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"Dismenorrea" è un termine medico per indicare il dolore e i crampi causati dalle mestruazioni, mentre "secondaria" significa che il dolore non dipende dal ciclo, ma è conseguente alla presenza di particolari condizioni. È più intenso rispetto alla manifestazione dolorosa che accompagna le perdite mestruali e, sebbene sia possibile intervenire sui sintomi, la migliore linea d'azione consiste nel trovare una cura adeguata che agisca sulla causa. Una volta ottenuta una diagnosi, puoi optare per una combinazione di terapie mediche e/o procedure chirurgiche.

Parte 1
Parte 1 di 4:
Curare la Dismenorrea con Terapie Mediche

  1. 1
    Prendi la pillola anticoncezionale.[1] Spesso si utilizza nel trattamento della dismenorrea primaria e secondaria. La sua azione va a sostituire la naturale secrezione degli ormoni, tra cui estrogeni e progesterone (che sono normalmente prodotti dalle ovaie). In altre parole, la pillola te li fornisce in piccole quantità e, dal momento che l'organismo non sarà più costretto a produrli mensilmente, il ritmo di crescita dell'endometrio si ridurrà assieme alla formazione di tessuto endometriale.
    • Se la dismenorrea secondaria dipende dall'endometriosi (ovvero dalla crescita del tessuto che riveste la parete uterina in altri organi), il tessuto endometriale impiantato in sede anomala sarà inferiore e soffrirai di meno.
    • L'assunzione della pillola contraccettiva contribuisce anche a ridurre il peggioramento dell'adenomiosi, condizione patologica in cui una porzione di tessuto endometriale si sviluppa lungo le pareti muscolari dell'utero.
  2. 2
    Prova un'altra forma di contraccezione come il dispositivo intrauterino.[2] Oltre alle pillole anticoncezionali, è possibile ricorrere ai dispositivi intrauterini a base di progesterone per inibire il dolore causato dalla dismenorrea. Anche le iniezioni di Depo-Provera (a base di progesterone e somministrabili ogni tre mesi per prevenire la gravidanza e/o curare la dismenorrea) sono un'altra opzione, così come l'anello anticoncezionale (che si inserisce una volta a settimana per tre settimane seguite da una di "pausa" per l'emorragia da sospensione). Puoi anche usare un cerotto contraccettivo da cambiare ogni settimana per tre settimane, con una di riposo.
    • Per curare la dismenorrea secondaria causata dall'endometriosi, puoi anche assumere gli agonisti dell'ormone di rilascio delle gonadotropine. Tuttavia, si usano solo a breve termine in quanto possono comportare effetti collaterali e non sono raccomandati durante l'adolescenza.
    • Se sei interessata a una di queste alternative, consulta il tuo medico curante per chiederne la prescrizione.
  3. 3
    Se soffri di malattia infiammatoria pelvica, segui una terapia antibiotica. È un'altra causa della dismenorrea secondaria. In genere, si sviluppa a seguito di infezioni trasmesse per via sessuale (come la clamidia o la gonorrea) che si irradiano nella zona pelvica e nella parte inferiore dell'addome quando non vengono curate. Può comportare una serie di complicazioni, tra cui fertilità, formazione di tessuto cicatriziale e dolore continuo alla pelvi.
    • Gli antibiotici usati più frequentemente nel trattamento della malattia infiammatoria pelvica comprendono l'ofloxacina, il metronidazolo, il ceftriaxone e la doxiciclina.[3]
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Parte 2
Parte 2 di 4:
Provare Rimedi Casalinghi e Medicinali da Banco

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    Allevia il dolore con i farmaci. Sebbene gli antidolorifici non costituiscano una "terapia" per combattere la dismenorrea secondaria, possono aiutare a lenire i sintomi finché il medico non è in grado di prospettarti una cura definitiva (come un intervento chirurgico). Sono farmaci da banco che puoi acquistare in farmacia.[4]
    • Prova a prendere un FANS, come l'ibuprofene (Brufen) o il naprossene (Aleve). Segui le istruzioni per le dosi nel foglietto illustrativo (in genere, 400-600 mg ogni 4-6 ore in base alle necessità).
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    Prova a rilassarti usando il calore. Quando devi alleviare il dolore causato dal ciclo mestruale, il calore può essere efficace quanto i farmaci da banco. Opta per un bagno o un impacco caldo sull'addome. Segui questo consiglio in base alle tue esigenze, facendo attenzione a non bruciarti.[5]
    • Se hai fretta o non puoi stare né seduta né stesa con un impacco caldo, prova un cerotto termico da applicare sotto gli slip o la maglietta.
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    Pratica qualche esercizio aerobico leggero. È stato dimostrato che l'attività aerobica (come la bicicletta, il nuoto, la corsa o la camminata a ritmo sostenuto, ovvero tutto ciò che alza la frequenza cardiaca per almeno 30 minuti) allevia i dolori mestruali. Tuttavia, fai attenzione a non sforzarti troppo, altrimenti rischi di peggiorare la situazione.[6]
  4. 4
    Fai sesso. Il piacere del sesso durante il ciclo mestruale è molto soggettivo. Tuttavia, la buona notizia è che l'orgasmo riduce il dolore indipendentemente dal modo in cui viene raggiunto, perché sostanzialmente favorisce la produzione di sostanze antidolorifiche che aiutano il cervello a diminuire la percezione del dolore.[7]
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    Evita l'assunzione di caffeina, alcol e tabacco. È noto che aggravano i dolori mestruali. Tieni conto che potresti essere sensibile anche ad altre sostanze. Ad esempio, per alcune donne un consumo eccessivo di carboidrati favorisce un peggioramento delle contrazioni. Quindi, individua i fattori scatenanti e adotta delle misure per evitare o quantomeno ridurre il consumo di queste sostanze durante le mestruazioni.[8]
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Parte 3
Parte 3 di 4:
Optare per le Procedure Chirurgiche

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    Sottoponiti all'asportazione chirurgica del tessuto endometriale. Dal momento che i sintomi da soli non sono sufficienti per effettuare una diagnosi di endometriosi, l'unica indagine in grado di rilevare precisamente questa condizione è la laparoscopia esplorativa. Se durante la procedura viene individuata un'endometriosi, è possibile rimuovere chirurgicamente i tessuti presenti in sede anomala.[9]
    • Spesso l'asportazione del tessuto endometriale che si trova all'esterno dell'utero allevia nell'immediato il dolore causato da questa malattia cronica.
    • Tuttavia, i tessuti tendono a crescere, quindi il dolore può ripresentarsi nel corso del tempo.
    • Di solito, si usano gli agonisti dell'ormone di rilascio delle gonadotropine per inibire qualsiasi formazione microscopica che non può essere rimossa chirurgicamente. In seguito, è necessario assumere la pillola anticoncezionale in modo da ridurre il rischio di una ricomparsa dei sintomi.
    • Per diminuire il dolore, è possibile asportare anche le aderenze (tessuti cicatriziali) durante la laparoscopia.
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    Opta per l'embolizzazione dell'arteria uterina se soffri di fibromi. I fibromi sono crescite benigne (non cancerose) all'interno dell'utero. Possono peggiorare i dolori mestruali.[10]
    • Sostanzialmente l'embolizzazione dell'arteria uterina comporta l'ostruzione delle arterie uterine (che forniscono sangue all'utero).
    • Interrompendo gran parte dell'apporto di sangue all'utero, si blocca la vascolarizzazione e la crescita dei fibromi.
    • È possibile sottoporsi a questa procedura in regime di day-hospital, senza ricovero ospedaliero.
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    Sottoponiti alla rimozione chirurgica dei fibromi. Nei casi più gravi di fibromatosi uterina (ovvero quando le crescite sono più grandi e/o il dolore è più forte), si raccomanda l'asportazione chirurgica dei fibromi attraverso la vagina. Se eseguita in anestesia spinale, la paziente può essere dimessa già qualche ora dopo l'intervento.[11]
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    Sottoponiti a un'isterectomia. Se non puoi curare la dismenorrea secondaria seguendo i metodi descritti finora, l'ultima risorsa è l'isterectomia totale. Alcune pazienti procedono alla rimozione completa dell'utero, altre preferiscono lasciare le ovaie e le tube di Falloppio. Tuttavia, per eliminare il rischio di cancro alle ovaie, potrebbe essere necessario asportare tutto in un unico intervento.[12]
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Parte 4
Parte 4 di 4:
Individuare la Causa

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    Chiedi al medico quali sono le cause della dismenorrea secondaria.[13] Diverse patologie sono all'origine di questa condizione. Ecco le più importanti:
    • L'endometriosi è una malattia che comporta l'accumulo di tessuto endometriale all'esterno dell'utero. Si infiamma ogni mese e provoca dolore in sedi anomale.
    • I fibromi uterini sono formazioni non cancerose all'interno dell'utero che possono causare dolore e crampi.
    • L'adenomiosi è una condizione patologica in cui una porzione di tessuto endometriale invade le pareti muscolari dell'utero. Si infiamma ogni mese durante il ciclo mestruale, comportando dolore.
    • La malattia infiammatoria pelvica è un'infezione causata dalle infezioni sessualmente trasmissibili. Se non viene curata, può causare fertilità e/o dolore pelvico cronico.
    • Le aderenze sono formazioni di tessuto cicatriziale provocate dall'endometriosi o dalla malattia infiammatoria pelvica. Favoriscono il dolore pelvico cronico che peggiora i crampi mestruali.
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    Racconta al medico i tuoi precedenti clinici e forniscigli informazioni sulla tua vita sessuale. Per stabilire la causa della dismenorrea secondaria, il medico dovrà avere alcuni dati in base ai quali determinare un'anamnesi patologica.[14] In particolare, potrebbe chiederti:
    • A che età sono iniziate le mestruazioni?
    • Da quanto tempo procurano dolore?
    • È peggiorato col passare del tempo?
    • Puoi descriverlo? È più forte in certi giorni del ciclo?
    • Come si scandisce la tua vita sessuale e ti sottoponi regolarmente alle analisi per le malattie sessualmente trasmissibili?
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    Sottoponiti a un esame pelvico.[15] Dopo una serie di domande sulla tua storia clinica, il medico eseguirà un esame pelvico. Userà un dispositivo chiamato speculum per controllare la vagina e la cervice e capire se c'è qualche problema. Inoltre, inserirà due dita nella vagina con cui andrà a premere su diverse zone del bacino e dell'addome per escludere la presenza di escrescenze o protuberanze insolite.
    • Raramente si può risalire alla causa della dismenorrea secondaria tramite un esame pelvico. Molto spesso si procede a un'ecografia o alla laparoscopia esplorativa.
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    Sottoponiti a un esame ecografico.[16] Talvolta, l'ecografia permette al medico di individuare delle anomalie, come i fibromi uterini. Quindi, serve per effettuare una diagnosi, ma spesso risulta necessaria anche la laparoscopia.
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    Opta per la laparoscopia esplorativa.[17] Questa procedura prevede delle piccole incisioni sulla zona addominale o pelvica che permettono l'introduzione di una piccola telecamera al fine di diagnosticare e trattare molte cause che sono all'origine della dismenorrea secondaria, tra cui endometriosi, aderenze e malattia infiammatoria pelvica. Di solito, si effettua in regime di day-hospital.
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Consigli

  • Tieni presente che, se desideri una gravidanza, devi evitare l'assunzione dei farmaci contraccettivi per curare la dismenorrea secondaria.
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Informazioni su questo wikiHow

Carrie Noriega, MD
Co-redatto da:
Ostetrica e Ginecologa
Questo articolo è stato co-redatto da Carrie Noriega, MD. La Dottoressa Noriega è un'Ostetrica e Ginecologa Iscritta all'Albo dei Medici Specialisti in Colorado. Ha portato a termine il suo internato presso la University of Missouri - Kansas City nel 2005. Questo articolo è stato visualizzato 1 090 volte
Categorie: Salute Donna
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