spinge a dimenticare di applicare il buon senso. Per una persona che pensa in questa maniera, l'unica via giusta, a suo parere, per fare qualcosa è anche l'unico modo assoluto per farlo, e dunque sembra buon senso anche se non lo è.
    • Ostinazione. La semplice indisponibilità ad avere torto. In nessun caso. Fondata su un elevato numero di motivi, includendo le insicurezze, la paura, l'incomprensione, la rabbia e il timore della derisione, l'ostinazione è la causa di molte decisioni o azioni irrazionali e ingiustificabili.
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    Divorzia dalla realtà. Questo non è un invito a perdere la testa. È una richiesta affinché consideri l'irrealtà del tuo senso della realtà. Quello che vedi è quello che il tuo cervello è programmato a vedere. E, una volta che inizi a percorrere la discesa scivolosa dell'auto-conferma del fatto che la realtà è quello che vedi attraverso le tue lenti, sei aperto alla possibilità di soffrire di bigottismo, di egoismo, di intolleranza e di pregiudizio, perché farai costantemente in modo che tutti gli altri e tutto il resto si conformino al tuo standard di realtà, e al tuo standard di ciò che è giusto [4]. Divorziando da questa realtà unilaterale e imparando il più possibile riguardo a come gli altri percepiscono il mondo e il nostro posto al suo interno, cominci a fare spazio affinché il buon senso cresca, perché questo fattore si costruisce sulle esperienze comuni, non solo sulla tua.
    • Comincia dando un'occhiata alle tue emozioni, alle tue convinzioni e alle tue pratiche per accertarti che esse non escludano il tuo buon senso. Testa differenti scenari nella tua mente per fare una prova e riscontra le conseguenze pratiche derivanti dall'applicazione della decisione o dell'azione nel modo in cui vuoi che ciò avvenga. È pratico, hai tenuto conto di tutto e cosa succederà se le cose dovessero andare male? Qualora andassero storte, puoi sistemarle, e, se non puoi, quali saranno le conseguenze?
    • Consulta altre persone. Se la tua realtà sta annebbiando fin troppo il tuo giudizio, rivolgiti ad altre persone e discuti della situazione con loro per guadagnare un apprezzamento più ampio dei loro punti di vista e delle loro idee. Questo è particolarmente importante quando si tratta di una situazione che condividi in modo stretto con altra gente e, qualsiasi decisione o azione tu esegua, essa potrebbe avere un certo effetto anche su altri individui.
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    Familiarizza con la zona riflessiva della tua mente. Questa è la parte del tuo processo di pensiero in cui risiede il vero buon senso. La parte che si prende un po' di tempo discostandosi dalla tua astuzia, dalla tua brillantezza e dall'importanza di fare tutto di fretta e il prima possibile, dichiarando che è arrivato il momento di aggiungere una dose di acqua fredda ai bollenti spiriti. L'intelligenza riflessiva si basa sull'abilità di fare un passo indietro e di vedere tutto da una prospettiva più ampia, in modo da stimare realisticamente la situazione o l'ambiente che ti circonda direttamente invece di obbligarti a conformarti alla sua idoneità o praticando un pensiero illusorio. Dopo una valutazione accurata della situazione, l'atteggiamento mentale ti permette di impostare obiettivi realistici in base ai parametri nei quali stai lavorando, e a fare delle azioni sensate per andare incontro a questi scopi [5]. Daniel Willingham cita le persone che buttano via soldi sul mercato delle azioni o quelle che scelgono delle situazioni di vita poco ottimali come esempi di individui che hanno preso decisioni e che hanno implementato azioni senza usare il pensiero riflessivo. Razionalizzare pensando che i segnali esterni sembrino a posto mentre ignori le imparità che interessano la tua persona o le credenze che hai significa negare il buon senso. In altre parole, solo perché le altre persone fanno o utilizzano efficacemente qualcosa, questo non significa che ciò andrà bene anche per te; devi mettere al lavoro il tuo modo di pensare riflessivo per ogni situazione con il fine di decidere se andrà bene per te, per il tuo stile di vita e per la gente che ti circonda e che riceverà un impatto diretto dovuto alle tue decisioni.
    • Fai di meno, pensa di più. Siimon Reynolds afferma che molti di noi soffrono di "Fac-Cite Ossessiva" [6]. Questo vuole semplicemente dire che siamo ossessionati dal fare sempre di più invece di pensare. E, mentre corriamo freneticamente da una parte all'altra perennemente impegnati, non siamo produttivi e stiamo contribuendo a una cultura che ammira le persone incessantemente occupate. Questo è buon senso? Neanche lontanamente. Significa lavorare più sodo e per più ore senza prendersi del tempo per riflettere.
    • Assegna del tempo alla coltivazione del tuo pensiero ogni singolo giorno, pur trattandosi solo di 20 minuti. Siimon Reynolds suggerisce di provare a farlo per una settimana e dice che, alla fine di questo arco di tempo, si noteranno dei livelli di stress ridotti di molto [7]. E il tuo buon senso migliorerà notevolmente.
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    Riacquisisci familiarità con la tua cognizione rapida. Il passaggio precedente ha solo suggerito che abbiamo bisogno di riflettere di più prima di prendere decisioni o di agire. Ma lo svantaggio ovvio della riflessione è la realtà secondo la quale alcune cose necessitano di un pensiero molto veloce e di decisioni repentine che producano risultati solidi. La cognizione rapida è il tipo di pensiero che ti dice che non creerai una connessione con una persona nel momento in cui te la presentano, che quella scala sistemata in maniera poco salda cadrà più presto che tardi e che ha bisogno di essere spostata subito o che devi toglierti immediatamente dalla strada perché in questo preciso istante una macchina fuori controllo si sta dirigendo verso di te. Come sposare la cognizione rapida con il pensiero riflessivo e far rientrare tutto nella categoria del buon senso? È semplice: trascorri saggiamente il tempo dedicato alla riflessione, così reagirai saggiamente quando verrà richiesto il pensiero rapido. Il senno si costruisce sulla tua riflessione delle esperienze passate, permettendoti di raffinare la tua comprensione del mondo e il modo in cui funziona. Questo va in contrasto con una persona che non fa che reagire in base al suo istinto e alle sue faziosità, e che non è riuscita a riflettere sulle esperienze anteriori. La riflessione farà emergere reazioni istintive o valutazioni veloci delle situazioni sane, perché la tua reazione si fonda sull'aver ritagliato del tempo per analizzare gli errori e i successi delle esperienze passate.
    • Nel suo libro “Blink”, Malcolm Gladwell afferma che “le decisioni prese molto velocemente possono essere solo parzialmente buone quanto quelle prese con cautela e volutamente” [8]. Il problema sorge quando vogliamo che qualcosa sia diverso da quello che è davvero, ricadendo nella nostra idea di realtà invece di ricordare che sono molte le realtà che ci circondano. Ed è in questo momento che il nostro buon senso non funziona.
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    Impara le cose che costituiscono il buon senso di base. Esistono cose che ogni essere umano dovrebbe sapere come fare e non lasciare a un'altra persona, cose che vanno al cuore della sopravvivenza personale, della conoscenza di sé e della salute e della sicurezza a lungo termine. In questo modo, puoi apprendere il buon senso attraverso la conoscenza e l'applicazione pratiche, che ti informeranno accuratamente quando si tratta di momenti più difficili o di momenti in cui devi reagire più velocemente. Alcune delle basi del buon senso che ogni essere umano dovrebbe conoscere includono [9]:
    • Saper cucinare ed essere al corrente di cosa mangi. Ogni persona che si dichiara orgogliosa di non saper cucinare è una persona che può essere facilmente persuasa da altri del fatto che ogni alimento si adatta a lei, per quanto poco sano o proveniente da una fonte poco etica o poco produttiva. Non è motivo d'onore non saper cucinare per se stessi, è spesso segnale di pigrizia o di una ribellione contro l'idea di una presunta vita casalinga. Saperci fare ai fornelli è indice di buon senso basilare, perché assicura una sopravvivenza sana in qualsiasi situazione. E, per quanto tu usi poco frequentemente questa abilità, è piacevole e soddisfacente.
    • Saper coltivare il proprio cibo. Essere in grado di coltivare quello che porterai a tavola significa assicurarti la sopravvivenza. Acquisisci questa capacità se non l'hai ancora fatto e inculcala anche ai tuoi figli.
    • Saperne in fatto di nutrizione. Se cucini per te stesso e magari coltivi anche il tuo cibo, avrai una maggiore connessione con l'esigenza del tuo corpo di ricevere nutrienti sani. Mangia in modo naturale la maggior parte delle volte, con moderazione, e con un occhio di riguardo per l'assunzione di tutti i nutrienti appropriati per la tua età, per il tuo sesso, per la tua altezza e per il tuo stato fisico.
    • Conoscere e rispettare quello che ti circonda. È segno di buon senso sapere quali sono le condizioni locali che hanno impatto sulla tua vita, dal clima alla flora e alla fauna. Prenditi il tempo di scoprire l'ambiente intorno a te e di rispondere appropriatamente, dal rendere adeguatamente a prova di qualsiasi condizione climatica la tua casa alla rimozione delle specie invasive dal tuo giardino.
    • Saper impostare un budget e non spendere più di quanto guadagni. È indice di buon senso spendere solo quello che hai. Tristemente, molte persone riescono a dimenticarsene con facilità spendendo e spandendo in continuazione, comportandosi come se i debiti in costante aumento fossero una sorpresa totale per loro. Spendere esageratamente è un'abitudine irrazionale, così come lo è nascondere bollette non aperte sul retro di un armadio; controllare le proprie spese, attenersi a un budget e avere autocontrollo sono azioni che indicano l'utilizzo del proprio buon senso. E assicurati che tutte le importanti decisioni e accordi finanziari vengano scritti, dai prestiti alle vendite; non si è mai troppo attenti quando si tratta di soldi.
    • Conoscere i limiti del tuo corpo. Ciò include sapere quali cibi danneggiano l'organismo, quali cibi fanno bene, per quante ore hai bisogno di dormire e il tipo di esercizio che beneficia al meglio il tuo fisico e il tuo metabolismo; leggi il più possibile riguardo a questi argomenti, ma cerca di capire con l'esperienza quello che fa male al tuo corpo e quello che lo guarisce, perché sei tu il vero esperto al riguardo. Inoltre, non sei un supereroe: ignorare le ferite fisiche va fatto a tuo rischio e pericolo, per esempio continuare a portare carichi pesanti pur avendo problemi alla schiena o rifiutarti di riconoscere il dolore costante.
    • Saper analizzare le situazioni e pensare per te stesso. Invece di digerire quello che i media ti propinano ogni giorno, e terminare vivendo in uno stato di paura perché ogni secondo viene pubblicata una notizia su un crimine o su un disastro, inizia a pensare alla realtà che si cela dietro la distribuzione delle news e comincia a considerare la vita e gli accadimenti con una mentalità sana, aperta e capace di interrogare. Aiuta gli altri a liberarsi del timore causato dai mezzi di comunicazione insegnando loro a riconoscere le tattiche usate.
    • Saper riparare oggetti. In un mondo altamente dipendente dagli articoli usa e getta, in cui si preferisce comprare qualcosa di nuovo invece di riparare, non si fa che caricare ulteriormente il peso portato dalla Terra, e ci si sente grati nei confronti di chi produce oggetti dall'obsolescenza intrinseca, perché la capacità di tentare di aggiustare e di sistemare le cose da sé è andata perduta. Imparare a riparare o a rammendare i vestiti, i dispositivi elettronici, gli oggetti tipici di una casa, i motori delle macchine e molte altre cose è imprescindibile per il proprio funzionamento quotidiano, non solo è liberatorio, ma è anche un modo importante per esercitare il proprio buon senso.
    • Imparare a pianificare in anticipo, in modo da non dover fare le cose casualmente, spendendo più soldi o senza avere idea delle conseguenze. Puoi rimediare a tutto questo programmando in anticipo. Prevedere il pensiero è sempre segno di buon senso, così come lo è essere capace di rivedere le conseguenze dei diversi risultati.
    • Saper essere pieno di risorse. Questa capacità consiste nell'arte del saper fare; si tratta di prendere piccole cose e trasformarle in qualcosa di grande con un pizzico di immaginazione e di olio di gomito. Significa essere in grado di vivere bene nonostante le condizioni difficili e comunque prosperare e non sentirti privato di niente. L'ingegnosità è una parte chiave dell'utilizzo del buon senso e, lo ripetiamo, è un'abilità che ti libera dal consumismo estremo per vivere.
    • Sapere come connetterti con una comunità. Essere parte attiva della tua comunità è sinonimo di buon senso; purtroppo, molte persone preferiscono segregarsi e rimanere distanti o libere dagli intralci causati da chi le circonda. Avere un rapporto con altra gente nella comunità è parte dell'essere umano, del relazionarsi e dell'aprire se stessi alla condivisione e alla generosità.
    • Sapere come tenersi al sicuro. Che tu ti trovi in un posto pubblico o in casa, la sicurezza è questione di buon senso. Spingere i manici delle padelle lontano da te quando sono sui fornelli, guardare in entrambe le direzioni prima di attraversare la strada, camminare con un amico o in gruppo nelle aree buie della città di sera invece di andarci da solo, ecc. Tutte queste misure sono indice di buon senso e azioni mirate a preservare la tua sicurezza; possono essere pianificate e messe in atto prima che succeda qualcosa di dannoso; e farlo spesso permette di prevenire del tutto i problemi. Pensa alla prevenzione, non al disastro.
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    Metti in marcia nuove abitudini di pensiero basate sul buon senso. Prendi la filosofia, la psicologia e le teorie popolari che si trovano dietro a come pensiamo e aggiungi questa comprensione ai modi attivi nei quali poter utilizzare il buon senso. Leggi qualcosa sul pensiero creativo per trovare ottime idee su come recuperare il tuo senso di affidamento sui processi di pensiero innovativi. E Karl Albrecht suggerisce che i seguenti metodi ti aiuteranno a tenere la tua intelligenza pratica (buon senso) al massimo della sua forma (è raccomandabile leggere il libro nella sua interezza) [10]:
    • Pratica la flessibilità mentale. Si tratta dell'abilità di avere la mente aperta e di ascoltare le nozioni e le idee delle altre persone, anche se dovessero spaventarti o farti sviare dal tuo pensiero. Ti fa bene praticare l'elasticità mentale e allungarti oltre le cose che credi di sapere già.
    • Usa il pensiero affermativo. Si tratta del modo di percepire te stesso e gli altri in una maniera positiva, cercando sempre di vedere il meglio nella gente e nella tua interiorità, e prendendo costantemente decisioni coscienti riguardo a chi e a cosa permetterai di influenzare te stesso (e a cosa considererai meritevole di ricevere attenzione da parte del tuo pensiero). Non si tratta di un metodo tanto semplicistico quanto quello di ripetere slogan positivi o di pensare in modo felice, il lavoro cognitivo richiesto per mantenere una mentalità affermativa e consapevole è difficile ma soddisfacente.
    • Affidati al buon senso semantico. Ciò fa riferimento all'utilizzo del linguaggio per supportare un pensiero chiaro e libero dai dogma.
    • Valuta idee. Questo concetto ti conduce ad accettare nuove opinioni invece di metterle immediatamente KO nella tua mente in quanto poco familiari, folli o infattibili. Come fai a sapere che non si adattano al tuo punto di vista se prima non le hai analizzate? Analogamente, valutare idee incapsula l'esigenza di riflettere spesso, e si sa che senza un intervallo di tempo adeguato dedicato alla riflessione non si riesce ad avere idee personali.
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    Se ti sfidi costantemente affinché tu riesca a pensare alle cose con cura per fare del bene a te stesso e per imparare tutto quello che puoi sul mondo e sui pensieri che hanno gli altri a proposito, sarai a un ottimo punto. Non devi avere chissà quale istruzione alle tue spalle, devi però avere la mente aperta ed essere curioso. E capire che si tratta di un processo, non di una destinazione. Dovrai fare questo sforzo mentale nel corso della tua esistenza per capire quali messaggi assorbire e quali persone hanno il diritto di influenzare il tuo pensiero. Anche questo articolo è semplicemente una fonte di guida alla coltivazione del buon senso: analizzalo, critica la sua applicabilità alle tue circostanze e seleziona con cura, scarta o adotta i suggerimenti che si adattano a te e quelli che non fanno al caso tuo. Dopotutto, comportarti in questo modo è già indice di buon senso.

Consigli

  • Ascolta il mondo e le persone che ti circondano prima di parlare, particolarmente se hai qualcosa da dire che potrebbe essere considerato moralista. Se non riesci ad aggiungere qualcosa di significativo, non dire niente. Questo potrebbe non incrementare o far coltivare immediatamente il tuo effettivo buon senso, ma darà agli altri la conferma chiara che, in effetti, sei assennato.
  • Il buon senso è naturale e corretto, ma le cose possono sempre andare male; evita solo di demoralizzarti troppo a causa del passato. Alcune cose sono inevitabili.
  • Le strategie manipolatorie e autoritarie non sono indice di buon senso. Sono segno del fatto che certe persone desiderano cambiare la realtà e fare in modo che gli altri si adattino a queste nozioni. Non puoi cambiare questo tipo di persona, dunque, a meno che tu non venga pagato per ascoltare le sue pene, usa il buon senso e tieniti a una buona distanza dalla gente di questo genere.
  • Cerca di rimanere felice anche se le cose dovessero andar male perché, qualsiasi cosa dovesse succedere, ne ricaverai qualcosa di buono!
  • Chiedi alle persone perché partono dal presupposto che un qualcosa debba essere come dicono loro. Spesso siamo talmente abituati a fare cenni di consenso con la nostra testa e a inghiottire i cliché ordinati dalla nostra cultura che dimentichiamo che va bene chiedere a qualcuno perché ha affermato una certa frase. Per esempio, se un tuo amico ti dice che non è sicuro uscire di notte perché gli sconosciuti che non hanno cattive intenzioni costituiscono solo l'1% mentre tutti gli altri sono ladri, chiedigli perché pensa una cosa del genere. Se riesce solo a citare generalizzazioni, domandagli fatti ed esempi. E, anche se dovesse fornirteli, chiedigli perché questo rappresenta un problema nel posto in cui vivi, nel posto in cui vai, quando sei in gruppo, quando sei da solo, quando sei accompagnato, ecc. Alla fine, dovresti giungere al nocciolo della questione: questa sua affermazione probabilmente deriva da una serie di storie sentite attraverso i mass media. Poi, chiedi al tuo amico se pensa sia meglio stare al sicuro ma impauriti che stare al sicuro ma preparati. Ci saranno sempre dei rischi nella vita, anche stare a casa può portare alla morte o a farsi male. Quello che conta è prepararsi per il peggio in un modo sano e sensato (per esempio prendendo lezioni di autodifesa, sapendo dove non camminare al buio, uscendo solo in compagnia di altre persone di sera, prendendo un taxi da ubriachi, ecc.) invece di restringere la propria vita a causa della paura.
  • Il buon senso detta che tutti gli accordi importanti, come i contratti finanziari o matrimoniali, vanno scritti. Non fidarti degli imprevisti del tempo e delle mancanze delle memorie.
  • Impara tutto quello che puoi su qualsiasi parte dell'universo ti interessa prima di morire. Questo ti consentirà di coltivare il buon senso dentro un contesto. Per gli umani, il senno senza una conoscenza reale non è poi tanto diverso dall'istinto animale. I procioni hanno un sacco di “buon senso”, ma cercano comunque di fissare le macchine che vanno in loro direzione invece di scappare.
  • La saggezza antica può essere d'aiuto ma può anche ostacolare. Dipende tutto dal contesto del quando tale saggezza è stata sviluppata e dal se riesce a superare o meno il test del tempo.
  • Le generalizzazioni non sono indice di buon senso. Esse si basano sul punto di vista di qualcuno a seconda dello stato delle cose del momento in cui sono state formate. Mettile sempre in discussione. La scusa “Perché è sempre stato fatto in questo modo” è una generalizzazione bella e buona. Indaga più profondamente e scoprirai che la persona che sta parlando non potrà definire con precisione il momento esatto in cui la generalizzazione è diventata una norma dalla quale nessuno può sviare.
  • Evita di parlare e di scrivere delle cose poco importanti che costituiscono primariamente le nostre vite quotidiane e che hanno peso soltanto su ciò che ha un'importanza genuina. Non solo verrai percepito come persona ricca di buon senso, lo starai effettivamente usando.
  • La popolarità non è sinonimo di buon senso. Pensa ai proverbiali pecoroni che si lanciano dal precipizio senza prima pensare a cosa stanno facendo.
  • Il buon senso viene assimilato attraverso l'esperienza. I tuoi amici e la tua famiglia saranno più che felici di parlare di quello che bisogna fare o no per ogni situazione basilare che conoscono bene se sanno che vuoi saperne di più su come migliorare la tua sicurezza.

Avvertenze

  • Non essere paranoico; sii saggio, non noioso! Pensa semplicemente in anticipo alle cose.
  • Cerca di avere compassione. Le persone che utilizzano il buon senso a volte possono essere impazienti di fronte alla stupidità di chi le circonda. Metti da parte questo atteggiamento, magari un giorno qualcuno potrebbe ridere della tua mancanza di senno o rimproverarti per questo. Siamo tutti equamente sciocchi in diversi momenti della vita, proprio come siamo tutti equamente intelligenti in altre situazioni. È contestuale ed è solo imbarazzante o sbagliato rifiutarci di imparare da ciò.

Cose che ti Serviranno

  • Risorse per fare delle ricerche; leggi libri, siti web e così via per far aumentare la tua comprensione del mondo, delle altre culture, delle credenze, ecc.

Fonti e Citazioni

  1. Daniel Willingham, http://www.britannica.com/blogs/2009/05/can-common-sense-be-taught/
  2. http://www.merriam-webster.com/dictionary/common+sense
  3. Karl Albrecht, Practical Intelligence: The Art and Science of Common Sense, p. 41, (2007), ISBN 978-0-7879-9565-2
  4. Karl Albrecht, Practical Intelligence: The Art and Science of Common Sense, p.82, (2007), ISBN 978-0-7879-9565-2
  5. Daniel Willingham, http://www.britannica.com/blogs/2009/05/can-common-sense-be-taught/
  6. Siimon Reynolds, Why People Fail: The 16 Obstacles to Success and How You Can Overcome Them, p. 130, (2010), ISBN 978-0-670-07431-0
  7. Siimon Reynolds, Why People Fail: The 16 Obstacles to Success and How You Can Overcome Them, p. 132, (2010), ISBN 978-0-670-07431-0
  8. Malcolm Gladwell, Blink, p. 14, (2005), ISBN 0-316-17232-4
  9. Questa sezione è stata ispirata dal libro di Jana Dwinell e Dana Dwinell-Yardley, “Common Sense: 10 Common Sense Things Everyone Should Know”, http://www.vtcommons.org/blog/2008/05/11/common-sense-10-common-sense-things-everyone-should-know
  10. Karl Albrecht, Practical Intelligence: The Art and Science of Common Sense, pp. 83–84, (2007), ISBN 978-0-7879-9565-2

Informazioni sull'Articolo

Categorie: Sviluppo Personale

In altre lingue:

English: Develop Common Sense, Español: desarrollar el sentido común, Português: Desenvolver o Bom Senso, Русский: развивать здравый смысл, Deutsch: Gesunden Menschenverstand entwickeln, Français: faire preuve de bon sens, Bahasa Indonesia: Mengembangkan Akal Sehat, Nederlands: Gezond verstand ontwikkelen, العربية: تطوير الحدس السليم لديك, ไทย: พัฒนาสามัญสำนึก

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