La necrosi avascolare o osteonecrosi è una condizione causata dall’interruzione temporanea o permanente dell’apporto di sangue alle ossa, con conseguente morte del tessuto osseo. Questo processo può aggravare un osso già danneggiato e portarlo al collasso. Si tratta di una patologia che può colpire qualunque parte del corpo, ma è più frequente a livello delle anche, ginocchia, spalle e caviglie. Se la necrosi avascolare ha colpito te o qualcuno che conosci, continua a leggere per sapere come trattarla in maniera efficace.

Parte 1 di 3:
Prendersi Cura di Se Stessi

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    Riposa. Diminuendo la pressione dovuta al tuo peso sulle ossa colpite, trovi sollievo anche dal dolore, diminuisce la velocità con cui l’osso si danneggia e dai al corpo la possibilità di guarire. Esclusa la terapia fisica, cerca di rendere minimi i tuoi movimenti e l’attività motoria quotidiana.
    • Potresti aver bisogno del sostegno di stampelle o di un deambulatore se la malattia si è sviluppata all’anca, al ginocchio o alla caviglia. Tuttavia questi strumenti andrebbero usati solo su consiglio del fisioterapista.
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    Fai degli esercizi fisici sani. Dovresti consultarti con un fisioterapista che possa mostrarti alcuni esercizi per mantenere o migliorare la motilità articolare. Questo specialista ti aiuterà a camminare con dei supporti e poi, lentamente, a farne a meno. Questi miglioramenti ti aiuteranno a svolgere degli esercizi di stretching che potrai fare a casa o in ospedale.
    • Anche la cyclette può rivelarsi molto utile, dato che il movimento in avanti e indietro della pedalata migliora lo stato generale dell’articolazione, aumenta il flusso di sangue nella zona e aiuta i muscoli dell’anca a rinforzarsi.
    • I tuoi miglioramenti nella motilità e la forza riacquisita indicheranno al terapista quali esercizi si adattano meglio a te e come insegnarteli affinché tu li esegua da solo.
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    Valuta la digitopressione. Si tratta di un altro metodo di trattamento utile che agisce premendo alcune aree/punti del corpo per innescare un rilassamento. Parlane con il tuo terapista. Puoi anche auto-praticarla oppure fissare un appuntamento con un professionista che trasformerà l’esperienza in una giornata completamente libera da stress.
    • In alternativa puoi praticare dello yoga o una seduta di massaggio terapeutico (soprattutto ai glutei, ai muscoli laterali e anteriori delle anche e della schiena). In questo modo ti rilassi ed eviti lo stress; più sei rilassato e meglio ti sentirai tutto il giorno, tutti i giorni.
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    Limita il consumo di alcolici. Le bevande alcoliche sono uno dei fattori di rischio per la osteonecrosi perché causano l’accumulo di sostanze grasse nella circolazione sanguigna che possono bloccare alcuni vasi nella zona interessata. Non superare la dose consigliata di un bicchiere di vino rosso alla sera, se proprio devi bere.
    • Ci sono molte ragioni per cui dovresti valutare di limitare o addirittura interrompere completamente l’assunzione di alcool. Ovviamente un bicchiere di vino al giorno va bene, ma quantità superiori possono portare scompiglio al cuore, agli organi interni e alle ossa. Prenditi cura del tuo corpo e scegli di essere astemio.
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    Mantieni bassi i livelli di colesterolo. Segui una dieta sana, povera di grassi, evita i fritti, gli oli idrogenati e riduci l’apporto di latticini grassi che possono essere sostituiti con prodotti magri o del tutto privi di grasso. In questo modo mantieni minimo il colesterolo e aiuti il cuore e il sangue.
    • Quando decidi di consumare carne rossa, assicurati di eliminare ogni traccia di grasso visibile prima di cucinarla.
    • Mangia cibi ricchi di grassi acidi Omega 3, noci, semi di lino, fagioli di soia, tonno e olio di oliva. Non friggere l’olio di oliva perché così facendo distruggi i suoi Omega 3 e tutti gli effetti benefici.
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    Evita e riduci al minimo i condimenti grassi come burro e maionese. Cerca di assumere i grassi da fonti sane come le noci, gli oli vegetali come quello di oliva e dai pesci di acqua fredda come il salmone e il merluzzo. Mangia molte verdure a foglia verde, frutta e cereali integrali senza burro, formaggio o salse a base di panna.
    • Se sei diabetico, controlla sempre la glicemia in modo che rimanga nei limiti normali. Recati dal tuo medico immediatamente se riscontri dei picchi anomali (in eccesso o in difetto) di zuccheri nel sangue, poiché il diabete è considerato un fattore di rischio per la necrosi avascolare. Mantenere e regolare la glicemia è una delle priorità quando si tratta di alimentazione e farmaci.
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Parte 2 di 3:
Sottoporsi a Trattamenti Medici

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    Discuti con il medico l’opportunità assumere dei farmaci. Ecco cosa dovresti sapere:
    • Antiinfiammatori non steroidei (FANS) vengono prescritti per ridurre il dolore e l’infiammazione (arrossamento, gonfiore, dolore). Fra questi, i più comuni sono l’ibuprofene e il diclofenac (“Voltaren”) disponibili in farmacia anche con concentrazioni e dosaggi differenti.
      • Si tratta di compresse che vanno assunte al bisogno (quando provi dolore) ma la dose abituale di Voltaren è di 50 mg due volte al giorno dopo i pasti.
    • I farmaci contro l’osteoporosi come l'acido alendronico aiutano a rallentare l’evoluzione della necrosi avascolare.
    • I farmaci contro il colesterolo si prescrivono per abbassare la concentrazione di grassi nel flusso sanguigno causata dall'uso di corticosteroidi. In questo modo si prevengono blocchi ai vasi sanguigni che possono causare l’osteonecrosi.
    • I farmaci anticoagulanti come il Warfarin aiutano i pazienti con problemi di trombosi a evitare la formazione di coaguli potenzialmente pericolosi che potrebbero bloccare i vasi sanguigni.
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    Discuti con il tuo medico in merito alla stimolazione elettrica. Questa procedura stimola il corpo a formare del nuovo tessuto osseo per sostituire quello danneggiato. Si esegue durante un seduta chirurgica in cui si applicano all’osso dei campi elettromagnetici mettendo degli elettrodi direttamente a contatto con l’osso o sulla pelle. Non si tratta di un intervento chirurgico di per sé ma viene spesso utilizzato in associazione a un’operazione.
    • Se la chirurgia riallinea le tue ossa, la stimolazione elettrica avvia “i motori” della rigenerazione tissutale. Tuttavia non è detto che sia una soluzione applicabile a tutti i pazienti, quindi parlane con il medico.
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    Intervento chirurgico. Più della metà dei pazienti affetti da osteonecrosi ha bisogno di un trattamento in sala operatoria entro i primi 3 anni dalla diagnosi. Il tuo medico sceglierà quale procedura è più adatta al tuo caso. Ecco i dettagli:
    • Core decompression. Durante questa procedura il chirurgo rimuove delle parti dello strato interno dell’osso. L’obiettivo è quello di diminuire la pressione interna, aumentare il flusso sanguigno e creare maggiore spazio per stimolare la produzione di tessuto osseo sano e una nuova vascolarizzazione.
    • Trapianto osseo. Si tratta di un intervento durante il quale si impianta una sezione di osso sano prelevata da un’altra parte del corpo. Si esegue, solitamente, dopo una core decompression. Per aumentare l’apporto di sangue si trapiantano anche le vene e le arterie.
    • Rimodellamento osseo (osteotomia). Il chirurgo rimuove una sezione di osso malato appena sopra o sotto il cuscinetto articolare per cambiare la sua forma e alleviare quindi la pressione. Si tratta di una procedura efficace nei primi stadi della malattia e per aree piccole; è utile per posporre un innesto di protesi articolare.
    • Protesi articolare. Nelle fasi avanzate, quando l’articolazione è del tutto collassata o danneggiata e nessuna altra terapia medica ha avuto successo, si procede alla sostituzione dell’articolazione con una protesi artificiale costruita, di solito, in plastica o metallo.
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    Fai fisioterapia e sii costante. Dopo la chirurgia è imperativo che le tue ossa a) guariscano e B) guariscano in modo corretto. La fisioterapia (eseguita con regolarità) ti assicura che entrambe le situazioni si verifichino. Ecco perché ne trai beneficio:
    • Il tuo fisioterapista ti insegnerà a usare le stampelle, il deambulatore o altri dispositivi per ridurre il peso che l’articolazione deve sopportare. In questo modo la guarigione sarà più rapida.
    • Il fisioterapista lavorerà con te per insegnarti e aiutarti nell’esecuzione di alcuni esercizi che prevengono la deformità dell’articolazione, ne migliorano la flessibilità e la mobilità. Tutte cose molto importanti!
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Parte 3 di 3:
Comprendere la Malattia

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    Sappi che cos’è la necrosi avascolare. La osteonecrosi è definita come la morte del tessuto osseo causata dal mancato apporto di sangue a uno specifico osso. L’osso interessato sviluppa delle microfratture che, con il tempo, portano al collasso osseo. Se la zona malata si trova in prossimità di un’articolazione, anche questa può collassare. Solitamente le anche sono la zona più colpita.
    • La necrosi avascolare si sviluppa nelle ossa che hanno una sola terminazione arteriosa che garantisce l’apporto di sangue (il che significa che l’osso riceve un approvvigionamento limitato di sangue). Ossa di questo tipo sono, per esempio, la testa del femore (anca) e dell’omero (spalla), il carpo (ossa della mano) e l’astragalo (piede). La chiusura o l’interruzione dell’unica via che apporta sangue causa la morte del tessuto osseo e, in seguito, il cedimento dell’osso.
    • Sebbene il tessuto osseo si rigeneri, la velocità con cui ricresce è inferiore a quella con cui si distrugge. Se l’osso collassa, le strutture dell’articolazione si spezzano e causano dolore. I corticosteroidi e le radiazioni applicate all’osso possono contribuire alla progressione della necrosi avascolare.
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    Riconosci i fattori di rischio. Esistono delle cause che possono aumentare il rischio di sviluppare l’osteonecrosi:
    • Frattura dell’osso o dislocazione articolare che interrompono l’apporto di sangue.
    • Trattamenti radioterapici per la cura del cancro che indeboliscono o minano la salute dei vasi sanguigni.
    • Elevata pressione intraossea che restringe il diametro dei vasi sanguigni rendendo difficile l’apporto di sangue ossigenato.
    • Consumo di alcool a grandi dosi (su base giornaliera e per molti anni) che causa l’accumulo di lipidi nel sangue con conseguente blocco vascolare.
    • Farmaci come i corticosteroidi (Prednisolone) se presi ad alte dosi e per prolungati periodi. Un altro farmaco che può giocare un ruolo significativo è il bifosfato (trattamento per l’osteoporosi) assunto per molto tempo, che causa una rara malattia chiamata osteonecrosi mandibolare.
    • Le malattie come il diabete, l’HIV/AIDS, l’anemia falciforme e la dialisi possono contribuire allo sviluppo della necrosi avascolare.
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    Riconosci i sintomi. Spesso l’osteonecrosi non viene riconosciuto perché, nelle prime fasi, è asintomatica. I primi segnali sono il dolore all’osso/articolazione colpito, come l’inguine, nel caso di necrosi avascolare della testa del femore. Ecco alcuni dettagli:
    • Il dolore all’inguine peggiora quando si appoggia il peso sulla gamba interessata, potrebbe essere lieve e peggiorare col tempo. Il dolore si presenta anche a riposo o di notte.
    • Si cammina zoppicando quando l’anca è coinvolta, il dolore e la pressione si manifestano sull’osso colpito o nella zona circostante.
    • I movimenti articolari sono limitati e dolorosi. Con il passare del tempo l’articolazione si deforma.
    • Se un nervo della zona colpita viene compresso, il muscolo controllato da quel nervo può paralizzarsi e deformarsi con il tempo.
      • Solitamente i segni e i sintomi si presentano nelle fasi avanzate e i pazienti si rivolgono al medico quando ormai la malattia è piuttosto grave. Se non trattata, l’articolazione affetta da osteonecrosi viene completamente distrutta entro 5 anni dallo sviluppo della malattia.
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    Riconosci come viene diagnosticata. Durante l’esame il medico ti controllerà premendo attorno alla zona dolorante alla ricerca di tessuti molli. Ti chiederà di fare determinati movimenti o di assumere alcune posizioni per capire se il dolore sull’articolazione diminuisce o aumenta, oppure se la mobilità è limitata. Per capire il tuo stato e valutare se è necessario un intervento chirurgico, il medico potrebbe richiedere:
    • Radiografie. Di solito non rivelano nulla di anomalo nelle fasi iniziali della malattia, ma nelle fasi avanzate appare chiaro un cambiamento dell’osso.
    • Scintigrafia ossea. Per via endovenosa viene somministrato un liquido radioattivo sicuro. Il liquido fluisce attraverso il sangue in tutto il corpo e nelle ossa e grazie a un particolare macchinario rivela la presenza di punti chiari nelle ossa. Questo metodo si utilizza solitamente quando i raggi X hanno dato esito negativo.
    • Risonanza magnetica "MRI”. È riconosciuta come la tecnica di diagnostica per immagini più sensibile per gli stadi iniziali della malattia perché rivela ogni cambiamento chimico a livello del midollo osseo e il processo di ricostituzione delle ossa. Si basa sull’utilizzo di onde radio e un forte campo magnetico.
    • Tomografia Computerizzata “CT scan”. Genera delle immagini più chiare rispetto alla radiografia e alla scintigrafia ossea; rivela i danni alle ossa fornendo un’immagine tridimensionale.
    • Biopsia ossea. Si tratta di una procedura che prevede l’asportazione di una piccola quantità di tessuto osseo che viene poi analizzato al microscopio alla ricerca di segni anche piccolissimi di osteonecrosi.
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Consigli

  • Il consumo di pesci come il tonno e il salmone diverse volte a settimana aumenta il tuo apporto di grassi Omega 3; puoi ulteriormente migliorare la tua dieta aggiungendo alle insalate delle castagne e semi di lino.
  • Consultati con il medico prima di assumere dei FANS, dato che hanno degli effetti collaterali fra cui disturbi gastrointestinali, vomito, irritazione e mal di stomaco. Si consiglia di prendere questi farmaci a stomaco pieno per limitare i sintomi. I pazienti che hanno sofferto di ulcere, problemi renali e infarto del miocardio dovrebbero ricorrere ai FANS con grande cautela.
  • In alcune persone è necessario immobilizzare l’articolazione colpita e le ossa con l’uso di ingessature e fasciature rigide. Questo va fatto sotto richiesta di un ortopedico.
  • Gli studi hanno confermato che i corticosteroidi inibiscono la metabolizzazione dei lipidi con conseguente aumento della loro presenza all’interno della circolazione sanguigna, con il rischio che blocchino i vasi.

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Avvertenze

  • Se provi un continuo dolore all’articolazione, soprattutto se precedentemente sei caduto colpendola o infortunandola, dovresti farti visitare da un medico immediatamente.


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