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Se soffri di artrite reumatoide, conosci bene il dolore che provoca alle articolazioni. Si tratta di una malattia infiammatoria autoimmune che induce il sistema immunitario ad attaccare erroneamente l'organismo, in maniera elettiva la membrana sinoviale che riveste internamente la capsula articolare. Le articolazioni più coinvolte sono quelle di dita e polsi, ma anche collo, spalle, gomiti, fianchi, ginocchia, caviglie e piedi possono essere interessati. Prova a ridurre il disagio trattando l'infiammazione e gestendo il dolore. Usa l'aloe vera, adotta un regime alimentare antinfiammatorio e apporta dei cambiamenti nello stile di vita in modo da alleviare i sintomi di questa malattia.

Parte 1 di 4:
Usare l'Aloe Vera per Trattare l'Artrite Reumatoide

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    Informati sul gel e sul succo ricavati dalla pianta. Il gel proveniente dalle foglie di aloe vera viene tradizionalmente usato per curare ferite, ustioni, infezioni, dolori articolari e artrite.[1] Puoi applicarlo direttamente sulla zona dolorante oppure bere il succo per ridurre l'infiammazione. Questa pianta è indicata per chi soffre di artrite reumatoide perché è in grado di alleviare il dolore grazie alle sue proprietà antinfiammatorie (ovvero alla sua capacità di alleviare i processi flogistici) e accelera i tempi di guarigione delle ferite.[2] Inoltre, è un ottimo agente idratante e antinvecchiamento che può essere utilizzato in tutta sicurezza.[3]
    • Il gel viene ricavato dalla parte centrale delle foglie, conosciuta anche come "filetto interno". Contiene una quantità maggiore di zuccheri complessi rispetto al succo e si ritiene che i benefici offerti dalla pianta derivino appunto da queste sostanze.[4] [5]
    • Il succo viene estratto dalle foglie esterne e anch'esso contiene zuccheri complessi.
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    Estrai il gel direttamente dalla pianta. Se hai una pianta di aloe vera matura, taglia una foglia usando un paio di forbici affilate e sbuccia la parte esterna in modo da estrarre la linfa trasparente presente all'interno. Usa le dita per farla uscire oppure spezza l'estremità della foglia e premila per ottenere il gel.
    • Se preferisci comprarlo, effettua una ricerca su Internet oppure rivolgiti a un negozio di prodotti naturali. Acquista solo aloe vera biologica, senza additivi né conservanti.
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    Applica il gel sulle articolazioni. All'inizio fai una prova su una piccola porzione di pelle per escludere eventuali reazioni allergiche. Se si sviluppano sfoghi o altri problemi cutanei, non usarlo. Se, invece, non si verifica alcuna irritazione, spalmalo sulle zone più problematiche. Applicalo come faresti con una crema qualunque. Allevierà momentaneamente il dolore causato dall'artrite reumatoide. Se non irrita la pelle, puoi adoperarlo tutte le volte che vuoi per gestire i sintomi.
    • La maggior parte delle persone non manifesta effetti collaterali, ma l'aloe vera può causare arrossamento, bruciore, pizzicore e anche eruzioni cutanee di breve durata, sebbene siano rare.[6]
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    Informati sugli effetti collaterali e sulle interazioni farmacologiche. È stato riscontrato che il succo di aloe vera inibisce la risposta immunitaria e, quindi, allevia i sintomi provocati dall'artrite reumatoide. Tuttavia, il suo consumo può causare crampi, diarrea e gas intestinale.[7] In questi casi, sospendi l'assunzione. Poiché è una sostanza in grado di abbassare la glicemia e interagire con i farmaci antidiabetici, non deve essere consumata per più di 3 o 4 settimane. Inoltre, può interferire con l'assorbimento delle creme steroidee e abbassare i livelli di potassio. Consulta sempre il medico prima di combinare farmaci e integratori, inclusi quelli a base di aloe vera per uso topico o orale.
    • Sebbene non siano state condotte ricerche approfondite in merito agli effetti dell'aloe vera, uno studio ha riscontrato che esiste una correlazione tra il succo e il cancro al colon.[8]
    • Il "Center for Science in the Public Interest" (un'organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di sicurezza alimentare negli Stati Uniti) sconsiglia di bere il succo, ma raccomanda vivamente di applicare il gel localmente.[9]
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    Bevi il succo. Cerca un prodotto biologico, senza additivi né conservanti. Inizia con una piccola quantità, come 60-90 ml una volta al giorno, per testare la reazione del tuo organismo. Aumenta quindi la frequenza fino a 3 volte al giorno. Ha un gusto leggermente amaro e probabilmente ci vorrà un po' di tempo prima che ti abitui. Se vuoi migliorarne il sapore, aggiungi un cucchiaino di miele o mescolalo con un succo di frutta.
    • Non bere mai il gel perché ha proprietà lassative e potrebbe favorire la diarrea.[10]
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Parte 2 di 4:
Cambiare Alimentazione e Stile di Vita

  1. 1
    Scegli alimenti di alta qualità. Dovresti consumare principalmente cibi biologici perché non contengono pesticidi né altre sostanze chimiche, come ormoni e antibiotici, che possono aumentare il rischio di infiammazioni. Inoltre, dovresti ridurre la quantità di alimenti confezionati e lavorati industrialmente. Così facendo, limiterai l'assunzione di additivi e conservanti, che in determinati pazienti favoriscono i processi flogistici.[11] In questo modo, ti assicurerai di assumere carboidrati complessi e non quelli semplici, che tendono ad aumentare le infiammazioni.
    • Cerca di cucinare in casa usando cibi non raffinati né addizionati di conservanti, in modo da garantirti un discreto apporto di vitamine, minerali e altri nutrienti.
    • Come regola generale, ricorda che le pietanze bianche (come pane, riso e pasta) hanno subito un processo di raffinazione. Quindi, opta per le versioni integrali di questi alimenti.[12]
  2. 2
    Aumenta il consumo di frutta e verdura. Circa 2/3 del tuo regime alimentare dovrebbero essere costituiti da frutta, verdura e cereali integrali.[13] La frutta e la verdura sono ricche di antiossidanti, sostanze in grado di alleviare l'infiammazione. Opta per gli alimenti freschi, se possibile. Puoi anche mangiare prodotti surgelati, ma evita le verdure condite con salse cremose e grasse. Evita anche la frutta molto zuccherata o sciroppata. Piuttosto, dai preferenza agli ortaggi e alla frutta dai colori vividi, con un'elevata quantità di antiossidanti, tra cui:
    • Frutti di bosco (mirtilli e lamponi);
    • Mele;
    • Prugne;
    • Arance;
    • Agrumi;
    • Verdure a foglia verde;
    • Zucche e zucchine;
    • Peperoni.
  3. 3
    Assumi più fibre. Le fibre possono aiutarti ad alleviare la flogosi.[14] Cerca di assumerne almeno 20-35 g al giorno. Tra gli alimenti più ricchi considera i cereali integrali, la frutta, la verdura, i fagioli, i legumi e i semi. Altre ottime fonti di questi preziosi nutrienti sono:[15]
    • Riso integrale, bulgur, grano saraceno, avena, miglio, quinoa;
    • Mele, pere, fichi, datteri, uva, frutti di bosco di tutti i tipi;
    • Verdure a foglia verde (spinaci, senape, cavolo nero, bietole, cavolo riccio), carote, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolo cinese, barbabietole;
    • Piselli, lenticchie, tutti i fagioli (rossi, neri, bianchi, di Lima);
    • Semi di zucca, sesamo e girasole; frutta a guscio, tra cui mandorle, noci pecan, noci e pistacchi.
  4. 4
    Riduci il consumo di carne rossa. Se devi mangiare carne, assicurati che sia magra (preferibilmente di animali allevati al pascolo, perché garantisce un apporto di acidi grassi omega-3 e omega-6) e, nel caso del pollame, che sia spellata. Opta per la carne proveniente da allevamenti in cui non si fa uso di ormoni e antibiotici; inoltre, elimina la parte grassa. Limitando il consumo di questi alimenti, riduci anche l'assunzione di grassi saturi. Secondo gli esperti, infatti, non dovrebbero superare il 7% delle calorie totali giornaliere.[16]
    • Per evitare di assumere grassi saturi, elimina il burro, la margarina e lo strutto. Sostituisci queste sostanze con l'olio di oliva o di colza.
    • Gli esperti raccomandano anche di evitare tutti i grassi trans. Leggi sempre le tabelle nutrizionali ed escludi dal tuo regime alimentare tutte le pietanze che contengono "grassi parzialmente idrogenati". Si tratta di grassi trans, anche se l'etichetta riporta sulla confezione la dicitura "senza grassi trans".[17]
  5. 5
    Inserisci più pesce nella tua alimentazione. È un alimento ricco di proteine nobili e contiene una grande quantità di acidi grassi omega-3, salutari per l'organismo perché contribuiscono ad attenuare i processi flogistici in corso. Tra i pesci con un alto contenuto di omega-3 considera il salmone, il tonno, la trota, le sardine e lo sgombro.
    • Non dimenticare di bere molta acqua per mantenerti idratato.
  6. 6
    Aggiungi ai tuoi piatti spezie ed erbe che hanno proprietà antinfiammatorie. Alcune riducono il dolore associato all'infiammazione dell'artrite reumatoide. Puoi trovarne diverse sotto forma di integratori (aglio, curcuma/curcumina, acidi grassi omega-3, vitamine C ed E), ma devi consultare il medico prima di assumerle. È sempre meglio assimilare questi preziosi elementi nutritivi attraverso i cibi anziché mediante la supplementazione alimentare. Ecco quelli che dovresti considerare:[18] [19]
    • Aglio;
    • Curcuma/curcumina;
    • Basilico;
    • Origano;
    • Chiodi di garofano;
    • Cannella;
    • Zenzero;
    • Peperoncino.
  7. 7
    Pratica un'attività fisica moderata. Oltre a rafforzare i muscoli e le ossa, l'esercizio fisico è un alleato della nostra salute generale. Per stabilire quale tipo di ginnastica è più adatto alle tue esigenze, puoi farti aiutare da un fisioterapista. Non dimenticare che per attività fisica si intende esercizio a basso impatto, come aerobica, sollevamento pesi, camminata, escursioni, tai chi e yoga. Tutte queste discipline contribuiscono a preservare la forza e la flessibilità del corpo.[20]
    • Trova un giusto equilibrio tra riposo ed esercizio fisico. Durante le fasi più acute della malattia, è più utile fare brevi pause anziché lunghi riposi a letto.[21]
  8. 8
    Prendi farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARD). Includono gli antinfiammatori. A volte, il medico può prescrivere degli anticorpi specifici contro il fattore di necrosi tumorale. Non è ancora chiaro in che modo agiscono sull'artrite reumatoide, ma spesso vengono somministrati assieme agli antinfiammatori.[22] In altre circostanze, vengono prescritti i farmaci biologici di nuova generazione a base di proteine umane elaborate geneticamente, in combinazione con gli antinfiammatori.[23] Accanto ad altri medicinali spesso vengono consigliati anche antinfiammatori e analgesici non steroidei.
    • I DMARD, come il metotrexato, possono provocare gravi danni al fegato e ipersensibilità. Tra gli effetti collaterali si annoverano febbre, spossatezza, tosse e difficoltà respiratorie.[24]
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Parte 3 di 4:
Conoscere l'Artrite Reumatoide

  1. 1
    Fai attenzione ai sintomi. L'esordio è caratterizzato da dolore e gonfiore a carico delle articolazioni, che spesso risultano calde al tatto. Molte persone affette da artrite reumatoide avvertono, oltre al dolore, anche una lieve rigidità, ma lamentano spesso un'acutizzazione della malattia quando i sintomi tendono a peggiorare. Altri pazienti, invece, presentano sintomi cronici e costanti nel tempo. Man mano che la patologia progredisce, le articolazioni e le ossa iniziano a danneggiarsi finché il paziente non arriva a una perdita della loro funzionalità, sebbene il trattamento precoce possa tenere a bada queste recrudescenze.[25] Altri sintomi possono includere:
    • Spossatezza, dolore muscolare e rigidità al movimento che dura almeno un'ora dopo il risveglio o dopo un periodo prolungato di riposo (diversamente dal dolore e dalla rigidità dell'osteoartrite, che si attenuano velocemente).[26]
    • Tendenza più diffusa a soffrire di altre malattie rispetto a chi non è affetto da artrite reumatoide. Può trattarsi di altre patologie autoimmuni (come la sindrome di Sjögren), vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni), anemia (carenza di globuli rossi che trasportano l'ossigeno nei tessuti) e malattie polmonari.
    • Noduli reumatoidi, che colpiscono fino al 35% dei malati. Si manifestano sotto forma di rigonfiamenti sottocutanei nei pressi delle articolazioni interessate, in genere vicino ai gomiti. Solitamente, non sono dolorosi, si muovono sotto lo strato cutaneo e possono avere varie dimensioni, che vanno dalla grandezza di un pisello a quella di un limone.[27]
  2. 2
    Conosci i fattori di rischio. Sebbene la causa sia ancora sconosciuta, sembra che l'artrite reumatoide sia associata a fattori genetici. È più probabile che sia un gruppo di geni e non uno singolo ad aumentare il rischio di insorgenza. In seconda battuta, anche gli ormoni e i fattori ambientali sono considerati elementi che contribuiscono allo sviluppo di questa malattia.[28]
    • L'artrite reumatoide può colpire uomini e donne di qualunque etnia, anche se è più diffusa tra i soggetti femminili. Il rischio di insorgenza nelle donne è due o tre volte maggiore, sovente quando raggiungono la mezza età.
  3. 3
    Informati sul processo diagnostico relativo all'artrite reumatoide. È possibile individuare questa malattia osservando i segni e i sintomi, conoscendo i precedenti clinici, individuando i casi in famiglia e anche sottoponendosi alle visite mediche. Una volta formulata la diagnosi, il medico stabilisce una terapia il cui obiettivo principale è quello di ridurre il dolore intervenendo sull'infiammazione, oltre a limitare i danni a carico delle articolazioni.[29] In genere, per diagnosticare la malattia, si prescrivono:
    • Esami di laboratorio, tra cui radiografie o altri esami diagnostici per immagini riguardanti le articolazioni interessate;
    • Analisi del sangue, in particolare per esaminare il fattore reumatoide (FR) e altri accertamenti generici. Il FR è in grado di rilevare l'artrite reumatoide, mentre le analisi generiche possono evidenziare uno stato infiammatorio di base.[30]
    • Indagini diagnostiche per escludere altre patologie che presentano sintomi analoghi a quelli dell'artrite reumatoide, come le artropatie infettive – dolori articolari dovuti a infezioni – il lupus eritematoso sistemico (LES), la spondilite anchilosante – che colpisce soprattutto la colonna vertebrale e le articolazioni più grandi – e la fibromialgia.[31]
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Parte 4 di 4:
Quando Consultare il Medico

  1. 1
    Recati dal medico non appena noti i sintomi. Se non gestita con cure mediche adeguate, l'artrite reumatoide può favorire l'insorgere di vari problemi di salute. Se hai questo sospetto, consulta immediatamente il medico in modo che possa effettuare una diagnosi certa e prescriverti una terapia adeguata.[32]
    • Dovresti chiedere il parere del medico ogni volta che lamenti dolori persistenti o gonfiore a carico delle articolazioni.[33]
    • Le complicazioni più gravi che derivano dalla mancanza di cure includono osteoporosi, infezioni, sindrome del tunnel carpale, problemi cardiaci (come arteriosclerosi e ateroscelrosi) e patologie polmonari.
  2. 2
    Sviluppa un percorso terapeutico con il medico e seguilo fedelmente. Una volta formulata la diagnosi di artrite reumatoide, il medico ti indicherà il modo più sicuro ed efficace per gestirla. Potrebbe anche indirizzarti verso altri specialisti, come reumatologi o fisioterapisti, che hanno esperienza nel trattamento di questa malattia.[34] Non esitare a chiedergli ulteriori chiarimenti riguardo alle istruzioni terapeutiche.
    • Per gestire l'artrite reumatoide, oltre a invitarti ad apportare cambiamenti nello stile di vita, potrebbe prescriverti l'assunzione di alcuni farmaci (come DMARD e antinfiammatori), la fisioterapia o l'ergoterapia, oppure consigliarti un intervento chirurgico (come la riparazione delle lesione del tendine o la sostituzione articolare con protesi).
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    Sottoponiti ai controlli con la frequenza raccomandata dal medico. L'artrite reumatoide è una malattia che può essere gestita, ma al momento non esiste una cura.[35] Quindi, dovrai consultare periodicamente il medico per assicurarti che le cure prescritte stiano funzionando ed escludere lo sviluppo di ulteriori complicazioni.
    • Chiedigli con quale frequenza devi sottoporti ai controlli. Potrebbe raccomandarti una visita ogni 1-2 mesi.
    • Gli studi dimostrano che le terapie producono risultati migliori nei pazienti che si sottopongono più spesso a controlli (ovvero 7-11 volte all'anno) rispetto a chi trascura questo aspetto (meno di 7 controlli all'anno).[36]
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    Metti al corrente il medico se manifesti nuovi sintomi. Anche se stai già curando l'artrite reumatoide, a volte le condizioni di salute possono cambiare o aggravarsi inaspettatamente. In questo caso, recati subito dal medico anche se non hai in programma alcun controllo.[37]
    • Per esempio, consultalo se noti un aumento del dolore e del gonfiore, cambiamenti morfologici a carico delle articolazioni o sintomi associati a problemi di salute correlati (come dispnea a causa di complicazioni a livello polmonare).[38]
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Avvertenze

  • Non si raccomanda l'assunzione dell'aloe vera per via orale ai bambini e alle donne in gravidanza o durante l'allattamento.
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Riferimenti

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  3. Surjushe,A., Vasani, R., Saple, DG., Aloe Vera: A Short Review. Indian J Dermatol. 2008; 53(4): 163–166.
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  6. Edwards, SE., Phytopharmacy: An Evidence-Based Guide to Herbal Medicinal Products. 1st ed. (2015), Wiley&Sons, NYC.
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  8. Hart LA, Nibbering PH, van den Barselaar MT, van Dijk H, van den Burg AJ, Labadie RP. Effects of low molecular constituents from aloe vera gel on oxidative metabolism and cytotoxic and bactericidal activities of human neutrophils. Int J Immunopharmacol. 1990;12:427–34.
  9. http://www.cspinet.org/new/201308211.html
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  3. http://www.arthritis.org/living-with-arthritis/arthritis-diet/anti-inflammatory/rheumatoid-arthritis-diet.php
  4. http://www.arthritis.org/living-with-arthritis/arthritis-diet/anti-inflammatory/rheumatoid-arthritis-diet.php
  5. http://www.arthritis.org/living-with-arthritis/arthritis-diet/anti-inflammatory/fiber-inflammation.php
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  10. http://www.arthritis.org/living-with-arthritis/arthritis-diet/anti-inflammatory/anti-inflammatory-diet.php
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  29. https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/rheumatoid-arthritis/expert-answers/rheumatoid-arthritis/faq-20058245

Informazioni su questo wikiHow

Zora Degrandpre, ND
Co-redatto da:
Medico Naturopata
Questo articolo è stato co-redatto da Zora Degrandpre, ND. La Dottoressa Degrandpre lavora come Medico Naturopata Registrato a Washington. Ha conseguito la Laurea in Naturopatia presso il National College of Natural Medicine nel 2007. Questo articolo è stato visualizzato 15 506 volte

Esonero di Responsabilità per le Informazioni di natura Medica

Il contenuto di questo articolo non è inteso come sostitutivo di un parere medico professionale, esame, diagnosi o trattamento. Dovresti sempre consultare un dottore o altri professionisti qualificati del settore dell'assistenza sanitaria prima di cominciare, cambiare o interrompere qualsiasi tipo di terapia medica.

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