Come Trattare una Cisti Vaginale

Scritto in collaborazione con: Carrie Noriega, MD

In questo Articolo:Diagnosticare e Controllare la CistiTrattare la Cisti Vaginale a Casa

Le donne hanno spesso delle piccole cisti indolori che spariscono da sole. Tuttavia, se hai una protuberanza simile a una sacca o a un bozzo attorno alla vagina o sulla vulva, potrebbe trattarsi di una cisti sebacea. In genere, è una formazione indolore, soprattutto quando è piccola; può svilupparsi a seguito di un trauma, un parto, un intervento chirurgico o per cause sconosciute. Dovresti monitorare quelle minori, perché potrebbero irritarsi e generare dolore, soprattutto quando si infettano.

Parte 1
Diagnosticare e Controllare la Cisti

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    Considera il tipo di cisti che hai. La maggior parte di quelle che si formano sulla vagina sono di tipo benigno; sono piccole, non causano sofferenza e passano spesso inosservate, scomparendo spontaneamente. Se sono visibili sui lati dell'apertura vaginale, potrebbero essere le cisti di Bartolini. Solitamente, le ghiandole di Bartolini secernono i fluidi che lubrificano le labbra e l'apertura della vagina, ma quando i loro dotti si ostruiscono, si creano delle cisti piene di liquido.[1] I tipi di cisti meno comuni che si sviluppano all'interno della cavità vaginale sono:
    • Cisti del dotto di Gartner: si formano durante lo sviluppo fetale e dovrebbero sparire dopo la nascita. Se si presentano in età adulta, devono essere valutate con una risonanza magnetica.[2]
    • Cisti dei dotti di Mϋller: si sviluppano da strutture fetali e dovrebbero scomparire dopo la nascita, anche se spesso non accade. Sono piene di muco e possono presentarsi in qualunque punto delle pareti vaginali.
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    Presta attenzione ai segni d'infezione. Sebbene quasi sempre non causi alcun disagio, potresti notare che la cisti si è infettata; è fondamentale essere consapevole dei sintomi, in modo da rivolgerti tempestivamente al ginecologo. Ecco i segnali a cui prestare attenzione:[3]
    • Presenza di un nodulo vicino all'apertura vaginale che è dolente al tatto o doloroso;
    • Arrossamento e gonfiore della zona circostante;
    • Disagio quando cammini o ti siedi;
    • Dolore durante i rapporti sessuali;
    • Febbre.
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    Sappi quando rivolgerti al ginecologo. Se provi dolore o manifesti i sintomi di infezione, dovresti chiamarlo subito. Una normale infezione batterica o una trasmessa sessualmente possono rendere dolente la protuberanza; in tal caso, è necessario un intervento medico e dovresti informare il ginecologo del fatto che soffri spesso di cisti, anche se in genere puoi risolverle con i trattamenti casalinghi. Quelle ricorrenti potrebbero richiedere la chirurgia.
    • Se hai più di 40 anni e hai la cisti di Bartolini, devi farla rimuovere. Il ginecologo potrebbe sottoporre il reperto chirurgico a un esame istologico, sebbene il cancro dei dotti di Bartolini sia estremamente raro.[4]
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    Segui le istruzioni del medico. Oltre agli accertamenti per escludere un carcinoma, il ginecologo dovrebbe anche trattare le cisti infette. In genere, si procede con un'incisione per drenare il fluido che viene mantenuta aperta con dei punti di sutura o con delle medicazioni; sia i punti sia le medicazioni vengono rimossi dopo alcuni giorni. In certi casi, è necessario inserire un tubo di drenaggio. Se la cisti si ripresenta, è grande o dolorosa, il ginecologo potrebbe decidere di asportarla.
    • Ricorda che nella maggior parte dei casi non serve alcun trattamento, dato che la sacca si riassorbe da sola e, anche se questo non dovesse accadere, la protuberanza è in genere piccola e indolore.
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    Sottoponiti regolarmente alle visite ginecologiche. Se la cisti è stata rimossa, dovresti far controllare periodicamente la zona per valutare eventuali recidive. È comunque una buona idea prendere l'abitudine di andare puntualmente dal ginecologo; in questo modo, puoi riconoscere tempestivamente cisti e tumori cervicali. Le associazioni di medici e ginecologi raccomandano alle donne con un rischio medio di cancro alla cervice di sottoporsi al Pap test con questa frequenza:[5]
    • Dai 21 ai 29 anni d'età: ogni tre anni;
    • Dai 30 ai 65 anni: ogni tre anni (oppure un Pap test e un esame per il papilloma virus ogni 5 anni);
    • Oltre i 65 anni: non sono necessari altri test, se quelli recenti hanno dato esito negativo.

Parte 2
Trattare la Cisti Vaginale a Casa

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    Immergiti in un semicupio. Riempi la bacinella con acqua calda e mettila sul WC; in questo modo, puoi sederti e immergere solo la zona genitale. Aggiungi uno o due cucchiai di sali di Epsom e mescola finché non si sono completamente sciolti; resta in ammollo per 10-20 minuti, due volte al giorno o finché la situazione non migliora.[6]
    • Puoi comprare un semicupio in farmacia o nei negozi di forniture mediche; in alternativa, riempi la vasca da bagno con alcuni centimetri d'acqua.
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    Usa l'aceto di mele. Anche se sono necessarie ulteriori ricerche, sembra che questa sostanza sia in grado di ridurre le dimensioni e il gonfiore delle cisti vaginali. Prepara un semicupio aggiungendo 250 ml di aceto all'acqua oppure bagna un batuffolo di cotone o un cotton fioc; applica quest'ultimo direttamente sulla cisti e aspetta 30 minuti. Ripeti il trattamento due volte al giorno finché l'edema non si riduce.
    • Sebbene l'aceto di mele sia un rimedio casalingo diffuso, gli scienziati sconsigliano di farvi affidamento come trattamento medicinale.[7]
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    Sfrutta degli impacchi caldi. Riempi una borsa dell'acqua calda e avvolgila in un panno pulito; appoggia il tutto sulla cisti per trovare sollievo dal dolore. Puoi anche fare un tentativo con uno scaldino, purché interponi un telo fra la pelle e il dispositivo; fai attenzione a non scottare i tessuti delicati dei genitali esterni.
    • Puoi immergere un panno di flanella o di cotone in acqua molto calda, strizzarlo e applicarlo sulla protuberanza.[8]
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    Applica un composto di aloe vera. Mescola uno o due cucchiai del suo gel con 2-4 g di curcuma in polvere fino a ottenere un impasto che puoi spalmare sulla cisti con l'aiuto di un batuffolo di cotone, un assorbente interno o un cotton fioc. Lascialo agire per 20-30 minuti una volta al giorno; non c'è bisogno di sciacquare via il composto, lascia che esca in maniera naturale.
    • Si consiglia di indossare un assorbente, per evitare che la curcuma macchi la biancheria.
    • Gli studi hanno dimostrato che la curcuma (la cui sostanza attiva è la curcumina) ha proprietà antinfiammatorie[9] ed è in grado di ridurre l'irritazione generata dalla cisti.
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    Prendi degli antidolorifici da banco. Sono necessari alcuni giorni prima che il problema si risolva, puoi quindi assumere degli analgesici come l'ibuprofene o il paracetamolo. Se provi un forte dolore che non sparisce neppure con questi medicinali, chiama il ginecologo.[10]
    • Segui sempre le indicazioni riportate sul bugiardino per quanto riguarda la posologia.
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    Evita di irritare la cisti. Non strofinarla mai, neppure quando ti lavi o ti pulisci; per mantenere la zona in perfette condizioni igieniche, è sufficiente immergerti delicatamente nel semicupio o nella vasca. Non dovresti mai fare una lavanda vaginale, perché non è necessaria, può irritare la cisti ed è considerata pericolosa per la salute in generale.[11]
    • Dato che non vuoi irritare la neoformazione, valuta di usare gli assorbenti esterni al posto di quelli interni durante le mestruazioni.

Consigli

  • Gli ascessi (cisti infette) non vengono sempre drenati immediatamente; è necessario che siano "pronti", cioè sodi al tatto. Se vengono aperti troppo presto, non fuoriesce alcun materiale purulento e potrebbe essere inevitabile un secondo intervento. Nell'attesa, si procede con una terapia antibiotica, con degli impacchi casalinghi e si programma una visita successiva entro 24-48 ore; in certi casi, l'ascesso si apre da solo ed espelle il contenuto senza alcuna azione esterna.

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Categorie: Salute Donna

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